Lisa Corva

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3 scrittori per 3 (facciamo 30) macarons.

Sabato, 22 maggio 2010 @18:30

Ho fatto un blitz milanese molto zuccherino: con tanto di macarons. Io e altri due scrittori (scusate, ogni volta che uso questa parola riferita a me mi viene un po’ da ridere, ma ogni tanto ci posso provare, giusto?). Ovvero io (l’Autrice, come ben sapete, dei due romanzi che vedete qui a sinistra e che spero TUTTI abbiate letto e regalato); Olivia Chierighini, che ha scritto un goloso e spiritoso "In cucina con i tacchi a spillo" (Tommasi Editore), e Piersandro Pallavicini, autore Feltrinelli, scrittore con due facce: una gourmet (per quello si è lasciato trascinare dai macarons), e l'altra impegnata (leggete "African Inferno", storia di integrazioni e disintegrazioni a Pavia, Feltrinelli appunto; anche se nel frattempo è già uscito con il nuovo "A braccia aperte").
Ecco la tripla cronaca della nostra pausa zuccherina.


Piersandro :
A Milano, in via Spadari, ci sono Ladurée e i suoi macarons. La pasticceria, comme à Paris, l'ho visitata oggi, con Lisa Corva e Olivia Chierighini. E ho acquistato i macarons: 4 (che uno è già mezza cena), più una deliziosa confezione regalo, una scatolina di cartone in colori pastello e sottili, svaporati disegnini, per la Franci (sua figlia, nota della blogger!) , da portare a casa.
Poi, con le mie amiche, siamo saliti da Peck (just opposite to Ladurée). Peck, che ha una vetrina, ora come ora, decorata con i SUOI macarons. Sì, abbiamo fatto un test, non blind, ma pur sempre test. A confronto, francamente, vince Peck. Consistenza più equilibrata, sofficità paradisiaca, e la crema, tra le due cialde di meringa, di gusti più complessi di quelli diretti, per così dire monografici, de Ladurée (anche se, va detto, pure quelli del pasticcere francese sono macarons assolutamente deliziosi).
Già, deliziosi. L'aggettivo ricorre. Ma delizioso per delizioso, va detto, le più deliziose erano le mie due amiche. Grazie per avermi portato qui, cara Lisa e cara Olivia. Grazie per le chiacchiere, il giro da Peck, i sorrisi. E per le foto (eh sì, abbiamo fermato una passante e, più sfacciati dei giapponesi, ci siamo fatti fotografare con sullo sfondo vetrine, nastri e meringhe).
A casa, poi, il (blind) test lo ha fatto anche la Franci. Anche con lei ricorreva "delizioso". Avrei voluto fotografarla mentre assaggiava il macaron alla fragola e faceve quelle certe faccine estasiate.
Beh, chi ha vinto?
Ma Peck, no?
E la prima volta che vengo a Milano con la Franci, la porto proprio lì.

Olivia:
Confesso di averne fin sopra i capelli di macarons.
Succede come con il sesso: se la disponibilità è eccessiva, si verifica un inevitabile calo di desiderio.
D’accordo, prima bisogna farne una scorpacciata immonda.
Oggi pomeriggio non ho resistito al profumo di zucchero ammandorlato, di candele al miele e alle piramidi color pastello. Sono entrata ugualmente da Ladurée, anche se l’idea di un macaron non mi attirava per nulla. È stata piuttosto la sensazione del ricordo, dell’à rebours che mi prende quando è troppo tempo che non raccolgo un po’ di straccetti in una valigia e scappo, sola o con amiche care, in quel paio di città dove ho lasciato quartini di cuore.
Ladurée mi ha visto scrivere articoli con il laptop in bilico tra ginocchia e tavolino, mi ha visto innamorata e mi ha visto molto incinta deliziarmi con una réligieuse alla rosa. In quel frangente la réligieuse mi assomigliava terribilmente, tutta tonda e lustra di glassa.
Oggi mi sarei accontentata di una sportina di carta color pistacchio con marchio d’antan. Non potendolo avere – v’immaginate la scena? Scusi potrei avere un sacchettino ricordo? – ho optato per un tè aromatizzato Marie Antoinette nella scatola a cappelliera rosa pallido. Davanti a me una fila di donne con la mandibola lievemente serrata mentre ordinavano fragola mimosa cassis indicandoli con dito nervoso. Finalmente l’esplosione. Una voce: "Devo mangiarli subito, devo aprirli sennò muoio". Lei e un’amica si allontanano veloci dalla cassa, si rifugiano sotto il tendone che ripara la vetrina facendosi scudo con l’ombrello dall’acquazzone e dagli sguardi indiscreti e lì, avide, vìolano l’astuccio satinato e consumano. Immagino di aver sentito ansimi delicati che si confondevano con i motori accesi dei taxi fermi al posteggio.
Mi sono allontanata provando un vago senso di vergogna, perché questo minuscolo angolo di Parigi nel centro di Milano mi è improvvisamente sembrato una vetrina a luci rosse per signore poco soddisfatte.
Pur tuttavia consiglio agli amici di bella presenza, intraprendenti e disposti a spendere un euro e sessanta a pasticcino, d’appostarsi nei paraggi con fare allettante.

