Lisa Corva

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Che libri leggi quest’estate?

Giovedì, 11 luglio 2019 @21:06

Me lo chiedono tutti, e (me) lo chiedo anch’io. Sto facendo un piccolo elenco di romanzi che vorrei portarmi in valigia. Intanto voi metteteci questi, e attenzione, non sono solo "novità in libreria". Perché i migliori consigli, secondo me, sono presi dagli scaffali (anche della memoria), e non dal banco delle ultime uscite. Con qualche eccezione: sto leggendo "La straniera" di Claudia Durastanti (La Nave di Teseo), finalista allo Strega, che mi aveva molto incuriosito. Ma non l’ho finito, quindi non ve lo posso consigliare… Dunque:

Libri light. Libri per sorridere, o ridere. Rarissimi. Io regalo e consiglio sempre Gerald Durrell, "La mia famiglia e altri animali" (Adelphi), piccola cronaca esilarante e vera di una famiglia inglese che si trasferisce a Corfù negli anni Trenta. Mi è piaciuto così tanto che mi sono letta anche "Io e i lemuri" (sempre Adelphi), racconto di una spedizione in Madagascar, ma non chiedetemi di che animali si tratta (lui diventò un celebre zoologo), perché non l’ho capito… Tra i libri light, ironici, intelligenti, consiglio, a chi non l’ha letta, tutta Elizabeth von Arnim (Bollati Boringhieri, Fazi), e Jane Austen (of course!). E poi alcune delle mie amate scrittrici inglesi degli anni Trenta: Stella Gibbons ad esempio (tradotta in italiano da Astoria). Ma anche la superchic Nancy Mitford (Adelphi). E alcuni gioielli come "Un giorno di gloria per Miss Pettigrew" di Winifred Watson (Neri Pozza) e "Diario di una lady di provincia" di Lady Delafield (sempre Neri Pozza), che ha le pagine consumate da quanto l’ho riletto. Più una scoperta di quest’anno: "Una bella giornata" di Mollie Panter -Downes (Elliot), una donna, una bici, una giornata di caldo nell’Inghilterra del 1946, subito dopo la guerra. Delicato e inaspettatamente moderno. Aggiungo una nuova perversione, Georgette Heyer, con i suoi romantici romanzi finto Regency, che finiscono sempre bene (tradotti da Astoria, ma quanto mi piace quella casa editrice dai piccoli libri rossi!). E confesso che nei momenti disperati rileggo P.G.Wodehouse… Non so perché, ma certa letteratura inglese, letta in inglese (lo so, sono snob!), ha sempre il potere di mettermi di buonumore. E visto che dopo questo post mi hanno chiesto di consigliare un Wodehouse, ecco la mia risposta: un libro di Wodehouse è difficile da consigliare, perché è davvero un mondo a sé. Non un pianeta, come Murakami. Ma un mondo ora scomparso: quello dei castelli e delle case avite in Inghilterra, dei baronetti, degli scapoli impenitenti che vanno al club, dei maggiordomi sapienti, dei piccoli grandi intrighi che finiscono sempre bene. Lui, Pelham Grenville Wodehouse, poi diventato Sir, era nato in Inghilterra nel 1881, quindi quel mondo l'ha conosciuto bene. E l'ha raccontato con una leggerezza incredibile, con un sense of humor, anche nella lingua, inarrivabile. Una specie di Downtown Abbey, dove la vita però è solo una commedia. Provate a scegliere a caso, anche se le serie più famose sono quelle di Jeeves e del Castello di Blandings. E visto che ci siete, non perdetevi l'esilarante "Zia Mame" di Patrick Dennis (Adelphi), scritto invece negli anni Cinquanta.
Infine, una piccola aggiunta nel mezzo dell'estate: perché a casa di amici, al mare, tra scaffali e scaffali di libri vecchi, nuovi, sciupati dal mare e dalla sabbia - eravamo a Ibiza - e dalle riletture, ho trovato un romanzo che mi aspettava da tempo, un bestseller di cui avevo tanto sentito parlare: "Il centenario che saltò dalla finestra", dello svedese Jonas Jonasson (Bompiani). L'ho finito in tre giorni! Un libro leggero, ironico, e surreale quel tanto che basta. Lo metto subito in questa lista light.

Altri pianeti. L’anno scorso sono stata, per la prima volta in vita mia, in Giappone, e mi è sembrato di entrare dentro un libro di Murakami. Lo sto leggendo da anni, nella bella traduzione Einaudi, l’enigmatico e magnetico scrittore, e mi piace tutto, compreso il complicato 1Q84. Ora mi sono comprata dei suoi libri di racconti: e dire che in genere non mi piacciono le short stories, ma qui faccio un’eccezione, perché ogni racconto è un pianeta a sé. Se non avete mai letto nulla, cominciate con "Norwegian Wood", struggente storia d’amore, struggente come può esserlo solo a vent’anni.

