Lisa Corva

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Leggere un uomo.

Venerdì, 15 giugno 2018 @11:39

"Vorrebbe trascorrere l’intero pomeriggio a parlare di lei, o ad ascoltare il suo nome ripetutamente pronunciato voce alta, quelle quattro sillabe che sembrano contenere tutto ciò per cui vale la pena di stare al mondo".
(David Szalay)
Se non ti posso vedere, almeno poter parlare di te.

Il Buongiorno di oggi, che è anche il mio #spillo della settimana su Gioia, è tratto da uno dei migliori libri che ho letto quest’anno: "Tutto quello che è un uomo", Adelphi. Di un giovane, riservato scrittore che è un incrocio di mondi (padre ungherese, cresciuto in Canada, vive – anche – in Inghilterra). Un incrocio di mondi come quello che troviamo nel suo libro, storie di maschi in un’Europa che è quella di oggi. Voci di maschi sul maschile, fotografati in un momento di snodo delle loro vite. La frase di oggi è del primo protagonista che incontriamo, un ragazzo inglese che va a Praga, backpacker, Interrail… e che incontreremo di nuovo, più avanti, nel libro (ma non vi dico niente: leggetelo).
Ho conosciuto David Szalay a Firenze, in primavera, per il premio von Rezzori. Mi ha colpito il suo sguardo serio. Dentro le cose, dentro le storie. E aspetto, con curiosità, il suo prossimo libro. Magari, chissà, con Firenze dentro.

In questo periodo, non so perché, mi interessano molto le storie di maschi scritte da maschi. Forse perché spero di capire qualcosa di più su di loro? Così ho letto anche un libro che mi ha consigliato un mio amico di Milano, M., super-manager ma con una vena ironica che mi piace molto. È il suo "livre de chevet": "La moglie che ha sbagliato cugino", un piccolo libro Sellerio blu (ho dovuto ordinarlo!), scritto da Umberto Domina, un siciliano che faceva il pubblicitario a Milano negli anni ’60! Mi sono proprio divertita. Una presa in giro del mondo e del progresso - che ormai è il nostro mondo.
Poi, ho letto, consigliato invece da G., un amico che vive a Londra, "Ogni cuore umano", di William Boyd (Neri Pozza). La Storia vista da un uomo. Nasce in Uruguay all’inizio del Novecento, poi c’è il college negli anni Trenta in Inghilterra, la scrittura, le donne, le amanti, la carriera, New York, la seconda guerra mondiale e una missione come spia… Una storia verosimilmente vera; fittizia ma assolutamente plausibile. E’ carne e sangue.
B., amico architetto, mi ha fatto leggere molto Murakami, tra cui "L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio" (Einaudi). E quando sono andata in Giappone, in primavera, mi sono ritrovata davvero dentro un pianeta Murakami: con simboli cifrati, codici onirici, misteri assolutamente spiegabili. O quantomeno quotidiani. Siamo circondati, da segni e misteri. (Anche i maschi sono dei misteri, no? A volte decifrabili, a volte no).
Al mondo Murakami aggiungo "L’uomo senza qualità" di Musil (nella traduzione Einaudi), consigliato dal mio amico artista O. Un libro ondivago, che finisce senza finire, uno "stream of consciousness", o forse di "unconsciousness" nella testa di un uomo, e di un’epoca. Cos’ho capito? Che devo continuare a leggere…

3 commenti

Lilabella | Mercoledì, 20 giugno 2018 @17:05

Sorrido leggendoti. Mi viene in mente anche una canzone di Terence Trent D'Arby. Sign your name across my heart. Cosa succede quando il nome di chi amiamo è stampato nel nostro cuore?
Lisa devo dirti che a me rimane davvero difficile "conoscere" sapere cosa frulla nella testa di un uomo. Probabilmente è un mio limite o forse è vero che "Gli Uomini vengono da Marte e le Donne da Venere". Ad ogni modo grazie del tuo consiglio letterario. Credo che regalerò il libro di Szalay. Un sorriso. Lila

LISA | Lunedì, 18 giugno 2018 @21:31

Ciao Carla. Conosco da tempo la storia di Gerda Taro (anche se non ho letto questo libro), ed è una storia bellissima. Indimenticabili le foto di lei che dorme in un piccolo albergo a Parigi nel 1935. Poco prima che morisse sul fronte. Robert Capa è un mito, a proposito di uomini!

Carla | Lunedì, 18 giugno 2018 @17:45

Forse hai vogli di leggere di uomini perchè di donne sai già tanto... comunque, quando avrai voglia di leggere di donne, ti consiglio "la ragazza con la Leika" ė la storia della prima fotoreporter, nonchè fidanzata di Robert Capà, che ha fotografato la guerra civile spagnola, scappata dai tedeschi e brillante donna dotata di un enorme determinazione. Davvero bello e potente anche la scrittura.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.