Lisa Corva

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La mia (prima) estate marinière.

Lunedì, 24 giugno 2019 @09:33

Come sono arrivata alla mia non più verdissima età (che peraltro, come scrisse Goliarda Sapienza, è l’oro degli anni) senza avere una maglia a righe per l’estate?
Buona domanda.
Eppure, è successo.
Forse per lo stesso motivo per cui ho comprato il mio primo paio di jeans a 44 anni, ovvero esattamente dieci anni fa (la storia la trovate qui http://www.lisacorva.com/it/view/10/ ).
Perché i capi basic – la "petite robe noire", i jeans, la camicia bianca – sono facili da usare, ma difficili da scegliere. Ti scelgono subito, come un amore incontrato sui banchi di scuola che poi non lasci più; oppure vai avanti nella vita e conti sui colpi di fulmine. E io è da mesi che vorrei innamorarmi di una marinière. Ci sono arrivata per cerchi concentrici. Prima ne ho scritto: Coco Chanel, come lei nessuno mai. E la sua prima marinière ispirata a quella dei marinai bretoni, e lanciata a Deauville, che portava insieme a dei pantaloni larghi e quasi scandalosi (era comunque il 1917, le donne dovevano ancora fare tutto, anche conquistarsi il diritto al voto). Poi ho cominciato a vederla ovunque: di tutte le taglie, colori ed età (anche le maglie invecchiano), addosso a donne di tutte le taglie, colori ed età. Ma anche bambini e uomini: la portava Picasso, del resto, no? E poi ho cominciato a provarle: da Zara, H&M, Cos, e nelle boutique delle città dove sono passata in questi mesi. Ma nessuna andava bene.
Infine l’ho vista: sul profilo Instagram di un negozio di cui ho scritto per How To Spend It Italia/Sole24Ore, nella mia rubrica mensile sui topshop del mondo. Il negozio è a Milano, Chicchi Ginepri. E la marinière era lì, sapevo che era lei, anche da lontano: leggera, di lino sottile, a righe bianche e blu quasi annacquate. Francese: di Majestic Filatures. E il pacchetto (grazie Chicchi Ginepri!), mi è arrivato anche nel giorno giusto: il primo giorno dell’estate. L’ho indossata ieri, per la prima volta, al mare, il mio mare, uno dei miei mari. Benvenuta marinière, non vedo l’ora di viaggiare con te.

6 commenti

Lilabella nuova | Venerdì, 28 giugno 2019 @11:14

Lisa, grazie anche da qui. Sorrido. E' bello sapere che la poesia non è morta che tanti di noi riescono a scrivere di bellezza e riescono a far vedere agli altri la meraviglia (ognuno a suo modo). Un sorriso, Lila

LISA | Mercoledì, 26 giugno 2019 @16:30

Penso che il movimento di cui parli, Lilabella, sia quello che tappezza poesie clandestine e anonime sui muri di Milano, e non solo, di molte altre città. Se sono loro, sono bravissimi: mi fermo spesso a leggerli.

Lilabella nuova | Mercoledì, 26 giugno 2019 @15:44

Lisa cara, credo che alla base di tutto ci sia il tuo discorso iniziale. Probabilmente non siamo noi a scegliere. Se l'arrivo del pacchetto poi è stato il primo giorno d'estate spero per te sia di buon augurio, che tu possa trovare o ritrovare nuove isole e nuovi mari.
Volevo anche chiederti se potevi soddisfare una mia curiosità in materia di poesia. Sono venuta a conoscenza del M.E.P. - Movimento di emancipazione della poesia, sorto proprio a Milano, ne sai qualcosa?
Un sorriso da Lila.

Carla | Martedì, 25 giugno 2019 @23:27

Righe blu, sempre! Con qualche deviazione sulla larghezza e ultimamente una rossa.

Anonimo | Martedì, 25 giugno 2019 @16:41

Quindi, Carla, righe blu o tutti i colori possibili?

Carla | Lunedì, 24 giugno 2019 @21:42

Io ho sempre adorato le marinière! Mentre condivido con te gli acquisti tardivi dei jeans e del tubino nero( colore che io proprio non sopporto!) la marinière credo di aver iniziato a indossarla a 6 e non l'ho più lasciata! Buon viaggio e buon mare, cara Lisa

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.