Lisa Corva

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A little white dress.

Sabato, 15 agosto 2009 @12:17

Quando Peter Høeg, nel suo mitico thriller "Il senso di Smilla per la neve", scrisse che in Groenlandia ci sono non una, ma decine di parole per definirla (c’è chi azzarda quasi un centinaio), è ovvio che non aveva mai incontrato una fashionista. Che potrebbe dimostrargli – semplicemente indossandoli – che per il bianco modaiolo vale la stessa regola. Abiti, calzoni, accessori, in tutte le declinazioni glam: bianco glitter, bianco sporco, bianco abbagliante, bianco Dash, bianco panna montata, bianco perla, bianco avorio…

Da dove cominciare? Hadley Freeman, la giornalista di moda più cattiva d’Inghilterra (che scrive, anzi critica spietatamente, dalle pagine del Guardian), comincerebbe dai jeans bianchi: che secondo lei, però, vanno totalmente eliminati dal guardaroba. E si scaglia in modo particolare contro quelli di Liz Hurley: stretti, skinny, da sempre sono la divisa della diva inglese, tanto che ha ammesso di averne almeno 30 paia. E dunque, da che parte stare? Per aggirare il fashion-problema, la soluzione è semplice: pantaloni bianchi sì, ma di lino, e magari larghi e freschi, più intelligenti quando l’afa aumenta. Una cosa però è sicura. I pantaloni bianchi gridano: è estate! E se portati in ufficio, equivalgono a una richiesta di vacanze. Illuminazione che ho avuto quando, chiusa nelle segrete di Segrate, sognavo di scappare dai diavoli che vestono Zara: e scrivevo articoli sui pantaloni bianchi sinonimo di ferie, meditando in realtà la fuga.

Subito dopo i calzoni, l’upgrading modaiolo è lui, il meraviglioso, perfetto abito bianco. Ovvero, il "little white dress" che, nella sua semplicità, d’estate è il sostituto ideale dell’iconico "little black dress". I vestiti bianchi sono così belli nella loro, ehm, bianchezza, che è impossibile sbagliare. A che cosa abbinarli? Ovvio, alla pelle abbronzata. E’ quello, che fa davvero risaltare il little white dress. Non avrete bisogno di altro. Ma, volendo, potete accessoriarli: white on white, ovviamente, con una delle decine di gradazioni di bianco che la moda ci offre (borse, scarpe, cache-coeur da infilare sopra l’abito…). Il vero tocco chic, però, forse sono i gioielli: una collana etnica d’avorio, o un anello di madreperla. Bianco su bianco.

Mi considero fortunata, perché ho incontrato molti little white dress. Da ragazza, camicie e sottovesti di cotone della nonna e della bisnonna, con il bordo o dei ricami di pizzo bianco, da portare sopra il costume, comprate quando ancora il vintage si chiamava "seconda mano" e costava cifre non eurostressanti. Poi, un abito corto a trapezio, di lino, morbidamente foderato così da non essere troppo trasparente, con una fila di grandi bottoni ricoperti di lino bianco, che correvano lungo la schiena: lo portavo con le mie prime Superga bianche. Infine, il little white dress che mi accompagna sull’isola ormai da anni, regalo di compleanno di un’amica anglo-indiana. E’ di organza leggerissima, indiana appunto, corto, ma con le maniche lunghe a pipistrello, perfetto quando l’estate passa la boa di Ferragosto e porta, di sera, il vento dal mare. Lo indosso solo sull’isola, sa di cicale e di stelle e di ulivi. E stasera, so che l’amica anglo-indiana, che con il marito e i tre bambini ha venduto la casa di Londra per trasferirsi qui sull’isola (a proposito di bivi, e s/licenziamenti, e nuovi orizzonti), lo riconoscerà subito, l’abito testimone delle nostre estati, mentre brinderemo – un po' incoscienti, ma felici - alle nostre nuove vite.

7 commenti

novella senza caovilla | Martedì, 25 agosto 2009 @12:15

Sono prorpio contenta di leggere della nostra ritrovata Giorgia!
Anche io mi ricordo bene di te e delle chiacchiere dei primi tempi, è bello sapere che sei tornata sopprattutto fra una poppata e l'altra!
Un caro benvenuto alle tue piccole gioie.

