Lisa Corva

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Il mio libro preferito non parla d’amore, ma di un giardino.

Martedì, 9 luglio 2019 @08:56

Il libro preferito della mia scrittrice preferita, Elizabeth von Arnim, non parla d’amore, ma di un giardino. Ha le pagine consumate, il prezzo ancora in lire, e mi sorride già dalla copertina. "Il giardino di Elizabeth", longseller che trovate in tre edizioni diverse (Bollati Boringhieri, Elliot, Fazi) è stato scritto nel 1898, quando Elizabeth era solo un’inglese di "down under", nata nella lontanissima Australia, che sposa un nobile tedesco e finisce in Pomerania: "Elizabeth and Her German Garden", appunto. Poi arrivarono i debiti, la casa venduta, le guerre: le catastrofi e la vita. Ma in quell’anno Elizabeth è semplicemente una giovane donna che ama il suo disordinato giardino, anche quando sa solo di terra bagnata. E libertà. Che cosa mi ha insegnato? A guardare il mondo con intelligenza e ironia, che è forse il modo migliore di sopravvivere. Ma anche a uscire, quando si è tristi, e cercare qualcosa di verde e vivo, fosse anche solo un basilico sul balcone.

Sì, a proposito di giardini, di viaggi, di libri, di mondo. Per D di Repubblica ho scritto di viaggi fioriti, due sabati fa: quattro pagine di foto e parole (le trovate qui sotto). Ma è stato tagliato fuori "Il giardino di Elizabeth". Così ho raccolto il ramo, e l’ho infilato qui, in questa mia pagina web, che a volte mi sembra davvero un salotto, o forse adesso una veranda in penombra. Metto dei cuscini, dell’acqua fresca con menta e limone, forse anche del tè. Metto le ombre e la controra dell’estate. Buona lettura!



GIARDINI TROPICALI per specialisti con budget
Tropical Modernism sotto forma di giardino: è quello di Bevis Bawa a Sri Lanka. Ce lo racconta Giovanna Silva, editrice di Humboldt Books e viaggiatrice, che l’ha amato e fotografato "Ho studiato architettura e sono sempre in cerca di scuse per i miei viaggi", dice. "Da tempo mi affascinava Geoffrey Bawa, che a 38 anni – l’età che ho io adesso – decide di cambiare vita: da avvocato ad architetto. Nel ’47 aiuta il fratello Bevis, un commerciante di tè, a progettare il suo giardino. E poi compra un appezzamento di terra lì vicino, a Lunuganga, dove costruirà la sua casa, e un giardino per sé. È stato il suo primo progetto: poi diventò davvero un grande architetto. Lì ora ci si può dormire, io l’ho fatto". Il lussureggiante Brief Garden, con statue antiche (ma anche italiane fake: Bawa adorava i giardini all’italiana), un po’ delabrè, è un bellissimo segreto. https://briefgarden.com e http://www.geoffreybawa.com/lunuganga-country-estate/
In Cina invece i Giardini del tè di Dazhangshan, che quest’anno hanno vinto la 30esima edizione del premio Carlo Scarpa per il giardino: più di 500 ettari di campi ondulati, dove viene coltivata, secondo le regole dell’agricoltura biologica, la pianta di uno speciale tè verde. Ci vivono e lavorano oltre 250 famiglie. http://www.fbsr.it/paesaggio/premio-carlo-scarpa/i-luoghi-premiati/giardini-del-dazhangshan/
E infine un giardino esagerato, quello dentro l’areoporto Changi di Singapore: una serra gigante a cinque piani, con la cascata d’acqua del Rain Vortex, (il progetto, appena terminato, è di Safdie Architects). E un Butterfly Garden nel terminal 3. Se non sapete cosa fare durante uno stop-over… http://www.changiairport.com/


GIARDINI D’AUTORE per millennial visionari
Un giardino solo di cactus (più di 4500, 450 specie diverse e 5 continenti) a Lanzarote, disegnato dall’architetto e artista César Manrique. Ce lo racconta la designer Cristina Celestino: "Sono andata sull’isola proprio per vedere da vicino tutto quello che aveva fatto Manrique negli anni Settanta. Il giardino di cactus, la casa museo del Campesino… E un ristorante, El Diablo, dove la carne alla brace è cotta con il calore della terra, visto che è una zona vulcanica". http://www.cactlanzarote.com/
Cristina Celestino, che confessa di amare il verde così tanto che farebbe la giardiniera se non progettasse design, ha un altro angolo green del cuore: l’Orto Botanico di Padova. Fondato nel 1545, è il più antico del mondo ancora nella sua collocazione originaria.
Tra i giardini visionari: il Jardin Cubiste di Villa Noailles, a Hyères, commissionato a Gabriel Guevrekian da una coppia di ricchi ed eccentrici nel 1925, per la loro villa modernista. www.villanoailles-hyeres.com
Un’altra coppia fuori dall’ordinario, quella dei galleristi celeb Hauser Wirth: per il loro spazio d’arte con residenza e ristorante nel Somerset hanno voluto un giardino minimalista di Piet Oudolf (che ha curato il verde della High Line). Lì hanno fatto "atterrare" uno strano oggetto a metà tra meteorite e astronave, disegnato da Smiljan Radić: era il Serpentine Pavilion del 2014, uno degli archi-padiglioni effimeri che si aprono ogni anno a Kensington Gardens a Londra. www.hauserwirth.com
E in Italia? Oasi Zegna, più che un giardino un’area montana protetta di 100 chilometri, in provincia di Biella. Il percorso "All’aperto" porta tra opere d’arte "site specific": da Daniel Buren a Dan Graham. L’ideale è andarci quando fioriscono i rododendri. http://www.oasizegna.com/it/

