Lisa Corva

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Se mi incontrassi.

Martedì, 13 luglio 2010 @09:33

"In quel preciso istante ebbi la sensazione d’imbattermi nel mio vecchio io. Durò solo per un breve attimo, eppure era lì, la ragazzina che dieci anni prima teneva il naso appiccicato al finestrino per ammirare le mille luci della città, come fosse un sogno. Sì, era lì, dietro il finestrino dell’autobus notturno che sfrecciava nella direzione opposta".
(Ito Ogawa)
E io cosa direi, alla me stessa di dieci, venti, trent’anni fa?

(La frase di oggi è tratta dal romanzo di una giovane scrittrice giapponese, Ito Ogawa: "Il ristorante dell’amore ritrovato", Neri Pozza. Storia: la protagonista, una ragazza che fa l'aspirante cuoca e vive a Tokyo, innamoratissima di un cuoco indiano, torna a casa una sera e trova la casa vuota. Lui si è portato via tutto, e non solo i mobili: persino le pentole, persino le spezie. Ha lasciato solo il prezioso recipiente, ben nascosto, con il "nukadoko" speziato della nonna (non avevo idea neppure io di cosa fosse, e dire che adoro il sushi!). Insomma, cosa fa l'intraprendente ragazza con il cuore spezzato? Torna nel villaggio da cui se n'era andata, anni prima: da lì aveva preso l'autobus notturno "nella direzione opposta" di cui parla la frase che ho citato. E apre un minuscolo ristorante, dove decide di cucinare solo per una coppia, o un cliente, alla volta. Ma ecco: ogni cena una storia, e a ogni cena, per i suoi clienti, si sprigiona un piccolo incantesimo dei sentimenti. Magie del cibo)

4 commenti

Lila | Martedì, 13 luglio 2010 @14:36

Un forte abbraccio a Claudia (giusto Claudia meglio non disturbarle quelle due bambine).

claudia mdg | Martedì, 13 luglio 2010 @14:29

Se torno indietro di trent'anni di bambine ne vedo due: hanno i capelli lunghi sciolti sulle spalle, una li ha scuri, l'altra color miele. Indossano l'uniforme di scuola, gonna blu a pieghe, camicetta bianca e golfino blu, con i calzettoni e le scarpe da ginnastica. Stanno facendo, come tutti i giorni, la strada da scuola alla fermata dell'autobus, una strada tutta salite e scale. I libri pesano, fa caldo, ma loro non si accorgono di niente. Parlano, prese nel loro mondo immaginario di dei e eroi, costruiscono un posto solo per loro due, una bolla magica dove le cose brutte della vita non possono entrare, e non importa se nelle loro famiglie nessuno sembra accorgersi di loro, se i loro genitori litigano, se i compagni le vedono come due tipe strane. Se le potessi incontrare oggi preferirei non dire niente a quelle due bambine, mi fermerei a guardarle senza disturbarle.

Lila | Martedì, 13 luglio 2010 @14:08

Se incontrassi me una ventina di anni fa vorrei dirgli di vivere appieno la bellezza dei trenta anni e della vita in generale. Cercherei di spazzare via quelle botte di tristezza che a volte ho e proverei a sorridermi guardandomi allo specchio.

Lele | Martedì, 13 luglio 2010 @10:11

E cosa potrei mai dire a quella ragazzina tutta riccioli e con tanti sogni? Che i riccioli sono scomparsi, che i sogni non si sono avverati, che non ho sposato Piero? L'unica cosa che potrei dirle è che continuo a sognare perchè questo mi permette tutti i giorni di andare avanti e affrontare quotidianamente la cinquantenne che sono oggi! Ah Lisa, Lisa, come sempre i tuoi versi vanno direttamente in fondo al cuore. (Per dirla alla Buzz "Verso l'infinito e oltre!!!"

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.