Lisa Corva

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Gaia e le favole del buongiorno (ma anche della buonanotte).

Domenica, 23 aprile 2017 @12:26

Ho sempre desiderato conoscere qualcuno che, nella vita, si occupi di favole. Poi ho conosciuto lei, Gaia Stock: allegra, ironica, mamma di tre figli maschi, rossetto vivace, una casa sempre aperta a Trieste per feste memorabili, un gatto e un cane. E le sue favole. Ovvero, le favole che da anni pubblica come editor per Edizioni EL, la casa editrice fondata dalla madre. I suoi libri li trovate qui: http://www.edizioniel.com , e sicuramente ne avete già qualcuno a casa. Le mitiche "Favole al telefono" di Rodari, ad esempio! Ma ne ho approfittato per farle qualche domanda in più. E’ lei il mio nuovo LisaIncontra: stavolta, non scarpe nè abiti, ma fiabe. Che, a volte, è la stessa cosa.

Libri: farli, amarli. Tu hai tre figli maschi; ma a una bambina che libro regaleresti, e perché?
- Non esistono buoni libri per bambine o per bambini. Esistono buoni libri e basta. E un buon libro per bambini è certamente un buon libro anche per adulti.
Ad un bambino regalerei prima un libro di fiabe classiche, perché credo ancora molto nelle loro funzioni iniziatiche (ben descritte da Propp nella sua "Morfologia della fiaba"). Poi gliele farei rileggere stravolte nelle centinaia di versioni moderne in cui grandi maestri della letteratura e dell'illustrazione si sono divertiti a ribaltarne storie e contenuti (ad esempio i Cappuccetti di Bruno Munari). Infine selezionerei quelli che credo siano i grandi classici della letteratura mondiale, man mano a seconda dell'età. Dai classici per ragazzi passando ai classici per adolescenti fino ad arrivare ai classici per l'età di passaggio. Poi spererei che il suo gusto prendesse una direzione personale che, qualsiasi essa sia, andrebbe bene. Come sottofondo, per tutta la crescita: Gianni Rodari.

Il libro che più ti è piaciuto da piccola.
"Il richiamo della foresta" di Jack London. Il primo libro da grandi che ho letto, e il primo libro che ha fatto sentire grande anche me. Perché parla più di avventure interiori che di avventure vere e proprie: un’esperienza intensissima che mi ha conquistato completamente. Da allora non ho mai smesso. Ha rappresentato per me il libro dell’innamoramento, della svolta. Il libro che tutti dovrebbero incrociare nella vita.

E "Piccole donne" della Alcott, libro che io ho perdutamente amato?
"Piccole donne" non mi aveva mai fatto impazzire. Ma rimane praticamente il bestseller nei nostri adorati Classicini, quindi sono io la strana!

Scegli uno dei vostri libri, quello di cui sei più fiera.
Sicuramente vado fierissima della collana Sirene che curavo (non da sola…) tantissimi anni fa, quando biografie per ragazzi sulle grandi donne della Storia sul mercato non ce n'erano. Né in Italia, né all'estero. È stata una collana antesignana e piuttosto fallimentare. Alcuni titoli li abbiamo ancora a catalogo, in nuove edizioni. Sono stati libri che abbiamo profondamente voluto e profondamente amato. Noi e tutte le nostre autrici (erano quasi tutte donne). Un esperimento editoriale che ha segnato la mia crescita professionale. Da tutti i punti di vista.

Mi fa piacere ricordare che voi siete arrivate prima del pur coloratissimo e allegro "Storie della buonanotte per bambine ribelli" (Mondadori), il bestseller di adesso. Tra le vostre Sirene c’è Peggy (Guggenheim), Frida (Kahlo), Artemisia… Tutte donne eccezionali. E le bambine di oggi hanno bisogno di icone, di miti, oggi più che mai.
Ma il mio Sirene preferito forse è "Corale Greca": Penelope, Lisistrata, Medea… Lo stiamo per ripubblicare in un’edizione straordinaria, con nuove illustrazioni di Sara Not.

