Lisa Corva

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Cose che finiscono, cose che iniziano. E quella lettera che non ti ho mai spedito.

Lunedì, 31 luglio 2017 @09:09

Finisce luglio, mese bianco e blu (il bianco dell'afa, il blu del mare); inizia domani agosto, mese d’oro, di luce abbagliante e di ombre, il mese del mio compleanno. Cose che finiscono, cose che iniziano.
Quando, qualche mese fa, mi hanno chiesto di partecipare all’articolo su D di Repubblica, e chiedere a designer, artisti, scrittori, la loro lettera mai spedita, mi sono chiesta: ma io ce l’ho? Ce l’ho una lettera che non ho mai avuto il coraggio, la voglia, di scrivere, di mandare? In realtà no. Certo, spesso mi è capitato di scrivere (nella mia mente, sul telefonino, sul piccolo notes che porto quasi sempre con me), appunti, conversazioni a senso unico, parole per un’altra persona. Ma poi sono sempre diventate una lettera. Una mail. Un lungo, troppo lungo whatsapp. Perché credo nella comunicazione, credo nel potere delle parole. Credo che una lettera (soprattutto se d’amore) non sia mai scritta invano, perché la scrivi soprattutto per te, per capire e perimetrare quello che pensi e senti.
E forse è vero che le lettere si scrivono soprattutto per segnare. Per segnare un confine, per segnare un momento in cui certe cose finiscono – o potrebbero finire. Mentre altre iniziano.
E, se non spedite, è buffo ritrovarle. Una mia cara amica, S., mettendo a posto gli scaffali della libreria (per forza, doveva svuotare e imbiancare le pareti), ha trovato una lettera non spedita a vent’anni, una lettera al suo amore di allora, scritta con inchiostro verde; nella busta, già con l’indirizzo, però infilata in un libro e mai mandata. Rileggerla dev'essere stato un bizzarro incontro, immagino: incontrare la persona che eravamo.

Ecco le lettere non spedite che sono state pubblicate su D di Repubblica. Se volete, mandatemi la vostra.


Olaf Nicolai, artista, Berlino
"Non scrivermi lettere, non ho più la cassetta della posta. Non mandarmi mail, ho cancellato tutti i miei account. Non telefonarmi, ho bloccato il tuo numero. Da questo momento non vivo più qui - non per te! E mi auguro - ti auguro - solo degli indirizzi nuovi".

Lorenza Sebasti Pallanti, produttrice di vino al Castello di Ama, e collezionista d’arte.
"Cara Francesca, come ogni anno, quando si avvicina la data del tuo compleanno, ti penso. Ti penso e ti vedo ancora ridere, sorridere, abbracciarmi come quando eravamo ragazze. Eppure questa è una lettera che non spedirò. Sai che non ho neppure il tuo indirizzo di casa, non so dove vivi? Succede, certo, in questo mondo dove viviamo dentro il nostro telefonino, dove non scriviamo lettere di carta ma solo mail o whatsapp. Però quando ci siamo conosciute noi, trent’anni fa, c’erano ancora le lettere di carta, le buste, i biglietti; il mondo era una cartolina; il mondo sapeva di pane appena sfornato e Nutella, come una memorabile colazione che ricordo ancora. Eravamo a Marettimo, una piccola isola nelle Egadi, una vacanza insieme. Dormivamo a casa di un pescatore, uscivamo con lui sul gozzo, felici di niente e di tutto; ascoltavamo per ore canzoni d’amore, fantasticando su impossibili fidanzati. Auguri, cara e preziosa amica, anche se ti vedo così raramente, e anche se questa è una lettera non spedita. Ma è scritta col cuore, quindi più vera di una lettera vera. Lorenza"

Serena Confalonieri, designer
"Cari tutti, se non siete qui è perché, a un certo punto della strada, ci siamo accorti di non conoscerci. Ma sono sicura che ci siamo lasciati dolorosamente bene.Ancora vostra, Serena"

Lesley Lokko, architetto e scrittrice; l’ultimo romanzo è "La debuttante", Mondadori.
"Caro Charles, sono passati otto anni da quando te ne sei andato, e quindici da quando ci siamo parlati per l’ultima volta, appena qualche parola. Volevo solo dirti che mi dispiace tanto, sia per quella conversazione così breve, che non sapevo fosse l’ultima; sia perché non ci sei più. Ho passato i cinquant’anni, e mi sembra strano pensare che tu sia ancora un quarantenne, e lo sarai per sempre. Sai, sarebbe stato bello conoscersi un po’ più tardi nella vita, non così presto. Ci sono così tante cose che vorrei dividere con te adesso, e penso che ti piacerei di più, ora. Anzi, che ci piaceremmo entrambi di più. Non penso solo a cose personali, ma a tutto il resto – tutto quello che rende il diventare grandi, diventare adulti, così meraviglioso. Più invecchio, più apprezzo e voglio bene alle persone che mi accompagnano, negli anni, nella mia strada: e tu c’eri, sin dall’inizio. Ma ci sei ancora, in modi inaspettati: nell’amicizia che ho per tuo fratello, in certi modi di dire, nei ricordi. Però è solo scrivendoti questa lettera, che non spedirò mai e che tu non riceverai mai, che sento che sei ancora qui. Perché è vero: quelli che amiamo non ci lasciano mai. Con amore, Lesley"

Enrico Marone Cinzano, imprenditore e appassionato di design sostenibile.
"Caro Mondo,
Un mondo, due filosofie.
Uniti, separati. Sostenibili, auto-consumati. Amati, odiati. Aperti, chiusi. Etici, egoisti. Coraggiosi, vigliacchi. Ridenti, tristi.
Siamo, per mille aspetti - sociali, ecologici, spirituali, economici - in un momento critico della storia umana. I problemi esistono e persistono, ma io penso che con l'ingegnosità che abbiamo, con la consapevolezza, le giuste intenzioni e specialmente capendo la Natura, tutto sia risolvibile. Perchè Lei, la Natura, e sì, lo scrivo con la enne maiuscola, sopravviverà. Noi, non necessariamente.
Sta a noi".

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.