Lisa Corva

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Che fare, di questa nostalgia.

Giovedì, 8 luglio 2010 @08:23

"Avesse corpo la nostalgia per poterla spingere fuori dalla finestra".
(Odisseas Elitis)
Avesse corpo la nostalgia, per potersene liberare. Vorrei, anzi voglio, togliere la polvere dalla mia vita, buttare e regalare quello che non mi serve, smettere di guardare dentro l’armadio del passato, aprire le finestre: il mondo è fuori.

(La frase del poeta greco Elitis è tratta da "Odisseas Elitis, "Un europeo per metà", Donzelli)

12 commenti

Marta | Venerdì, 9 luglio 2010 @13:39

Nel blog del 2009 qualcuno ha lasciato un post molto bello sulla nostalgia e sul ritorno. Diceva più o meno che le che cose che ci accadono rimangono dentro di noi per sempre ma che nella nostra memoria possiamo decidere se riprendere in mano un ricordo di tanto iin tanto o archiviarlo definitivamente. E ciò veniva paragonato ad uno spartiacque tra un vita e un'altra. Mi ricordo che mi colpì.

Lila | Venerdì, 9 luglio 2010 @08:56

Grazie, Lisa, per avermi riportato alla mente la poesia del 2 settembre.

Lila | Venerdì, 9 luglio 2010 @08:55

Un abbraccio anche a te Simona.

LISA | Venerdì, 9 luglio 2010 @08:00

Per SIMONA PASIONARIA: Daria Bignardi è molto sensibile a tutto quello che riguarda Fivet e Aspiranti Madri, tanto che aveva invitato L'autrice al debutto e il Libro Rosa (con Emma al debutto!) in trasmissione... Ricordi, tu che sei la Fan N° 1? E, coincidenza, ho appena cominciato a leggere "Un giorno" di David Nicholls (Neri Pozza): besteller romantico contemporaneo, pare, tanto che sta per diventare un film com Anne Hathaway. La storia comincia il 15 luglio del 1988: il giorno in cui i protagonisti si incontrano, appena finita l'università, e passano una notte insieme. E poi? Poi si lasciano, si ritrovano, si rivedono, e noi li seguiamo per vent’anni e quasi 500 pagine, dal 1988 ad oggi, spiandoli sempre lo stesso giorno, il 15 luglio. Ed Emma, l'altra Emma, per ora mi è molto simpatica.

LISA | Venerdì, 9 luglio 2010 @07:50

Per LEI E IL SUO CAFFE' AL GINSENG: bellissima la frase della Berberova, speranza come nuovo sangue.

Ho letto i vostri messaggi. E mi è risuonato dentro un altro Buongiorno, quello del 2 settembre: la nostalgia è un terreno su cui si può camminare.

"La tua nostalgia è un mare che puoi navigare,
la tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare,
perché te ne stai allora inerte e scorata
fissando il vuoto?
Verrà un mattino con un orizzonte più rosso
di tutti gli altri,
verrà un vento a porgerti la mano:
mettiti in cammino!"
(Edith Södergran)

Sì, la nostalgia ci spinge indietro. Ma è anche la bellezza di ciò che siamo stati, di ciò che abbiamo amato: ora, possiamo guardare avanti.

Lei e il suo caffè al ginseng | Giovedì, 8 luglio 2010 @23:45

Solo tu Lisa sai come fai ogni giorno a calzare le mie emozioni con le tue parole e ogni giorno è il colore, il modello e lo stile giusto.
E' finita tra me e lui, proprio in questi giorni, e oggi ho deciso di non chiudermi tra le mura dei ricordi, ma di aprire porte e finestre, fare corrente e lasciare che l'aria porti via la polvere ("momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue").

Simona/Anonimo | Giovedì, 8 luglio 2010 @20:03

Ops, non avevo inserito il mio nome.

Lele | Giovedì, 8 luglio 2010 @19:14

Una canzone di speranza va bene? IL SOLE VERRA DOMANI
CI SCOMMETTO UN DOLLARO DOMANI, BRILLERA'...

Anonimo | Giovedì, 8 luglio 2010 @12:29

Nella rubrica "barbarica" tenuta da Daria Bignardi su Vanity Fair, ho letto le sue considerazioni sul romanzo "Un giorno" di David Nicholls in cui si racconta di ovuli in freezer. Un altro tassello letterario al tema aspirantato. Autrice, ne sai qualcosa? PS La protagonista si chiama Emma, o tò, coincidenza! Un pensiero e un abbraccio forte a Lila per la perdita della persona a lei cara.

Lila | Giovedì, 8 luglio 2010 @11:41

Questo argomento mi coglie in contropiede. Sì perchè la nostalgia ci ricorda che siamo vivi, che abbiamo avuto e abbiamo ancora emozioni, uno sguardo al passato forse a volte è necessario per capire dove abbiamo sbagliato e quindi costruirci un nuovo futuro.

Cam | Giovedì, 8 luglio 2010 @09:55

@WOLAND concordo con te.

Tutti, io per primo, e soprattutto in questi giorni, abbiamo bisogno di aria fresca di ossigeno di luce e colori caldi e forti ma il profumo del passato, quel profumo che abbiamo amato e di cui è intrisa la pelle di tutto il nostro corpo, non lo possiamo proprio eliminare.

E poi cosa sarebbe il Portogallo senza FADO NOSTALGIA SAUDADE:

« Tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso» (Pino Cacucci)

Vinicius de Moraes recita cantando:

« Chega de saudade
a realidade é que sem ela
não há paz, não há beleza
É só tristeza e a melancolia
[...]
Mas se ela voltar
se ela voltar, que coisa linda,
que coisa louca
[...] »

« Basta nostalgia
la realtà è che senza di lei
non c'è pace, non c'è bellezza
tutto è tristezza e malinconia
[...]
Ma se lei ritornasse
se lei ritornasse, che cosa bella
che cosa folle
[...] »

E Chico Barque scrive:

« Saudade é arrumar o quarto
do filho que já morreu »

« La saudade è mettere in ordine la camera
del figlio già morto »

Il mondo è fuori, è vero, ma il mondo non è mai un foglio completamente bianco su cui poter annotare nuovi versi che ci accompagnano nei nostri nuovi viaggi ...

... e se la nostalgia avesse corpo vorremmo sfiorare teneramente ogni centimetro della sua pelle ... perché combattere ciò che abbiamo dentro vorrebbe dire uccidere una parte di noi stessi e forse non solo una parte.

Fatti amico ciò che pensi sia nemico e vivrai ...

woland | Giovedì, 8 luglio 2010 @08:32

Oppure ci possiamo convivere.
E' fonte inesauribile di ispirazione, felicità nella tristezza.
Pur aprendo le finestre, l'armadio del passato resta sempre pregno degli odori del mio mondo.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.