Lisa Corva

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Una sciarpa, per avvolgersi nella consolazione.

Domenica, 11 ottobre 2020 @07:47

"C’è sempre qualcosa che si può fare con il dolore.

Tua madre lavora a maglia.

Fa sciarpe in tutte le tinte di rosso.

Erano per Natale, e ti hanno tenuto al caldo

mentre lei si risposava

e poi divorziava

e si risposava

e ti portava con sé." 
(Louise Glück)

Avvolgersi nella consolazione.

Quando ho saputo che Louise Glück, la poetessa americana che leggo dal 2003 (da quando mi hanno regalato l’ormai introvabile "Iris selvatico"), aveva vinto il Nobel Letteratura di quest’anno, sono andata a rileggermi tutto quello di suo che nel tempo le ho sfilato e tradotto per i miei Buongiorno. Forse questi versi, tratti da "Love Poem", sono quelli che mi piacciono di più: c’è il dolore ma anche la consolazione, c’è il "fare altro" della propria tristezza, anche sciarpe, perché no; ci sono i mesi freddi e la morbidezza di tutto quello con cui ci avvolgiamo (io ho tante cose: una sciarpa morbida sempre con me in borsa, un plaid di cachemire a casa, vero lusso).
Louise Glück, che ora ha 77 anni, pubblica da almeno 50, e ha vinto in America tutti i premi possibili, compreso il Pulitzer. Scrive intrecciando ai suoi versi figure della mitologia greca: cosa che me la rende ancora più vicina. Perché i genitori, cosa abbastanza inusuale in America, le leggevano le storie degli dei e degli eroi greci quand’era piccola. A proposito, il nome Glück viene dai nonni paterni, ebrei ungheresi, che emigrarono a New York dove aprirono un grocery store, praticamente un ortolano o negozio di alimentari, di quelli di una volta. Guardo le sue foto di quand’era giovane: capelli nerissimi, sguardo fiero. Bella, elegante.
E oggi, che ha 77 anni, mi piace quello che ha appena raccontato di sé al New York Times. La sua ultima raccolta di poesie, spiega, parla dell’invecchiare, e del lutto. "Ho scritto di morte da sempre, da quando ho cominciato a scrivere: letteralmente, da quando avevo 10 anni. E sì, invecchiare è complicato. Non solo perché sei più vicina alla morte ma perché tutte le facoltà su cui contavi – la grazia fisica, l’energia, l’agilità mentale – cominciano ad essere compromesse, minacciate. Ed è molto interessante scriverne. Anche perché si scrive per avventura. Io scrivo perché voglio essere portata in un luogo di cui non so nulla, voglio essere straniera in un nuovo territorio". La vecchiaia come nuovo territorio? Solo un poeta poteva essere così convincente. Non a caso la sua poesia è un lungo dialogo con Persefone, la ragazza rapita e portata nell’Ade, la donna che sa passare dal regno dei morti alla terra, ogni anno, portando con sé la primavera. E non a caso il suo ultimo libro – che ora voglio ordinare – si intitola Averno (o Ade, il regno dei morti, delle ombre, dell’aldilà). Anche questo è un nuovo territorio. Grazie, Louise Glück.

7 commenti

Giusy | Martedì, 20 ottobre 2020 @14:02

Eh, ma lo sai che stai rinfrescando i miei antichi gusti?

LISA | Lunedì, 19 ottobre 2020 @09:35

Giusy, ecco Baudelaire in francese: "L'oubli puissant habite sur ta bouche/ Et le Léthé coule dans tes baisers". La poesia si intitola proprio Le Léthé. Quante belle pagine da ri/leggere.

Giusy | Domenica, 18 ottobre 2020 @18:56

e andrò a leggermi il "maudit". Mi piacevano tanto, tanti anni fa. Grazie!

LISA | Domenica, 18 ottobre 2020 @15:59

Peraltro, Giusy, non sapevo neppure, o forse ho dimenticato, che Baudelaire ha scritto una poesia citando il Lete: "dentro i baci tuoi
scorre l'acqua del Lete". Baci e oblìo.

Giusy | Mercoledì, 14 ottobre 2020 @15:30

hai ragione, Lisa!. Potevo almeno prepararmi visto che la memoria vacilla...lo Stige non mi è consono...

LISA | Mercoledì, 14 ottobre 2020 @08:40

Giusy, ho dovuto controllare lo Stige: non ricordavo più che fosse uno dei cinque fiumi degli Inferi. Non ricordavo neanche gli altri: Cocito, il fiume dei pianti, Acheronte, del dolore, Flegetonte, del fuoco. Chissà perché ricordavo solo Lete, e visto che è il fiume dell' 'oblio, c'è una certa contraddizione.... O no? Scherzo, ovviamente. Quanto ad Averno, è esaurito, la piccola casa editrice napoletana sta ristampando. E questa mi sembra davvero una buona notizia. Più poesia per tutti!

Giusy | Martedì, 13 ottobre 2020 @23:41

Ciao Lisa,Louise Gluck ( e perdonami se ometto la dieresi) è mia coetanea e mi piace molto ciò che hai scritto. Mi sa che ordinerò anch'io Averno. Ma gari ho già un piede nello Stige, anche se preferirei il Lete.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.