Lisa Corva

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Poter essere di fuoco di fronte a una spada.

Lunedì, 19 novembre 2018 @07:42

Poter essere di fuoco di fronte a una spada.

No, non è una citazione da "Game of thrones" (anzi, sono l’unica qui che non ha mai visto "Il trono di spade"?). È invece "Per ignem gladio ne fodias", non disturbare il fuoco con la spada. Criptica frase latina che ho letto a Parma, incisa sul muro di un convento, e mi è rimasta in testa, misteriosa, da allora. Che cosa vuol dire, cosa ci dice, in questo nostro mondo fatto di bip, like e click, dove non ci sono spade? La volle una donna speciale nei suoi appartamenti privati: dentro quello che è adesso il convento di San Paolo. Era il Cinquecento, e lei, Giovanna Piacenza, badessa colta e ribelle, chiamava a sé scrittori e pittori, come il Correggio. Finché le fu imposta di nuovo la clausura. Ma non rinunciò al suo mondo privato, non rinunciò a fare cultura. Sulle pareti e sulle volte, fece affrescare simboli e scene mitologiche; sul camino c’è Diana, dea della caccia, su un cocchio trainato da cervi: la guardo a pensiamo a tutta la libertà che, da allora, le donne hanno conquistato. E lì fece incidere la frase che ricorda la sua ribellione: "Per ignem gladio ne fodias", non disturbare il fuoco con la spada. Ora so cos’è. È il poter essere di fuoco davanti alle lame taglienti di chi ci vuole fare del male.

La Camera della Badessa (si chiama proprio così), è uno dei segreti di Parma. Perché ogni città ha i suoi segreti, e le sue bellezze visibili. Mi piace andarci, scoprirle, e raccontarle: come ho fatto con Parma, visitata in primavera, che poi è diventata un articolo che ho scritto per D Repubblica. Eccolo qui.

Dormire, dove? Ad esempio, un b&b in un palazzo antico.
Si chiama Al Battistero d’Oro, ed è nella quiete di un palazzo del Seicento. Un appartamento e due camere decorate con cura e attenzione, specchi antichi, divani di velluto, e molte gentili sorprese dalla proprietaria, come l’aperitivo inaspettato di parmigiano (di 24 mesi di stagionatura, da mucche che si cibano solo di erba fresca) e Malvasia locale servito in calici di cristallo, con tovaglioli di pizzo. Il piacere dell’ospitalità come una volta. https://www.albattisterodoro.it/

Mangiare: la cucina della tradizione.
C’è, ovviamente, chi a Parma viene solo per questo: mangiare! Due indirizzi da segnare. Innanzitutto, un ristorante per la cucina della tradizione: Cocchi, dal 1925. Tovaglie bianche, torta fritta e salumi, e un Lambrusco da premio, l’Otello. E poi una trattoria più contemporanea, ai Mascalzoni, che rivisita i sapori del territorio: viva gli anolini in brodo, di cui non ci si stancherebbe mai, in nessuna stagione.

Un teatro di corte tutto in legno
Il Teatro Farnese un tempo era bianco. Ma forse ci piace di più così, in legno grezzo, con la prospettiva di scalinate e arcate, e le statue mitologiche che ci guardano dall’alto: il capriccio di Ranuccio I, duca di Parma e Piacenza, che lo fece costruire nel Seicento. Tra tutti i piccoli incredibili teatri d’Italia, dal teatro Olimpico a Vicenza a quello di Sabbioneta, questo – dentro la Pilotta -è forse il più inaspettato. Sarebbe stato bello assistere qui alla "naumachia", la battaglia navale con musiche di Monteverdi con cui fu inaugurato… Ma già siamo contenti che sia stato (quasi) risparmiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e amorevolmente restaurato.

Csac: creatività italiana dentro l’antica abbazia.
Dentro l’abbazia di Valserena, a pochi chilometri dalla città, c’è un vero tesoro: un numero incredibile di pezzi, quasi 12 milioni, tra progetti di design, bozzetti di moda e abiti, manifesti pubblicitari, disegni di grandi architetti, opere d’arte e fotografie di artisti come Ghirri, Mulas e Giacomelli. E mostre che celebrano il genio italiano: fino al 23 settembre, Sottsass sconosciuto, con grandi blow up colorati nell’abside. E’ lo CSAC - Centro Studi archivio della comunicazione, un bel progetto dell’Università di Parma e un omaggio alla creatività italiana. C’è anche un b&b nelle vecchie celle dei monaci, un bookshop e un ristorante. csacparma.it

