Lisa Corva

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Quieta felicità.

Mercoledì, 11 novembre 2020 @07:42

"Quell’uomo mi ha offerto, una sera, un bellissimo momento di silenzio. Non lo dimenticherò tanto presto. È uno dei miei ricordi migliori dell’anno. C’è chi serba il ricordo delle sue conversazioni, io rammento quel silenzio". 
(Nina Berberova) 

Quieta felicità. 



Avete anche voi degli incipit che vi sono rimasti impressi nella memoria? Io ne ho almeno due. Il primo è di un romanzone indiano di cui aspetto da anni, dal 1993 per l’esattezza, il promesso sequel: "You too will marry a boy I choose" ("A suitable boy", Vikram Seth, in italiano tradotto da TEA: consiglio per il lockdown anche perché sono 1600 pagine!, storia di una ragazza, Lata, nell’India degli anni Cinquanta, e della madre che vuole assolutamente che sposi il "ragazzo giusto").
Il secondo incipit è di un piccolo libro rosa, anzi cenere di rosa, Adelphi. Un libro che ho amato, riletto, regalato, rimanendoci male quando non è piaciuto. Ve lo ricopio tutto, è proprio l’inizio:
"Nella vita di ognuno esistono momenti – quando la porta sbattuta all’improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco «no» che sembrava irrevocabile si muta in «forse» – momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. È stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; il verdetto del giudice, del dottore, del console, è stato rinviato. Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di «aspettare un poco» prima di spingerci nel baratro".
Il libro è "ll giunco mormorante", di Nina Berberova, donna del Novecento che ha vissuto tante vite, a cui ho sfilato anche questo Buongiorno, tratto invece da "Il Capo delle Tempeste", Guanda. Che donna, Nina. Nata nel 1901 a San Pietroburgo, lascia la Russia dopo la Rivoluzione, nel 1922: prima "emigrée" a Parigi, poi nel 1950 si trasferisce negli Stati Uniti, dove insegnerà a Princeton. Rileggo ancora una volta, dalle sue memorie, questa frase, che mi sembra ci possa traghettare in questi mesi, come li ha chiamati uno storico, di allucinazione collettiva: "Mi trovo al centro di mille possibilità, di mille responsabilità e di mille incertezze. E se devo essere sincera fino in fondo: gli orrori e le sciagure del mio secolo mi hanno aiutata: la rivoluzione mi ha liberata, l’esilio mi ha temprata, la guerra mi ha spinto in un’altra dimensione". Dove ci spingerà la pandemia? Dopo il Capo delle Tempeste, verso una quieta felicità?

2 commenti

LISA | Mercoledì, 11 novembre 2020 @12:26

Vero, Sam70. Anch'io penso che la pandemia del 2020 ci debba far riflettere (e agire, e votare) sulla scissione in atto con la natura, sul climate change, che è la vera emergenza. Riusciremo? Io penso di sì. Non solo. Penso che rileggere le emergenze del passato ci possa aiutare ad andare avanti. A settembre sono tornata a Venezia: ci sono ben due chiese costruite come ex voto dopo la peste, la chiesa del Redentore del Palladio, alla Giudecca, e un secolo dopo la chiesa di Santa Maria della Salute (con grande festa tra poco, il 21 novembre). Un tempo avrei letto della pandemia così, di fretta. Ora mi fermo e spero e penso che anche per noi verrà il momento di creare qualcosa. Ma bisogna cominciare adesso.

Sam70 | Mercoledì, 11 novembre 2020 @12:05

Sarò pessimista ma non credo che questa pandemia ci porterà verso qualcosa di buono... L'umanità del '900 veniva "temprata" dalle difficoltà, dalle sciagure. Noi che viviamo negli anni 2000 ci troviamo di fronte ad una Terra allo stremo, a sconvolgimenti climatici, a comportamenti umani terribili, a malattie devastanti...ma tanti, troppi, fanno finta di non vedere, tanti, troppi, non ci vogliono nemmeno credere. E così andiamo avanti, alla meno peggio. Verso cosa? Mah

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.