Lisa Corva

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Io e Dorothea.

Sabato, 29 agosto 2009 @11:08

Sì, vi volevo presentare Dorothea. No, non è una mia nuova amica. A dirla tutta, non so neppure se, conoscendola, stringendole la mano, ci saremmo state simpatiche. Ma per le quasi 900 pagine in cui l’ho seguita – quelle di "Middlemarch", che ho letto quest’estate – mi ha conquistato. Ed è da quando ho chiuso il libro che continuo a pensarci.

Non è successo anche a voi, nella vita, di avere un libro – anzi più libri, se siamo fortunati – che vi aspettavano? Quest’estate è successo con "Middlemarch", di cui Dorothea è la protagonista. Ci sono inciampata per la prima volta a gennaio, durante il mio viaggio in Asia, leggendo "Amori e pregiudizio" di Jin Lee Min: un bel romanzo pubblicato da Einaudi, di una scrittrice coreana/americana, una specie di "Jane Austen meets Sex and the City". Protagonista, una ventenne di famiglia coreana che fa di tutto per sfondare nella finanza a Manhattan (quando in realtà il suo sogno è disegnare cappelli); i suoi amori, i suoi litigi con la famiglia, i suoi debiti e disastri economici… e il libro che tiene in borsa e che continua a rileggere: "Middlemarch". Ma perché, mi sono chiesta? E soprattutto, cos’è? Non sapevo neppure chi l’avesse scritto. Nelle poche librerie di lingua inglese che ho trovato nel mio viaggio in Asia, non c’era; anche se – ho scoperto poi- è un classico della letteratura inglese, scritto da George Eliot nel 1871.
Poi me ne sono dimenticata. Finché, qualche mese dopo, l’amica indonesiana che mi aveva ospitato nell’ultima tappa del mio viaggio e che mi aveva accompagnato pazientemente nella ricerca infruttuosa del libro, me l’ha regalato. Una bella edizione, con una foglia d’autunno in copertina; e un’altra coincidenza: la collana Vintage Classics ha la particolarità di abbinare i classici due a due, e "Middlemarch" era abbinato a un mio libro cult di tanti anni fa, "Possessione" di Antonia Byatt (anche questo, pubblicato in Italia da Einaudi). Un segno? Sì. Ma comunque, quasi 900 pagine… e in inglese. Si potevano affrontare tranquillamente solo sull’isoletta.
Così è stato. Poi, un’altra coincidenza. Sull’isoletta sfoglio una copia del Financial Times del Weekend, giornale che adoro. Una delle mie "columnist" preferite scrive, raccontando del divano che vorrebbe comprarsi: "Cerco un divano che mi faccia sentire come quando avevo 14 anni e ho letto Middlemarch per la prima volta"…
Ancora Dorothea. Ma cos’ha Dorothea, perché continua ad affascinare, perché anch’io continuo a girarci intorno, a pensarci; come una persona che abbiamo conosciuto, che ci intriga, ma non sappiamo se vogliamo invitare a cena? Dorothea ha vent’anni. Sogna l’amore. Fa un matrimonio sbagliato. Se ne accorge. Si reinnamora. Potrebbe essere una coetanea delle eroine di Jane Austen, ma anche no. Perché non ne ha la leggerezza, l’ironia, neppure la sfrontatezza. Dorothea è ardente: passatemi questo aggettivo, un po’ demodè. Dorothea è testarda. Non ha paura di indagare nel suo cuore; non ha paura di seguirlo. E’ la forza dei sentimenti, la sua forza dei sentimenti, che mi piace; la voglia di cercare un proprio posto del mondo, al di là delle convenzioni, dei pregiudizi, di "quel che dirà la gente". E non solo in amore. Dorothea ha degli ideali. E delle idee. Dorothea vuole fare del bene: vuole fare quello che è giusto. Quasi anacronistico, oggi. Quasi fuori moda, oggi.
George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans, l’autrice, lo fece. Si innamorò, andò a vivere con un uomo già sposato quando questo era ancora uno scandalo; lavorava, scriveva, aveva successo; aveva delle idee scomode, anticonformiste, progressiste. Scandalose. Anche e non solo in amore. Quando il compagno di una vita morì, con grande sorpresa di tutti si mise con un uomo di vent’anni più giovane. Non era bella. Era intelligente. Ardente.

Tutto sommato, avrei un sacco di cose di cui parlare con George Eliot, e anche con Dorothea. E adesso, le ho presentate anche a voi. (Per ora è tutto. Ma altre puntate arriveranno, spero. Perché un’amica inglese, anche lei vecchia amica di Dorothea, mi ha mandato il dvd dello sceneggiato che girò la BBC; e ho scoperto che Sam Mendes, il regista di American Beauty e Revolutionary Road, ne farà un film…).

4 commenti

Marilia cinquantenne incredula | Lunedì, 31 agosto 2009 @12:23

Grazie Lisa perchè ci proponi sempre libri da leggere.
I libri ci arricchiscono la vita e ci migliorano.
Sono tanto contenta di aver ritrovato te e il tuo blog e ti auguro un buon anno. (Per me l'anno comincia a settembre non a gennaio).
Ciao

LISA | Lunedì, 31 agosto 2009 @07:52

Troppo impegnativo consigliare un libro di più di 800 pagine. Però, mettiamola così: mi piacerebbe sapere che impressione fa, a voi, Dorothea. Come se andassimo insieme a prendere un caffè, anzi, per l'esattezza, un tè... (Intanto, spero che Sam Mendes scelga come protagonista, per il film, sua moglie: ovvero Kate Winslet. Ardente è un buon aggettivo anche per lei).

heidi66 | Domenica, 30 agosto 2009 @15:16

Strana coincidenza. Anche io ho letto il libro all'università, per un esame di letteratura inglese. So che non mi piacque, ma non riesco a ricordarmi perché. Poco tempo fa ho deciso di donarlo a una raccolta di libri per i terremotati dell'Abruzzo e ho conservato solo l'edizione originale in inglese. Mi faccio coraggio e lo rileggo in lingua originale?

ljiuba | Domenica, 30 agosto 2009 @11:07

bello sentir parlare di un romanzo che solo pochi conoscono. In realtà il mio professore di Letteratura Inlgese dell 'Università ci organizzò un corso di cui quel testo era il pilastro e che verteva sul romanzo storico inglese. Solo a leggere i titoli mi ricordo che ci sentimmo asfittiche. Però mi piacque. Sicuramente non ci vidi tutto quello che tu adesso racconti. Ma sono passati ben 17 anni.....Forse è il caso di rileggerlo, che dici?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.