Lisa Corva

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Je trouve le néant très comfortable.

Lunedì, 16 settembre 2019 @20:02

Je trouve le néant très comfortable.

Questa frase, di un poeta francese, Alain Bosquet, è scritta a mano su una gouache delicata, bellissima, nei toni del rosa, che ho appeso in bagno. "Trovo il nulla molto confortevole". È un regalo, il regalo di un uomo speciale che mi manca, un grande pittore dell’ex Jugoslavia, un uomo che amava il mio mare, le mie isole, e la vita. Jože Ciuha. Ora che non c’è più, ora che non ci sono più tante persone a cui ho voluto bene, tante persone che mi hanno tenuto in braccio, mi hanno sorriso, e mi hanno insegnato, direttamente o obliquamente, tante cose, ora questa frase in qualche modo mi consola. E’ vero che il nulla può essere confortevole? E’ quello il nulla a cui pensava Bosquet (che, ho scoperto solo oggi, si chiamava in realtà Anatole Bisk, ed era di origine russa), è quello il nulla a cui pensava Ciuha? E’ questo il vero regalo?

9 commenti

giusy | Martedì, 24 settembre 2019 @18:50

dedica misteriosa che invita alla riflessione. "très confortable" può essere tradotto anche come "molto comodo" o sbaglio? se la ricerca del nulla fosse la tentazione di rimuovere ricordi più cari che talvolta ci fanno commuovere, a volte soffrire? Mi tengo volentieri i ricordi più cari che mi fanno sentire viva, in compagnia della presenza-assenza

Lilabella nuova | Venerdì, 20 settembre 2019 @11:28

Mi hai fatto un grande dono Lisa. Magari questa frase mi aiuta a dare spazio alle domande (che forse rimangono senza risposta). Di quando il nulla ci circonda quando perdiamo qualcuno di importante per noi. Pensare che forse, proprio perché non lo conosciamo, magari non c'è o meglio c'è ma è distacco per noi. Sono andata a vedere il nuovo Mary Poppins un pò di tempo fa. Non muore mai quello che è dentro al cuore. Anche se non è facile a volte riempire il vuoto, il nulla, appunto. Buona giornata e un sorriso. Lila

LISA | Venerdì, 20 settembre 2019 @10:31

Mariella, sono contenta se questo spazio non spazio aiuta a pensare. Sempre con sofficezza, forse è questo il "très comfortable".

LISA | Venerdì, 20 settembre 2019 @10:29

Carla, e se il nulla della morte fosse appunto un nulla sconosciuto, o meglio a noi inconoscibile, ma confortevole?

roma | Giovedì, 19 settembre 2019 @08:42

il nulla come una bella giornata vuota senza problemi , libera con la mente come in un giorno di vacanza un nulla quotidiano ristoratore

Carla | Martedì, 17 settembre 2019 @15:30

Allora, non mi trova d’accordo. Capisco il tuo affetto per questa frase e oggetto che ti suscita emozioni. Però, non pensò che il nulla della morte sia confortevole, perchè se così fosse vorrebbe dire che prima non abbiamo sentito. E questo mi spaventa.

Mariella | Lunedì, 16 settembre 2019 @22:13

Ciao Lisa. Il nulla molto confortevole. Leggo e penso alla morte, ma le parole che mi vengono in mente sono: perdita, assenza, mancanza, silenzio, marmo, freddo, vuoto... Però, sí, mi vengono in mente anche le parole: ricordo, calore, dolcezza, nostalgia, conforto. Penso che mi conforta il ricordo di chi c'è stato (o magari c'è ancora), il bene che ci ha lasciato. Lisa, a quest'ora leggere il tuo spunto di riflessione mi spinge ad usare te e questo spazio come stanza per analisi interiore.

LISA | Lunedì, 16 settembre 2019 @20:50

Io lo sto leggendo, e interpretando, come: il nulla della morte. Thanatos athanatos.

Carla | Lunedì, 16 settembre 2019 @20:48

Frase molto enigmatica. Il nulla, inteso come non materiale? Cioè il non possedere, il vuoto e l'immateriale? Perchè se questa è l'accezione, potrei trovarmi d'accordo. Specialmente nelle nostre società dove diamo valore quasi esclusivamente al superfluo, il nulla può essere di conforto perchè ci fa sentire l'essenza delle cose.
Ma il nulla dovuto a un proprio sentire, cioè a una incapacità di sentire qualcosa mi fa paura.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.