Amore. Ho detto struggente storia d’amore? Sì, l’ho detto. Quindi, se quello che volete da un libro quest’estate è che vi rovisti dentro, vi commuova, vi faccia ricordare cose mai vissute (sembra una contraddizione ma non lo è: ci sono certi amori che vivono solo nel ricordo, o nell’attesa), un consiglio, uno solo: "Settembre 1972" (Edizioni Anfora), dell’ungherese Imre Oravecz. Pagine che sembrano di diario, o di poesia, che si possono leggere di seguito o solo a pezzetti. Ringrazio l’appassionata editrice, Monika, di avermelo mandato, e la ringrazio anche perché pubblica la magistrale Magda Szabó, e non è poco. Aggiungo "Il giorno uno di noi due", di Stefania Rossotti (Mondadori). E non solo perché ha un titolo bellissimo. Ma perché racconta un amore che fa (anche) pensare all’amore.

Gialli. Ah, qui vi voglio. Che estate è senza un giallo? E io amo le gialliste nordiche: Åsa Larsson (Marsilio), che purtroppo non scrive più, come vi invidio se non avete mai letto niente di suo; Anne Holt (Einaudi), l'improbabile, e bravissima, detective lesbo in carrozzella in Norvegia. Ultimamente mi sono appassionata a Jane Casey, detective riccioluta e irlandese a Londra: Astoria ha tradotto "In fiamme" e "Atti spietati". Consiglio! Invece sconsiglio assolutamente la Lackberg, soprattutto l’ultimo, che mi è sembrato così stupido e fastidioso da non meritare neppure un bookcrossing.

Voci di maschi. Non vi viene mai voglia di uno sguardo davvero maschile, di un libro che sia come una lunga chiacchierata con uno sconosciuto incontrato per caso? Allora tre titoli: "Tutto quello che è un uomo", di David Szalay (Adelphi), giovane scrittore che ho conosciuto e ammirato per la sua destrezza nel raccontare i maschi, appunto. David sembra uscito da una pagina del suo libro: nato nel 1974 a Montreal, in Canada, padre di origini ungheresi, ha studiato e vive in Inghilterra. Una vita con diverse mappe dentro, come nel suo libro corale di maschi "fotografati" in diverse età delle vita e luoghi diversi, un intreccio itinerante di solitudini e sentimenti nel continente Europa… Poi, "Sono corso verso il Nilo" (Feltrinelli) di ‘Ala al-Aswani, un libro, politico, duro, necessario, che racconta quello che fu la rivoluzione di piazza Tahrir nel 2011 e quello che sono tante rivoluzioni di piazza oggi. Aggiungo "Bugie d'estate" (Neri Pozza), di Bernard Schlink: anche qui racconti (si vede che i racconti mi chiamano in questo momento), storie sospese, uomini e donne colti in un momento di indecisione, quasi di smarrimento, anche di bugie, raccontate agli altri ma anche a sé.

Voci di donne. Finito da poco, "I racconti delle donne", a cura di Annalena Benini (Einaudi), per ricordare le donne prima di noi, anzi: le donne che hanno scritto prima di noi. Perché vivere è anche raccontarsi, e questo lo facciamo tutte, anche solo con un post su Instagram. Ma soprattutto la favolosa antologia "The Paris Review – Interviste, vol.5" (Fandango), una raccolta di interviste alle più grandi scrittrici del nostro tempo apparse sulla rivista americana, da Dorothy Parker a Margaret Atwood! Ho letto sottolineando ad ogni pagina: un modo per capire che cos’è la creatività al femminile, le sue pozze oscure, anzi, come diceva Natalia Ginzburg, "il" pozzo, il pozzo nel quale tutte cadiamo ogni tanto. La curatrice della Paris Review, tra l’altro, dal bizzarro nome di Ottessa Moshfegh, ha scritto uno dei romanzi più interessanti che ho letto l’anno scorso: "Il mio anno di riposo e oblio" (Feltrinelli). Storia di una ragazza a New York, una ragazza che ha tutto ma vuole soltanto… dormire. E ci riuscirà, stordendosi di psicofarmaci. Un anno in pigiama, un anno nel pozzo, e una rinascita.

Classici? Qui metto un punto di domanda perché non ho ancora scelto che classico leggere, o rileggere, quest’estate. Amo le riletture: Guerra e Pace, ma anche La montagna incantata, Il rosso e il nero, I Buddenbrook… C’è qualcosa nell’estate, nella controra, nelle cicale, nella brezza della sera, che rende meravigliosi i viaggi nei grandi romanzi del passato. Negli ultimi mesi, assolutamente per caso, ho letto Stefan Zweig: mi sono appassionata a quei piccoli libri Adelphi con i colori che sembrano quasi caramelle allo zucchero, quelle delle vecchie pasticcerie, o macarons. Pura Mitteleuropa. Ma adesso? Avete dei consigli?

(E infine, lo metto proprio tra parentesi, ma voi i miei libri li avete mai letti? Lo so, ne dovrei scrivere un altro, ma intanto…)

14 commenti

Lilabella nuova | Mercoledì, 7 agosto 2019 @14:58

Avevo lasciato giorni fa il mio commento con il link della mia poesia Lisa. Per caso sai se è nella tua spam?
Un saluto e grazie! Lila

Lilabella nuova | Lunedì, 29 luglio 2019 @13:45

Grazie Lisa, grazie Francesca! Un sorriso, Lila

LISA | Sabato, 27 luglio 2019 @13:47

Certo Lilabella!