GIARDINI CLASSICI per absolute beginners
Versailles, che ha delle bellezze in ogni stagione, capolavoro di Le Nôtre. Che non era soltanto il giardiniere di Luigi XIV: è stato un grande paesaggista. Certo più abituato ad utilizzare matita e compasso, che zappa ed innaffiatoio, Le Nôtre va oltre: cattura l’orizzonte. Forse per questo affascina da anni la landscape architect Ana Kučan, docente all’università di Lubiana, che il parco di Versailles l’ha fotografato con delicatezza in bianco e nero (foto che sono diventate una mostra, "L’espace infini"). "Ma oggi il tema che mi interessa è il giardino come metafora, o se possa ancora essere una metafora", dice. "Ho invitato a ragionare su questo filosofi, artisti e paesaggisti da tutto il mondo, per un libro che uscirà a novembre". www.chateauversailles.fr/
Altri giardini classici: quello di Charleston House, del gruppo Bloomsbury, of course. www.charleston.org.uk
Quello toscano di Iris Origo, nata in Inghilterra all’inizio del Novecento, che poi sposò il marchese Origo. La Foce, in provincia di Siena, è la casa dove viveva e scriveva. www.lafoce.com
Più a Sud, Villa Lante e i suoi giochi d’acqua, a Bagnaia, in provincia di Viterbo: che è, insieme a Bomarzo e i suoi "mostri" in pietra, uno dei più famosi giardini manieristici del Cinquecento. polomusealelazio.beniculturali.it www.bomarzonet.it
Infine, Villa della Pergola in Liguria, dove fioriscono gli agapanti, introdotti alla fine dell’Ottocento dai primi proprietari inglesi. Oltre 430 varietà diverse, dal bianco al lilla, dall’azzurro al blu. www.giardinidivilladellapergola.com Un giardino con un orizzonte di mare.

4 commenti

LISA | Giovedì, 11 luglio 2019 @10:30

Grazie Lisa (ti chiami come me!). Che bella storia, un giardino di bellezza coniugale. E non sono mai stata a Ischia. Bello poter sognare viaggi solo leggendo!

lisa | Mercoledì, 10 luglio 2019 @22:34

Io ti segnalo ...I Giardini La Mortella che sono stati creati a partire dal 1958 da Lady Susana Walton, la moglie di origine argentina del compositore inglese Sir William Walton. I giardini si trovano sul promontorio di Zaro nel comune di Forio, sull'isola di Ischia.

I Walton arrivarono ad Ischia poco dopo il matrimonio, nel 1949. Dapprima si stabilirono in una casa di affitto, ma poi decisero di acquistare un terreno, nella località detta Le Mortelle - dal nome di cespugli di mirto (Myrtus communis) che crescevano fra le rocce. Così la proprietà fu chiamata La Mortella. Lady Walton ha sviluppato il giardino per più di 50 anni, all'inizio con l'aiuto ed i consigli del paesaggista inglese Russell Page, poi esclusivamente seguendo la propria ispirazione.

Rimasta vedova nel 1983, Lady Walton decise di aprire il giardino al pubblico nel 1991. Allo stesso tempo Lady Walton creò due fondazioni, il William Walton Trust in Inghilterra, e la Fondazione William Walton in Italia, con l'obiettivo di far conoscere la musica del marito, incentivare l'amore e la conoscenza della musica, e preservare il giardino. Oggi La Mortella è uno dei più bei giardini privati in Europa. Nel 2004 ha ricevuto il primo Premio come "il più bel parco d’Italia" dalla ditta americana Briggs & Stratton, mentre nel 2012 si è aggiudicata il premio per la manutenzione da parte dei Grandi Giardini Italiani.

https://www.lamortella.org/chi-siamo/la-storia-dei-giardini

LISA | Martedì, 9 luglio 2019 @16:33

Alga, sì arriveranno prestissimo anche quelli! Mi piace l'idea di leggere sotto a un salice, in riva al fiume.

Alga | Martedì, 9 luglio 2019 @14:19

Grazie come sempre Lisa per le tue perle...
Ma quest'anno i consigli per i libri da leggere sotto l'ombrellone o in giardino o sotto un salice in riva a un fiume?
Grazie e buona estate a tutte...
Alga

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.