Lisa Corva

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Due calendari dell’avvento, una Sachertorte e tre libri.

Mercoledì, 12 dicembre 2018 @09:51

Adventskalender: uso il nome in tedesco, perché il primo, superclassico e nordico, è il regalo di un amico artista berlinese. Una chiesa coperta di neve in una vera Winterwonderland. Il secondo, invece, è di un tipo che non avevo mai visto, ed è il regalo di un’amica che lavora nel design: coloratissimo, ogni finestra… una bustina di tè. Speziato, verde, con la cannella, o con il lychee… Bellissima idea, vero? Poi c’è una Sachertorte, quella vera, arrivata nella sua scatola di legno dall’Austria. E tre libri. 2, 1, 3: una piccola aritmetica di dicembre.
I libri li ho preparati come regalo, ma sono anche un passaparola, pensando a quello che io stessa vorrei leggere in questo periodo. E dando per scontato che abbiate già letto "Tutto quello che un uomo", di David Szalay, Adelphi, che ho letto, recensito e incontrato quest’anno, e che è sicuramente il miglior libro del 2018 secondo me. Ora aspetto il suo "Turbulences" che è appena uscito in Inghilterra, e che spero Adelphi pubblichi l’anno prossimo.
Allora:

UN CLASSICO. Quando ho più tempo, in genere d’estate, ho sempre voglia di leggere/rileggere un classico. Il piacere, negli ultimi anni, di riprendere in mano la mia vecchia edizione sottolineata con matite diverse di "Guerra e Pace", o di comprare la nuova traduzione di "Anna Karenina"… Stavolta, però, il classico è un non-classico. Ovvero un libro scritto nel 1975, ma in un linguaggio così semplice, da favola cittadina (sbaglio o solo a me ha fatto venire in mente "Il piccolo principe" di Saint-Exupèry?). Il libro è "La vita davanti a sé" di Romain Gary: un libro-che-mi-aspettava, perché me ne avevano parlato, perché me l’avevano regalato… Eppure l’ho preso in mano solo adesso, nella nuova edizione Neri Pozza con i disegni di Manuele Fior. Di cosa parla? Di un bimbo arabo senza famiglia, Momo, che cresce a Parigi, in un quartiere disastrato, la Belleville dell’inizio degli anni Settanta, con una vecchia ex prostituta ebrea. Un libro pieno di pietà e di umorismo, che ci spiega che alcune cose tornano sempre (la guerra, la miseria, le migrazioni, la paura, il dolore) ma che l’amore – l’amore che arriva dalle persone più improbabili – ci insegna a sperare e sopravvivere.
UN AMORE. Se hai già letto tutta Jane Austen (a volte anche riletto), cosa puoi fare? Puoi leggere Elizabeth von Arnim (fatto), puoi leggere Nancy Mitford (fatto), puoi andare su qualche variante British anni Trenta come Stella Gibbons (fatto)… Insomma, tutte le pagine d’amore con umorismo che piacciono a me. Lievi, intriganti, commoventi, buffe. Ora ne ho scoperto un’altra, di queste scrittrici light, grazie ad Astoria, la piccola casa editrice milanese con i suoi libri rossi. Lei è Georgette Heyer, il libro è "Il tavolo del faraone" (che era un gioco di carte, nell’Inghilterra dell’Ottocento). Un lui e una lei, avventure, cavalli, debiti di gioco, sfacciataggine e una Londra che non c’è più (o forse c’è ancora, solo che non si gioca a carte e non si fanno passeggiate in calesse). Georgette Heyer ha ambientato tutti i suoi romanzi (era une vera bestsellerista!), in epoca Regency, ovvero l’epoca di Jane Austen; anche se lei in realtà ha vissuto nei primi del Novecento e nella foto la vediamo con doppio filo di perle. Ma abbiamo tutte bisogno di sognare, e di riderci su, aspettando un Mr Darcy qualsiasi; e Heyer lo fa con destrezza, tanto che è stata amata da una scrittrice super-sofisticata come Antonia Byatt (l’avete letto, vero "Possessione", tradotto magistralmente da Einaudi, su cui avevo tanto pianto secoli fa? Se non l’avete letto, compratevelo per Natale…). Dunque grazie Georgette. E grazie a Monica, l’editrice, che riesce sempre a sorprendermi con le sue scelte. Leggete qui il nostro incontro e l’intervista che le ho fatto: http://www.lisacorva.com/it/view/1785/
UNA RIVOLUZIONE. Perché c’è sempre una rivoluzione di cui abbiamo bisogno. Ci sono sempre speranze per un mondo migliore: è per quelle che si lotta, ci si batte, si va in piazza. Sempre, in ogni parte del mondo. Non voglio fare qui un elenco delle donne, o degli uomini, che combattono: dico solo che sono molto toccata dal Nobel della Pace 2018 che è andato a Nadia Murad, ragazza irachena della minoranza yazida stuprata, schiavizzata, che dopo essere riuscita a fuggire ha avuto la forza di portare avanti la testimonianza del genocidio e la richiesta di giustizia (e in questo è stata aiutata da Amal Clooney, la bella e dolcemente invidiata moglie di Clooney che è un’avvocatessa per i diritti umani). Ma la forza della rivoluzione, la voglia di libertà e di giustizia è quello che trovate nelle pagine di "Sono corso verso il Nilo", di Ala al Aswani (Feltrinelli). Un libro potente, duro, necessario. La rivoluzione è quella, soffocata, di piazza Tahrir, nel 2011, al Cairo. Le voci e le storie che si intrecciano – voci e storie anche d’amore, non solo di torture e prigioni – sono quelle che ci ricordano che no, non bisogna far finta di niente. Non bisogna chiudere gli occhi, su quello che succede in un altro continente o all’angolo di casa. La banalità del male è schiacciante, ma noi crediamo nella forza dei sogni e del bene. E anche un libro serve.

2 commenti

LISA | Mercoledì, 12 dicembre 2018 @16:24

Stranamente - o forse no, Cristiana - sono tutti libri scritti da uomini. Abbiamo bisogno, vero, di voci maschili? Ora che noi donne siamo più sicure di noi e della nostra voce. Maschi che ci raccontino di sé. Del mondo. "La vita davanti a sé" è strano, perché me l'avevano appunto regalato, consigliato anni fa, ma non ero mai riuscita ad andare la seconda pagina. Invece questa bella edizione illustrata mi ha coinvolto e commosso. Leggendo ero lì anch'io, in un angolo di Belleville, tra i migranti, i senza famiglia e i miseri della terra, e il loro splendore. Confesso: mi sono commossa.

Cristiana | Mercoledì, 12 dicembre 2018 @15:18

Grazie Lisa dei sempre preziosi suggerimenti. Tutto quello che un uomo lo avevo annotato e poi snobbato, è la volta buona che lo compri. La vita davanti a sé lo avevo abbandonato nella mia vecchia casa, lo andrò a recuperare. Sono corso verso il Nilo corro a cercarlo in libreria. Grandi baci!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.