Lisa Corva

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La vernice dei mille sguardi che avevano sfiorato il suo corpo.

Giovedì, 30 marzo 2017 @08:39

"Ma su di Hélène pareva ci fosse già la vernice dei mille sguardi che avevano sfiorato il suo corpo, mentre Nataša appariva una fanciulla che si scollava per la prima volta e che se ne sarebbe vergognata molto se non l’avessero persuasa che così era necessario fare."
(Lev Tolstoj)

Mi piace questa frase da "Guerra e Pace": Tolstoj la scrive guardando Hélène, la bellissima ma non più giovane Hélène, moglie "per caso" di Pierre, bella frivola e stupida. E’ un grande ballo, il primo ballo a cui va anche la giovanissima Nataša, con "un abito bianco di velo su un sottabito di seta rosea, bocci di rosa alla scollatura", calze di seta traforate e scarpette bianche di raso. Tutto il futuro davanti. Ripensavo a quella "vernice degli sguardi" oggi, mentre raccoglievo dei petali di magnolia per terra: c’è un albero bellissimo vicino a casa, in fiore adesso, ma i boccioli si sciupano appena li prendi in mano. Anche quelli che ho raccolto caduti nel prato: si sgualciscono subito, cambiano quasi fibra e colore. Non vanno bene per il mio libro-erbario. O forse sì, perché sono in realtà perfetti per la frase di oggi. Come i fiori rosa di ciliegio che ho raccolto, belli sull’albero, subito tremuli in mano.
Petali sciupati. Corpi su cui passano gli anni. E la vernice degli sguardi.
E le città? Sfiorate da milioni di sguardi, cambiate dal tempo, pietra su pietra? Qualche giorno fa ero a Venezia. Dall’alto dal Fondaco dei Tedeschi, nuovo punto di vista sulla laguna e sulla città, Venezia risplendeva in quella luce forte eppure un po’ torbida, una luce da laguna. Mi è piaciuto il Fondaco dei Tedeschi: è uno shopping center, in realtà, a Rialto (del resto, nasce come magazzino e punto d'approdo delle merci che venivano importate dai mercanti tedeschi, dal 1200 in avanti). Ed è stato riaperto l’anno scorso dopo anni di chiusura, su progetto dell’archistar Rem Koolhaas (che ha progettato la meravigliosa Fondazione Prada a Milano). Dentro ci sono borse, profumi e scarpe. Eppure ha un che di antico: è la corte interna, con i tappeti stesi sulla balaustrate, piano dopo piano, come nei dipinti rinascimentali del Carpaccio che mi piacciono tanto. E un che di assolutamente contemporaneo: il bistrot degli chef Alajmo, nel mezzo della corte, con i divanetti che alludono allo schienale delle gondole (un’idea di Philippe Starck che ha progettato lo spazio), e le tazzine di caffè con su scritto Amo. E poi, a proposito di tappeti, una piccola mostra che mi ha colpito: a Ca’ d’Oro, "Serenissime trame". Ovvero 25 antichi tappeti orientali accostati a dipinti rinascimentali con i tappeti dentro: tra cui, appunto, due tele del Carpaccio. http://www.artslife.com/2017/03/21/cadoro-venezia-serenissime-trame/
Poi ti affacci alla terrazza, sul Canal Grande, e c’è la luce di Venezia. Venezia come Guerra e Pace. Perché sì, ci sono città che hanno sempre qualcosa da dirci, proprio come i classici.

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.