Lisa Corva

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Goethe ci sei ancora? Dai biglietti d’amore ai whatsapp digitali (ovvero leggere Le affinità elettive in tempi di algoritmo).

Mercoledì, 20 novembre 2019 @08:27

-È una ragazza simpatica e interessante.
-Interessante? Ma se non ha aperto bocca.

Cito Goethe. Anzi, cito Thomas Mann che cita Wieland, personaggio a me sconosciuto ma sicuramente noto all’epoca, il quale, commentando "Le affinità elettive", scrisse: "Per questa battuta avrei regalato a Goethe, se fossi stato il duca di Weimar, un intero feudo".
Ammettiamo: è una delle (poche) cose divertenti del libro; un classico che, stranamente, non avevo mai letto. Faceva parte dei miei libri dell’estate; ma, anche se l’estate è stata lunga, è finita che l’ho letto nelle piogge novembrine.

Conoscevo però la trama, all’incirca: affinità elettive perché, come spiega Goethe mettendo la teoria in bocca ai suoi personaggi (eccentrico, per l’epoca! Era il 1809), ci sono delle sostanze che, messe a contatto, producono reazioni di unione o disunione. Così succede alla coppia del romanzo: A ha sposato B, ma quando entra in gioco il vecchio amico C, e la ragazza D, le coppie si disfano, e forse si riallineano. Questo mi avrebbe dovuto far pensare alla chimica ineluttabile dell’amore, al destino che è peggio di una formula matematica, forse all’algoritmo che oggi ha sostituito la chimica (Tinder non è il nuovo implacabile destino?). E invece no.
Invece la cosa che più mi ha colpito è, alla fine del romanzo, l’addolorato Edoardo che estrae, "da una cassettina, da un portafoglio", i talismani di un amore: "una ciocca, fiori raccolti nel tempo felice, tutti i biglietti ch’ella gli aveva scritto". Ho pensato che un amore oggi non è fatto di biglietti segreti, non è più di carta, nastri o petali, ma di una scia luminosa di whatsapp e foto; è tutto nel telefonino, e scompare così. Forse è meglio. Una scia nel nulla, quando finisce un amore, come una cometa.

(A proposito: io ho letto "Le affinità elettive" nella bella edizione Einaudi, traduzione di Massimo Mila, prefazione di Thomas Mann. Un piccolo gioiello pocket per 11 euro; ogni tanto mi stupisco di quanto poco costa, per fortuna, la buona letteratura)

5 commenti

LISA | Martedì, 26 novembre 2019 @14:49

Grazie. Che bello saper passare nel buio.

Lilabella nuova | Martedì, 26 novembre 2019 @13:10

Mi permetto di fare un copia e incolla per farti capire quanto il tuo esserci sia stato importante per me (anche se non siamo amiche). Diciamo che in un modo diverso ho attraversato il ponte. Un ponte che mi ha permesso di rivalutare la mia persona e di vedere che là fuori ci sono tante persone che mi vogliono bene.
Ecco il copia e incolla:

Claudia, la mamma del gladiatore | Mercoledì, 9 dicembre 2009 @20:34

Oggi sono stata da Lila, e le ho portato i ritagli degli ultimi buongiorno: il primo era quello di oggi. Antonella mi ha scritto su un foglietto un ringraziamento per te, ora lo trascrivo.

Per Lisa.
Grazie per la poesia di oggi ma soprattutto per il tuo commento. Mette in luce la tua semplicità e la tua profondità di spirito. Ti mando un abbraccio anche io e ti giuro che appena posso riscriverò nel tuo blog, fuori dal buio. Lila

Fuori dal buio e sono passati dieci anni e se ho lottato è stato anche per merito tuo, non si può sfuggire al dolore ma si può elaborarlo e vivere con una nuova consapevolezza. Un sorriso da Lila

Lilabella nuova | Lunedì, 25 novembre 2019 @11:46

Buongiorno. Magari fuori contesto...ma ancora ricordo quando ritagliavo con cura i tuoi Buongiorno che parlavano d'Amore. Credo sia molto meglio scrivere ma soprattutto dimostrare (non solo a parole quando si ama qualcuno). Un sorriso da Lila.

LISA | Mercoledì, 20 novembre 2019 @18:30

Una cara amica accademica, I., che ha letto il post stamattina, mi ha poi commentato in privato che Goethe però andava contestualizzato, che l'ho letto troppo leggermente. Mi ha fatto notare che è un libro costruito come un meccanismo perfetto, quasi a orologeria. E che Walter Benjamin, che sulle Affinità elettive ha scritto un saggio, ad esempio fa notare quanto le pagine iniziali sul giardino di Lotte siano la "mise en abîme" del romanzo stesso e come tutti i personaggi - anche quelli minori - entrino nel testo a coppie, come se fossero pedine in un gioco da cui non possono prescindere. Una nuova tappa del pensiero di Goethe, tappa che segna di fatto il distacco dal Werther e da tutta la cultura romantica che gli sta dietro. Ecco, ho ricopiato quasi parola per parola: mi piace che un classico provochi emozioni. Ma, come le ho detto, io ho una lettura sempre primaria, emozionale, poco contestualizzata: in fondo il potere di un classico è anche questo, come certi "fondi oro" del Trecento o Anish Kapoor, ci colpiscono, commuovono, fanno pensare anche fuori dal contesto. Tu ad esempio, Claudia mdg, sei rimasta colpita anche dagli oggetti talismano, di cui, come racconti, è disseminato il libro. Contenitori, scatole, forse di emozioni. (Però diciamo la verità: Ottilia è un po' noiosa, o no?)

claudia mdg | Mercoledì, 20 novembre 2019 @18:14

Cara Lisa, anch’io ho letto Le affinità elettive solo ultimamente, non più di 3 anni fa. Del libro mi ha colpito la doppia anima, quella illuminista che apre il libro e quella romantica che lo chiude. La concezione illuminista, anche se più antica, è la più vicina a noi, ed è ben rappresentata dalla situazione iniziale, modernissima: una coppia non più giovane, al secondo matrimonio, completamente libera da vincoli sociali e innamoratissima, che decide di ristrutturare casa. Il tentativo di mantenere il controllo sullo spazio esterno, e più ancora, su quello interno delle emozioni, è destinato a fallire, e le vite dei personaggi saranno travolte da un vortice patetico-sentimentale nel più puro stile ottocentesco.
Del libro mi restano alcuni simboli molto potenti, come l’immagine ricorrente del contenitore/scatola (casa,cofanetto, astuccio, portafogli, bara), come tentativo di ordinare, rinchiudere, nascondere o proteggere le emozioni; gli oggetti-talismano che hai citato, di cui è disseminato il libro, e che contrastano, con il loro richiamo magico, i rimandi al mondo scientifico che pure percorrono tutto il romanzo.
Non mancano nemmeno i guizzi ironici, spesso affidati a personaggi secondari, come il conte, che propone il matrimonio a scadenza quinquennale, rinnovabile solo se tutti e due i coniugi sono d’accordo. Un’idea bellissima! Sulla scia del libro, che ho apprezzato molto, ho riscoperto un vecchio sceneggiato Rai con una giovanissima Francesca Archibugi nel ruolo di Ottilia, è su youtube, da vedere.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.