LISA | Lunedì, 24 agosto 2009 @17:55

GIORGIA, grazie per la Brno-cronaca: però, mi raccomando, scrivi! Non di poesie nè di scarpe, o almeno non necessariamente; però, come ricorda MARINA A BRUXELLES (credo ancora a Palma, in questo momento), i tuoi racconti erano talmente ironici... Scrivi: di quello che vuoi. CARLA: chissà se anche Zia Mame sarebbe stata d'accordo sul little white dress?

carla | Lunedì, 24 agosto 2009 @16:57

sonoappena tornata dalle vacanze e mi sono concessa un "giro" nel web. E' bello sapere che ci sono amicizie initerrote e attese... che il mio piccolo little white dress (dell'anno scorso) è di moda anche quest'anno...che anche se sul finire dell'estate sto leggendo anch'io zia mame (rido tanto ) e suggerirei Gioconda Belli "L'infinito nel palmo della mano" per chi vuole sapere come sono andate veramente le cose nel paradiso terrestre...
baci a tutte

Melissa aspirante dottoressa | Giovedì, 20 agosto 2009 @00:51

Ciao Lisa...ma cosa è successo, il blog è davvero rivoluzionato...non basterà un mese per aggiornarmi su tutto e per aggiornare te.
Domani con calma scrivero qualcosina di piu'. baci

Annalisa farmacista | Lunedì, 17 agosto 2009 @09:26

Bè ma che novità ritrovare Giorgia..davvero incredibile come la tenacia e la forza di volontà possano ottenere quello che si vuole. Tutte siamo cambiate direi nel corso di questi 4 anni. Chi in una direzione chi in un'altra. Come mi sembrano però lontani i tempi in cui anchì'io speravo soffrivo...Visite sentenze speranze. Ora invece mi dedico al lavoro (tanto) al marito e ai nipoti. Rivesto il ruolo di "cool ant" ovvero quella che gli fa fare quello che vogliono, che li porta al mare, al cinema...e alla lettura in inglese. Allo shopping e ai viaggi. La vita tutto sommato non è davvero male.

Marina | Domenica, 16 agosto 2009 @01:23

Giorgia io mi ricordo bene di te, soprattutto il tuo senso dell' umorismo talvolta sarcastico, alcune delle tue sono state le migliori battutte del periodo rosa, se cosi lo vogliamo definire! Sono molto felice per il bel finale della tua storia, ricordo, oltre le battute, anche i tuoi momenti si scoramento soprattutto dopo la botta spagnola.Come si chiamano le angiolette? Spero che tu ti ricordi di me...se no sembro matta! Io pure vado avanti diciamo che vediamo la luce in fondo alla via, anche l' adozione non e' un cammino facile pero' mollare proprio no, passo dopo passo verso la meta. Per adesso sono in vacanza e spero presto di avere la tue stessa sensazione d' incredulita'! Baci e a presto a tutte

Giorgia | Sabato, 15 agosto 2009 @22:37

Cara Lisa e care Pinkgirls (questo nomigliolo ve lo avevo affibbiato io!) certo che sono io! Ma spero che oltre alla commozione per la mia storia vi ricordiate anche dei sorrisi che talvolta poi vi ho strappato.
E' presto detto: mi sono un po' allontanata dal salotto rosa quando questo ha cambiato rotta, la poesia, malgrado per "mestiere" io ne parli ogni giorno, non è che mi piaccia tanto e modaiola... beh, diciamo che dello stipendio d'insegnante se devi pagarti le fivet oltre confine resta ben poco... ma soprattutto io avevo un pensiero fisso, non mi potevo distrarre e temevo che mi sarei lasciata influenzare e avrei cambiato rotta
Comunque... dopo il fallimento (con annesso salasso) spagnolo mi son messa buona buona, ho superato l'anno di prova a scuola per l'immissione in ruolo, ma nel frattempo gli ormoni sintetici avevano ben nutrito i miei fibromi, così ho dovuto affronatre l'intervento in laparotomia per rimuoverli. La mia fortuna è stata trovare un ginecologo con i fiocchi che mi ha seguita scrupolosamente e che mi ha consigliato l'intervento. L'intervento è stato fatto da suo figlio, anch'egli ginecologo con i controfiocchi. Mi sono ripresa prestissimo e dopo pochi mesi ho potuto ritentare l'avventura straniera, stavolta molto più consapevole e preparata. Ho scelto Brno, sia per ragioni economiche sia perchè il centro è all'avanguardia e utilizza ottimi terreni di coltura, trasferendo pertanto blastocisti.
Lo scorso agosto siamo volati a Brno, una ragazza dagli occhi azzurri mi ha regalato 15 ovociti, di cui 13 maturi, 12 si sono fecondati e dopo 5 gg., il 12 agosto 2008, due piccole goccioline sono state trasferite nel mio pancino e hanno deciso che ci stavano bene e che sarebbero rimaste.
Il ginecologo con i controfiocchi mi ha seguita scrupolosamente per tutta la gravidanza, che non è stata facile per l'innescarsi delle contrazioni già alla 27a settimana, ma grazie a lui e alla mia testaccia dura le bimbe si sono convinte a stare dentro ancora un po', fino alla 36a settimana quando lo spazio era ormai troppo poco per due bamboline di due chili e mezzo ciascuna.
E sono nate, con TC, le ho baciate incredula e da allora non mi sono mai separata da loro per più di un'ora, e ancora adesso devo stropicciarmi gli occhi, quando le guardo, per convincermi che non sto sognando.
Ti abbraccio, Lisa, e spero che la mia esperienza possa dar coraggio e fiducia a chi si sente stanco e vorrebbe mollare. E adesso, la poppata!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.