La tua icona femminile, o comunque una donna che ammiri.
Emma Bonino, una donna curiosa, aperta, intelligente.

So che ti piace giocare con la moda, quindi dimmi: borse o scarpe? Scarpe, senza dubbio.
Flats, mezzo tacco o tacchi alti? Sui tacchi alti mi sto impegnando negli ultimi anni, e devo dire che li trovo divertenti; ma se fosse per me flats tutta la vita! (purtroppo per il mio compagno che mi vorrebbe in tacchi alti anche mentre cucino). Ho una collezione di ballerine a punta che mi imbarazza! Purtroppo imbarazza anche lui…
Non hai mai sognato di uscire senza la borsa?
Ogni tanto lo faccio, metto l’indispensabile in tasca, ma me lo posso permettere veramente poche volte e solo per uscite brevi… Certo, se esco la sera metto l’indispensabile in microborsine un po’ chic a tracolla o, molto raramente, in pochette a mano.
Non esci mai di casa senza…
Cellulare, banale… Ma porto sempre con me il profumo solido di Diptyque, un rossetto (anche due!), un paio di occhiali da sole. Oltre ad una quantità enorme di chiavi, qualche sacchetto per il cane, un manoscritto da leggere non-si-sa-mai, fazzoletti, un "moment", un paio di sigarette… continuo o posso smettere?
La frase (mantra, slogan, verso di una poesia) che più ti riassume.
Il concetto "Less is more", fatto mio studiando Ludwig Mies van der Rohe.
Un abito (ma un oggetto o un gioiello) con una storia dentro, che non butterai mai, e perché.
Un pendentif in pasta di vetro di Amalric Walter raffigurante una libellula, regalo dei miei genitori. Oggetto che amo moltissimo e che impreziosisce qualsiasi mise, anche la meno "pensata".

Il tuo posto del cuore. Quello dove ti senti più tu.
Il bosco. Il mare l’ho sempre avuto al mio fianco e lo do un po’ per scontato, certamente sbagliando perché sono consapevole che non potrei farne a meno. Il bosco, invece, non vivendolo quotidianamente mi emoziona davvero. È il mio posto, il mio habitat.

La tua libreria preferita al mondo.
Mi è sempre piaciuta la libreria dentro la Biennale di Venezia, l’edificio stupendo disegnato da James Stirling ai Giardini.
Che, tra l'altro, per la Biennale di quest'anno (che apre il 13 maggio) diventa un contenitore d'arte: ospiterà i libri che hanno ispirato la pratica degli artisti invitati. Bellissimo, vero?

Ma torniamo ai libri. Dimmene uno che hai amato, riletto, stropicciato, regalato.


Non ho mai riletto un libro due volte. Libri che ho amato perdutamente e che ho ripetutamente regalato: "Everyman" di Philip Roth, "Anime alla deriva" di Richard Mason, "L’odore del sangue" di Goffredo Parise, "L’amico ritrovato" di Fred Uhlman, "Norwegian Wood" di Haruki Murakami, "L’anno del pensiero magico" di Joan Didion, "Paula" di Isabel Allende, "Lolita" di Vladimir Nabokov, "La versione di Barney" di Mordecai Richler, "La lingua salvata" di Elias Canetti, "Franny e Zooey" di J.D. Salinger, "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway, "I dolori del giovane Werther" di Goethe, "L’avversario" di Emmanuel Carrère, "Le età di Lulù" di Almudena Grandes… Più tutto Joseph Roth e, soprattutto, tutto Arthur Schnitzler.

Che bello, ho trovato un sacco di titoli in comune (vedi "La versione di Barney" e "Norwegian Wood"), ma anche libri che forse mi aspettano, come Philip Roth e Parise. E possibili riletture: Schnitzler!
L’ultimo libro, invece, che ti ha fatto ridere?