Questa invece sono io, e una versione (ridotta) dell’articolo fintoglam che ho scritto per Grazia.
Ho in mente l’accessorio perfetto per questa moda sognante a colori pastello, un accessorio goloso e zuccherino. E no, non sto parlando di scarpe, e neppure di borse, anche se ci sono innumerevoli tentazioni: vedi bauletti rosa o occhiali da sole leziosamente pink. No, quello che ho in mente è qualcosa di davvero zuccherino, e goloso, e meravigliosamente ipercalorico, anche se a piccole dosi: sto parlando dei macarons Ladurée, da selezionare in tinta con gli abiti. Perché i doppi dischetti di pasta alle mandorle, con un ripieno morbido, che si sciolgono in bocca, si trovano in delicati colori pastello: al gusto di petali di rosa, pistacchio, violetta e cassis, fiori d’arancio, cedro… E, meraviglia, anche le confezioni sono altrettanto leziose, in lilla o verde pallido, legate con un nastro rosa. Dite che sono crudele? Inutilmente crudele, perché la mitica pasticceria Ladurée esiste solo a Parigi? E invece no: perché Ladurée ha appena aperto il suo primo (speriamo primo di una serie) negozio italiano a Milano, in via Spadari, di fronte allo storico negozio di delicatezze Peck. Dove peraltro possiamo comprare altri macarons "nostrani", per fare un goloso confronto.
Ed ora, con i nostri macarons in mano, possiamo abbinare il vestito giusto. Bergamotto, cedro o limone (sto scegliendo direttamente "à la carte"), per l’abito sottoveste corto, la gonna di voile danzante da portare con un soprabito ton sur ton o ancora un abito-corolla. Gusto menta glaciale? Starebbe bene con una blusa azzurro baby, o con l’incredibile abitino verde a ruches che ho visto paparazzato addosso a Kristin Davis (a proposito della Charlotte di Sex and The City, siete pronte per l’arrivo del film numero 2, a fine maggio? Sarà una delusione, lo so…). Quando al macaron al gusto di Cinzano e pompelmo, specialità nazional-popolare di Peck, bè, è un colore vitaminico che fa venir voglia di abiti arancione...
Del resto, la più grande testimonial di questa golosità fu Marie Antoinette, l’imperatrice fashionista, almeno secondo il film che le dedicò Sofia Coppola nel 2006: dove Kirsten Dunst si concede ogni capriccio, dagli abiti alle scarpe alle pettinature vertiginose, ai macarons color pastello, per l’appunto. L’imperatrice ne sapeva qualcosa: l’atelier della sua sarta, dalla quale dilapidò intere fortune, era in Faubourg Saint Honoré, a qualche passo di distanza dal tempio delle fashioniste di oggi, ovvero Colette. Quando si dice coincidenze modaiole. E sì, anche le imperatrici spendevano troppo… Noi accontentiamoci di un abito nuovo e di una confezione di macarons (vabbé, facciamo due).

2 commenti

robbix | Lunedì, 24 maggio 2010 @10:33

ciao lisa, avevo letto qualche settimana fa sul corriere l'apertura di questo angolo di Parigi a Milano e ci sono già stata. Sono deliziosamente deliziosi anche se, da buona milanese, preferisco quelli di peck. Vuoi mettere? dolce giornata a tutti.

Giusy | Domenica, 23 maggio 2010 @13:57

Se fosse attendibile la famosa frase di Henry IV "Paris vaut bien une messe" io direi, parafrasando, "milan vaut bien un voyage pour savourer des macarons"...Mi sa che presto affronterò un viaggetto con l'acquolina in bocca... sarà un pò stupido questo commento, però mi sto divertendo molto con il post(si dice così?) di Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.