Lisa Corva

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La primavera, l’amore e la felicità! E come mai non vi annoia questo stupido, assurdo inganno che è sempre il medesimo?

Lunedì, 6 marzo 2017 @10:32

"La primavera, l’amore e la felicità! E come mai non vi annoia questo stupido, assurdo inganno che è sempre il medesimo?"
(Lev Tolstoj)

Dentro "Guerra e Pace" è una giornata di timida, fredda primavera, come in questi giorni. Il principe Andrej, ferito nella battaglia di Austerlitz, è tornato a casa: vivo. Vivo ma senza voglia di vivere. Va in carrozza per le sue campagne e gli sembra quasi che una quercia gli parli: a che pro il sole, le gemme, le illusioni di felicità della primavera? Non è tutto inutile, tutto crudele? Che senso ha?
Eppure ci sono i crochi viola, gli stessi che sono apparsi improvvisamente, come un tappeto, in questi giorni. Prima, nel parco delle terme non c’era nulla, solo il verde spento e il marrone silenzioso dell’inverno. E ora, testardi, i crochi viola. A volte è difficile credere alla primavera. A volte il sole fa solo male agli occhi; a volte la mancanza di senso è una nebbia, che copre tutto.
Poi ci sono i crochi viola. Li raccolgo, per il mio libro-erbario. Continuo a leggere "Guerra e Pace": sono già al secondo volume. Le esitazioni del principe Andrej, la sua rabbia, la sua tristezza, le sue domande - e soprattutto, la sua ricerca di senso - mi accompagnano in questa ancora fredda primavera.

14 commenti

LISA | Lunedì, 13 marzo 2017 @11:00

Giusy: sì, bella e attuale.

Giusy (d'antan) | Venerdì, 10 marzo 2017 @17:17

Beh...di in tanto capita l'anonimato!

Anonimo | Venerdì, 10 marzo 2017 @17:15

Grazie Lisa! non ho tanto tempo per "scartabellare" nella memoria (cartacea) Non la trovi attuale al di là delle pietre del Carso?
Magnifica poesia, lacerante, direi...

LISA | Venerdì, 10 marzo 2017 @09:08

Giusy, questa invece la ricordo. La poesia che Ungaretti scrisse sulle pietre del Carso dove si combatte durante la prima guerra mondiale.

"Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo".

LISA | Martedì, 7 marzo 2017 @13:01

Nicoletta, mi hai strappato un sorriso: che bello finire dentro una cena sorella-fratello, legata alle pagine di Guerra e Pace. Mi piacerebbe sapere, a questo punto, se anche per tuo fratello è una lettura o una rilettura, e che cosa l'ha spinto; e lui magari, invece del principe Andrej, si interroga sulla giovanissima leggera Nataša... Che, in questo momento, sta andando al suo primo ballo in abito lungo. Un abito di velo trasparente sopra una sottoveste rosa.

Nicoletta | Lunedì, 6 marzo 2017 @22:13

Ho cenato con mio fratello l'altra sera. Sono certa di averlo annoiato parecchio con le mie chiacchiere milanesi. Lui la primavera non credo l'abbia percepita anche se a Milano è già timidamente apparsa, ma i suoi occhi hanno cominciato a brillare quando mi ha raccontato che sta leggendo Guerra e Pace. E così ti ho pensato cara Lisa.

Acerbina | Lunedì, 6 marzo 2017 @21:31

Lisa, non male i tre rossetti per la triade di primavera, amore, felicità:
rosa pesca la primavera, rouge absolu l'amore, e blu per la felicità.

Giusy | Lunedì, 6 marzo 2017 @19:35

Come questa pietra del San Michele così fredda. così dura, così prosciugata.."e non ricordo altro...

LISA | Lunedì, 6 marzo 2017 @18:16

Giusy, grazie perché mi hai fatto leggere una poesia di Ungaretti che non conoscevo:
"Il porto sepolto.
Vi arriva il poeta
E poi torna alla luce con i suoi canti
E li disperde
Di questa poesia
Mi resta
Quel nulla
Di inesauribile segreto".

(Ma se è questa la poesia, no. Non c'è un "nulla di inesauribile segreto" nella tristezza del principe Andrej. E' una lancinante, paralizzante mancanza di senso. E' un guardare amaramente l'inganno della primavera. Eppure...)

LISA | Lunedì, 6 marzo 2017 @18:04

Acerbina: mi piace l'idea di primavera, amore e felicità pescate dalla borsa, come fossero un rossetto, le chiavi di casa e lo smartphone... O forse tre diversi rossetti da usare questa primavera.

Giusy | Lunedì, 6 marzo 2017 @17:29

la Pietra del Carso ha ripreso e rispolverato Guerra e pace da parecchi mesi, Riferisce di una rilettura avvincente, attuale, forse,
Per quanto riguarda quella sorta di svuotamento" vissuto dal principe reduce dalla battaglia, mi viene in mente il Porto sepolto, Fuori luogo?
Il mio tempo libero è ristretto, vorrei tanto rubargli il libro dalle mani....

Acerbina | Lunedì, 6 marzo 2017 @16:59

per quanto stupido e assurdo sia l'inganno, no che non annoia mai.
ci si ricasca ogni volta con la stessa incredula ingenuità e speranzosa illusione: Primavera, Amore, Felicità. non 3 cose qualunque pescate nella borsa, ma l'essenza stessa della vita. la ricerca stessa di una vita.

Carla | Lunedì, 6 marzo 2017 @11:16

Dice bene il principe Andrej l'inganno della primavera! È proprio un inganno la primavera, con i suoi cambi veloci di tempo e di temperature, il cielo o azzurrissimo o grigio, la luce timida e lunga... eppure, non riesco a non sentirmi leggera, ad aver voglia di togliermi qualcosa, non resisto al desiderio di sentire l'erba sotto i piedi, mi fermo a farmi riscaldare la faccia dal sole... E quando tutto questo sparisce velocemente, beh, mi cullo nell' idea che la primavera è pazzerella e quindi non rimane che aspettare che l'inganno si dissolva.

Lilabella | Lunedì, 6 marzo 2017 @11:01

Che promesse siano. Di nuovi e migliori giorni non solo dal punto di vista climatico. Un sorriso. Lila

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.