Francesca | Venerdì, 26 luglio 2019 @16:41

@Lisa grazie per i consigli, oltre alla mia adorata carta, ho comprato il secondo lettore di ebook ma la lista dei libri che vorrei leggere aumenta sempre e comunque (del resto molti dei libri più belli che io abbia mai letto, sono frutto del mitico passaparola)
@Lilabella nuova La rilegatrice dei libri proibiti mi è piaciuto molto, è la storia di una donna e della sua emancipazione, quando essere femministe era una necessità per sopravvivere e molte pioniere davvero esistite hanno avuto il coraggio di fare salti enormi nel buio, potendo contare solo su se stesse. Quanta strada abbiamo fatto!

Lilabella nuova | Venerdì, 26 luglio 2019 @13:49

Per Francesca, La rilegatrice di libri proibiti era stata segnalato da te Lisa ed era stato letto da noi del Gruppo di lettura di Roma coordinato da Paola che ama i libri. Oltre a quello che è accaduto, sono curiosa di sapere: a te Lisa e a te Francesca, vi è piaciuto?

Lilabella nuova | Venerdì, 26 luglio 2019 @13:45

Lisa, posso riportare qui il link di un mio scritto? Una poesia che riguarda il mio cammino verso la "luce" dopo il "buio".

Lilabella nuova | Venerdì, 26 luglio 2019 @13:44

Cara Lisa, io intanto approfitto dei tuoi consigli per regalare oltre che per curiosare e farmi affascinare da qualche titolo e tuo intervento. Credo regalerò Il giorno uno di noi due di Stefania Rossotti. So na romanticona, ce lo so. Buona estate di letture anche per te. ;-)
Un sorriso a te e al salotto verde. Lila

LISA | Venerdì, 26 luglio 2019 @10:32

Francesca, se ti piacciono i romanzi "storici" (qualunque cosa entri sotto quest'etichetta), hai mai letto "Un'eredità di avorio e ambra", di De Waal (Bollati Boringhieri)? La storia vera di una famiglia, ripercorrendo le tracce di una collezione di netsuke (i piccoli oggetti giapponesi di avorio e ambra appunto), attraverso l'Europa, l'esilio, le guerre. Mi era molto piaciuto, così come mi è piaciuto "I Godlbaum" di Natasha Solomon (Neri Pozza). Non una storia vera, ma un romanzo più "pop", più semplice, che comincia a Vienna all'inizio del secolo scorso, ed ha come protagonista una donna. Greta Goldbaum. Consiglio anche questo!

Francesca | Giovedì, 25 luglio 2019 @14:49

Sì, forse sì... Non ti nego che mi resterà impresso anche per la sfortunata e precoce scomparsa dell'autrice anche perché, da lettrice vorace, avrei egoisticamente letto altri sui libri... Mi ha ricordato Il profumo... Che libro meraviglioso!

LISA | Lunedì, 15 luglio 2019 @15:25

Francesca, avevo letto anch'io "La rilegatrice di libri proibiti", che è un bel Neri Pozza (devo dire che è un editore fantastico per certi libri storici o di ambientazione storica, e sono anche libri molto belli da sfogliare, leggere, tenere in mano, con copertine che catturano) . Ma più del libro ricordo la sfortunata e precoce scomparsa dell'autrice. Ci sono libri che ci rimangono impressi per altri motivi, vero?

Francesca | Lunedì, 15 luglio 2019 @12:04

Sto leggendo La rilegatrice di libri proibiti (opera prima ed unica perché la sfortunata autrice è morta giovanissima mentre il libro stava per essere pubblicato) di Belinda Starling. E' ambientato nella Londra del 1859 e mi sta appassionando molto ma non l'ho ancora finito. Per rileggere un classico, ho comprato la trilogia degli Antenati di Italo Calvino.

Carla | Venerdì, 12 luglio 2019 @20:36

Grazie!

LISA | Venerdì, 12 luglio 2019 @19:13

Carla, sai che l'avevo cominciato e non sono riuscita ad andare avanti? Un po' mi ha annoiato. Non tutti i libri ci parlano. Invece mi era molto piaciuto, sempre in tema scrittura afroamericana, il libro di Chimamanda Ngozi Adichie, Americanah (Einaudi): una scrittrice nigeriana bravissima, una giovane donna tra l'America e la Nigeria, un amore, la forza della terra, i terremoti della migrazione. E un capitolo fantastico dove lei va dal parrucchiere (africano). Non sapevo di tutti i drammi dei capelli Afroamerican. Da leggere.

Carla | Venerdì, 12 luglio 2019 @18:20

Propongo "Un matrimonio americano"di Tayari Jones. Un bel libro, con una scrittura moderna e molto contemporanea che grazie alla lingua delle comunità afromericane crea immagine suggestive e metafore ardite. La storia in sè non è molto originale, ms la scrittura mi ha davvero coinvolto.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.