Lisa Corva

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Scrivo quel che vedo, dipingo quello che sono.

Lunedì, 7 maggio 2018 @10:26

"Scrivo quel che vedo, dipingo quello che sono".
(Etel Adnan)
Pensa con i sensi, senti con la mente.

Ho letto questa frase a febbraio, in una residenza per scrittori in Svizzera, vicino a Losanna: la Fondation Jan Michalski. Un posto remoto e silenzioso, dove Vera Michalski ha chiamato architetti da tutto il mondo per costruire una grande biblioteca aperta a tutti, e delle "cabanes pour écrivains", delle residenze per ospitare scrittori e traduttori (l’ho incontrata per How To Spend It Italia: trovate l’intervista nel numero in edicola). Lì ci sono anche opere e mostre d’arte, tutte però che abbiano a che fare con i libri e con la scrittura; lì ho trovato questa frase della pittrice libanese Etel Adnan, "Il me semble que j’écris ce que je vois, peins ce que je suis". E' all'interno della sua mostra "La fulgurance du geste", alla Fondazione fino al 21 maggio: http://www.fondation-janmichalski.com . E mi ha fatto venire in mente un vecchio slogan di una Biennale Arte: "Pensa con i sensi, senti con la mente". L’intuizione, l’immaginazione, passa anche o soprattutto da qui: dai sensi.

Ed ecco quello che mi ha raccontato Vera Michalski:
"Se sono a Losanna durante il weekend, il sabato mattina mi sveglio a casa mia, al bordo della foresta: a Montricher. Qui vicino c’è la Fondazione che ho creato e che mi sta molto a cuore, anche perché è dedicata a Jan Michalski, mio marito. È in sua memoria che ho voluto un luogo tutto centrato sulla bellezza e sul potere dei libri. Qui c’è una biblioteca, con più di 80mila volumi, e opere d’arte contemporanea ispirate alla pagina scritta e alla scrittura. Ma soprattutto ci sono le "cabanes pour écrivains", case-residenza, sette per ora, progettate da architetti internazionali. Scrittori e traduttori vengono qui per lavorare, nel silenzio. Ma Losanna è vicina, e quindi in mattinata, se ci sono delle mostre interessanti, torno nei miei musei preferiti. Innanzitutto la Collection de l’Art Brut, iniziata da Dubuffet negli anni Cinquanta. Un luogo unico al mondo, che ospita le opere di artisti autodidatti, spesso con problemi psichiatrici; persone che hanno vissuto magari ai margini della società, o in grande solitudine, ma che sono riuscite a "raccontare" le loro visioni, in modo intenso e poetico. E senza filtro. Un approccio che mi piace molto, in un mondo così occupato e preoccupato dell’apparenza. Un altro museo dove torno sempre è il Musée de l’Elysée, dedicato alla fotografia. Mi piace anche per gli spazi, all’interno di una villa antica; sia le sale in soffitta che quelle nelle cantine sono molto suggestive, e hanno una luce particolare, adatta per certi tipi di mostre. Il caffè a questo punto lo prendo qui, nel piccolo bar all’interno del museo, Café Elise. Oppure scendo al lago, e vado al Beau Rivage, un hotel storico di fine Ottocento, dove furono firmati tanti trattati di pace… Un luogo affascinante, che consiglio anche a chi vuole dormire in città. Pranzo? Mi piace una piccola brasserie rimasta immutata nel tempo, il Café Romand; qui si trova la fondue e il "röstis", un tortino fatto con patate e formaggio gruyère. Oppure, all’opposto, l’atmosfera rilassata e un po’ bohème del Cafè de Grancy. Il cioccolato? Certo, come dimenticare il cioccolato in Svizzera? Il mio "chocolatier" a Losanna è Noz, e il mio gusto preferito è quello nero fondente.
Nel pomeriggio a volte vado a fare due passi nel Flon, un vecchio quartiere di magazzini ora ristrutturato. Passo alla galleria Heinzer Reszler, diretta da due bravi e giovani galleristi; ma anche da Alice Pauli, che ha 94 anni e che ancora incontro ad Art Basel. Una donna dall’energia fantastica, negoziatrice formidabile. L’arte contemporanea è un’altra delle mie passioni, insieme alla letteratura, anche se, visto che ho così poco tempo, preferisco comprare alle fiere; è divertente, anche per gli incontri.
Il sabato sera, teatro: il Théâtre de Vidy, a bordo lago, è interessante non solo per l’architettura (è stato progettato da Max Bill per l’Expo del 1964), ma soprattutto per la programmazione. La domenica il ritmo è più lento. Per le passeggiate in città, regalo a ospiti e amici "Lausanne – Promenades littéraires", un libro a più voci, e più illustratori, che ho pubblicato con una delle mie case editrici, Les Éditions noir sur blanc, e che invita a scoprire Losanna attraverso gli scrittori e i poeti che ci hanno abitato, a partire da Simenon. Oppure, se è una bella giornata, mi piace tornare alle sorgenti della Venoge, o all’Abbaye de Romainmôtier, un’abbazia che mi ricorda Cluny. Ma di domenica in realtà preferisco rimanere nella mia Fondazione, veder arrivare le persone che, dopo essere andate a camminare o a raccogliere funghi nelle foreste dello Jura, si fermano qui, tra i libri, magari per una delle conferenze o mostre che organizziamo… Perché la mia è una missione: difendere, e diffondere, il piacere e la magia dei libri."

1 commento

Tortora Giuseppe | Lunedì, 21 maggio 2018 @08:46

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Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.