Lisa Corva

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Ore sotterranee.

Martedì, 25 maggio 2010 @07:31

"Le persone gentili sono le più pericolose. Minano l’edificio, intaccano la fortezza, una parola ancora e Mathilde sarebbe scoppiata a piangere."
(Delphine de Vigan)
Abbiamo dunque così tanta fame di gentilezza? Ma basta così poco: una parola carezzevole, un complimento, un sorriso, anche e soprattutto a chi non conosciamo. Basta così poco, significa così tanto.

La frase di oggi è tratta da "Le ore sotterranee", Mondadori, il nuovo romanzo di Delphine de Vigan: che proprio oggi la scrittrice francese presenterà a Roma, al Festival Letterature, Basilica di Massenzio. (Presto metterò l'intervista on line). Solo un’anteprima: il libro è ambientato a maggio, a Parigi; la storia di un uomo e una donna segnati dall’amore e dalla vita che si incrociano e si sfiorano tra binari della RER, la ferrovia urbana parigina, e la metropolitana… Da qui il titolo: ore sotterranee, appunto. (E peccato che in metropolitana a Parigi non ci sia il nostro City! Li avrebbe ispirati e guidati?).

7 commenti

LISA | Mercoledì, 26 maggio 2010 @08:14

Per ANNALISA FARMACISTA: viva i ruggiti degli agnelli.

Giusy | Martedì, 25 maggio 2010 @17:56

In bocca al lupo Annalisa, facci sapere com'è andata! Ma questo è un mondo di lupi e gli agnelli dovrebbero imparare, se non a ululare, a ruggire. Mi piace immaginare il ruggito di uin agnello, forse spaventerebbe più di quello del leone o della leonessa..

Lila | Martedì, 25 maggio 2010 @16:57

Per Annalisa: io tiferò per te.

Lele | Martedì, 25 maggio 2010 @16:03

Per Annalisa
dagli una lezione, fallo nero! In bocca al lupo

Annalisa farmacista | Martedì, 25 maggio 2010 @14:39

Ciao cari frequentatori del blog e ciao a Lisa! Non scrivo, ma leggo, perchè sono impegnata. Studio e lavoro. già non mi bastavano due lavori (laboratorio di biochimica e farmacista). Adesso devo/voglio studiare per un concorso da ricercatore (l'ultima chance per un posto a tempo indeterminato) di cui però temo di conoscere già l'esito. Il vincitore dovrebbe essere un ragazzo tanto "gentile". Appunto. Ma sotto sotto un gradissimo ruffiano. Ma io sono testarda e voglio provarci anche perchè io sono molto più titolata di lui e voglio vedere con che coraggio mi diranno di farmi da parte.
Sono sempre alle prese con l'amica che appunto si chiede all'interno del suo matrimonio "ma io che ci faccio qui?". E' triste e io lo sono per lei perchè soffre e in fondo sapevo che sarebbe andata così.

Uguale a lei | Martedì, 25 maggio 2010 @12:33

Sono Lila.

Uguale a lei | Martedì, 25 maggio 2010 @12:33

E' la traduzione in italiano della canzone She cantata da Elvis Costello e cantata in modo magistrale dalla Pausini. Eccone una parte: "lei regala i suoi sorrisi senza mai svelare al mondo quando non ne ha privando il suo dolore libertà, lei forse è l'amore che non ha pietà che ti arricchisce con la povertà, di un gesto semplice che eternità, lei la tua ragione il tuo perché, il centro del tuo vivere, la luce di un mattino che non perderai, lei lo specchio dove tornerai, dove ti riconoscerai, semplicemente come sei, esattamente come lei". Credo non sempre sia facile ma avete mai disarmato qualcuno con un sorriso? Io si e devo dire che quando ci riesco sono proprio contenta così come sto bene quando incontro la gente e dico buongiorno, è un gesto di educazione ma può anche essere importante per le persone. Buona giornata a tutte/i ed un soffio particolare a Cam.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.