Un libro di filastrocche cattive che pubblicheremo tra qualche mese. L’autrice, la poetessa Donatella Bisutti, ha raccontato piccoli episodi di teneri animaletti o fiorellini o tondi e dolci vegetali che finiscono, in un modo o nell’altro e sempre per un peccato del protagonista, tragicamente. Alcuni sono esilaranti. Ieri in treno, ridevo sola.

Scarpe, o un abito, o un gioiello che hai visto in un quadro o in un film e le avresti rubate…
Tanti anni fa, un abito Valentino che ho visto in un servizio di moda: ho pensato, questo è l’abito più bello che mai sia stato creato. È rimasto là, nei miei pensieri, e basta. Non ho neanche tenuto la fotografia… E poi tutti gli abiti e gli accessori di Tilda Swinton, in qualsiasi contesto io la abbia vista: film, servizi fotografici, vita privata. Per me, è lei la donna più elegante oggi (insieme a Inès de la Fressange che ha stile più classico, però, quasi banale!)

Dopo anni a Venezia, ora vivi a Trieste: se ti veniamo a trovare, dove ci porti?
Sul Molo Audace. Ci vado quando posso di mattina, prima delle otto, per far correre un po’ il cane. Il cielo e il mare hanno ogni giorno un colore diverso, ma così diverso da sembrare incredibile. È uno spettacolo straordinario. La bellezza così variabile, giorno dopo giorno, rende indescrivibile l’esperienza che, proprio per la sua reiterata unicità, diventa ancora più magnifica. Se andarci una volta vale 10 in bellezza, andarci 100 volte vale molto più di 10 x 100. È la mutevolezza dei fattori l’ingrediente fondamentale del suo fascino.

Concordo. Molo Audace, luogo del cuore, di favole, incontri e storie.

4 commenti

LISA | Mercoledì, 26 aprile 2017 @16:48

Che bello, Alessandra R.! E spero, visto che se non sbaglio sei milanese, che tu riesca ad andare al "trunk show" di Colomba Leddi domani, 27 aprile, nella boutique Chicchi Ginepri in via Manin 13. Per incontrare una delle donne dei LisaIncontra.

Alessandra R. | Mercoledì, 26 aprile 2017 @14:07

Convinta di aver lasciato un commento... si vede che tra fiabe e favole, è avvenuto qualche incantesimo. Comunque... le tue interviste sono così intense e piene di spunti, che ho deciso di stamparmele, e arcvhiviarmele con le mie note accanto. A ciascuno la sua fiaba.

LISA | Lunedì, 24 aprile 2017 @11:46

Doppia coincidenza, Carla, perché Artemisia - e il suo quadro Aurora, esposto a Roma, nella mostra aperta ancora fino al 7 maggio - è una delle mie pittrici donne preferite. I suoi colori, i suoi panneggi, il suo coraggio. E l'incontro con la collezionista Alessandra Masu, che ha prestato il quadro a Roma, è stato uno dei miei precedenti LisaIncontra. Mi piace questa commistione di ispirazione, di cose belle, di mondo.

Carla | Lunedì, 24 aprile 2017 @10:47

Bellissimo incontro!! E per me una coincidenza: sto correggendo le schede libro dei miei alunni, lo so che penserai che obbligare a leggere vuol dire ammazzare il piacere della lettura ma in realtà questo metodo
dà buoni frutti, è una mia giovane donna ha appena letto " Artemisia Gentileschi, una pittrice leggendaria " ed El collana le Sirene... Mi spiace che quandi si parli dil libri per ragazzi tutti dicono che non esistano libri per ragazzi e per ragazze, perché, secondo me, esistono e sono molto diversi come sono diversi maschi e femmine durante la crescita. Però, se le convinzioni editoriali di Gaia Stock la portano a pubblicare i bellissimi libri che fa, accetto che le sue premesse siano diverse dalle mie perché poi i libri sono di chi li legge.
Buona liberazione al salotto verde!!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.