Il labirinto di bambù a Fontanellato.
Il sogno di un uomo e di un collezionista: Franco Maria Ricci, proprio lui, l’uomo che fondò FMR, le riviste e i libri d’arte mito negli anni Ottanta e Novanta. Un uomo raffinato che aveva un sogno: un labirinto di bambù. L’ha fatto crescere davvero, a Fontanellato, a pochi chilometri da Parma; oltre al giardino, c’è il palazzo che ospita la sua collezione. http://www.labirintodifrancomariaricci.it/it/labirinto/homepage-labirinto/

Champagne e culatello.
Una notte romantica nel Polesine. Perché dopo aver cenato all’Antica Corte Pallavicina non vorrete più andarvene. Nel relais gourmet i tavoli sono apparecchiati con candelabri d’argento, dentro una serra. Si ordina il menu speciale con culatelli di varie stagionature, abbinato… allo champagne. E si dorme in stanze design, alcune con una vasca accogliente dal sapore British in camera. Ma la vera sorpresa è la cantina: non bottiglie di vino, ma culatelli!
http://www.anticacortepallavicinarelais.it

Gli "anolini" da passeggio.
Street food? Qui è ovviamente mitico. Prima tappa i panini di Pepén, nato come dopo-teatro negli anni Cinquanta; panini dai nomi buffi, come la "carciofa" o lo "spacaball" (a base di arrosto di maiale, insalata, pomodoro, maionese, ketchup e peperoncino fresco). E poi le salumerie storiche, dove fare acquisti prima di tornare a casa, come la Salumeria Garibaldi o la Prosciutteria. Che, tra l’altro, si è inventata gli "anolini" da passeggio: cotti al momento in brodo, e serviti in un bicchiere termico. parmacityofgastronomy.it

Alza gli occhi! Alla scoperta del Battistero, simbolo anche civico di Parma.
Tutto è un simbolo, nel Battistero che fu iniziato alla fine del 1100 con Benedetto Antelami. A partire dalla forma a ottagono, segno di infinito. Ma il Battistero in marmo rosa, orgoglio dei parmensi, potentemente affrescato all’interno, è anche un simbolo civico, non solo spazio religioso. Poco lontano, nella portineria del Monastero Benedettino di San Giovanni Evangelista, trovate invece una produzione "monastica" di cosmesi completamente naturale. Creme corpo, shampoo, e un unguento su ricetta del 1700 per curare eritemi, scottature, e fuoco di Sant'Antonio. Rimedi dal passato.

Nuove passeggiate (d’artista).
Una passeggiata, anzi una mappatura della città di Parma a cura di un artista, Ettore Favini, che è diventata una mostra permanente: "Nouvelles Flâneries". L’idea? Cercare tra gli scritti dei viaggiatori del passato. Favini ha scelto delle frasi di Proust, Malaparte, Pasolini, Goldoni, Da Vinci, coloro che hanno visitato Parma, in un viaggio reale o immaginario, e ne hanno lasciato traccia scritta. Le frasi sono state incise su lastre di "scagliola carpigiana" e, affisse su palazzi, e sono i "sassolini" d’autore per riscoprire – o riscoprire - la città.

2 commenti

LISA | Giovedì, 22 novembre 2018 @10:59

Franci, se il pezzo è piaciuto a chi conosce e ama Parma, che grande complimento! E davvero, la città (e i dintorni, il malinconico ma affascinante Polesine) sono stati una scoperta. Penso spesso che viaggiare, e raccontare ciò che vedo - anche se è all'angolo di casa - sia un grande privilegio.

Franci | Mercoledì, 21 novembre 2018 @16:24

Come sempre il tuo articolo è interessante e ricco di informazioni preziose. Sono di Parma, anche se ora vivo da molti anni a Bologna, meravigliosa città. Quando si parla di Parma mi ritrovo a provare emozioni antiche, ed in questo periodo di nebbie le sue vie e vicoli ritornano ad essere quelli misteriosi e fatati della mia infanzia. C'è ancora un forte legame con luoghi come la piazza del Duomo, il Battistero, la chiesa della Steccata, il parco Ducale, la Cittadella, la Pilotta, ma anche via del Prato, adiacente all'antico convento di S.Francesco, divenuto per anni sede della prigione.Dalle mie finestre vedevo passare e ripassare le sentinelle di guardia sulle antiche mura. Parlavo con loro, sempre dalle finestre di casa, ero una bimba chiacchierona e mi rispondevano con molta gentilezza. Ora è in atto una raccolta fondi per ristrutturare questo complesso monumentale e nel mio piccolo, ho partecipato in attesa di vedere finalmente dall'interno ciò che immaginavo dal fuori. Grazie di avere scritto della mia città e dintorni in toni così entusiasti. Grazie ancora.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.