Lisa Corva

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Rammendi.

Martedì, 20 luglio 2010 @09:43

"Oggi rammendo
l’affetto verso il mondo
il nido
il maglione bucato.
il manto dell’edera
le parole rosso sangue
il futuro il presente il passato.
voglio provare a fare la pace.
voglio provare a intenerire il creato".
(Francesca Genti)

Proprio io, che non so cucire? Ma sono capace di rammendare la mia vita: con fili morbidi ma forti, quelli della speranza e della tenerezza.

(Mi piace molto questa giovane poetessa italiana: altri suoi versi li trovate il 29 aprile, 15 aprile, 2 aprile e 24 marzo. Tutti tratte da "Poesie d’amore per ragazze kamikaze", Purple Press)

17 commenti

Lila | Giovedì, 22 luglio 2010 @14:35

Brava Micheline. Un abbraccio a Marina, Micheline e Aferdita.

Fiorenza | Martedì, 20 luglio 2010 @19:18

Aferdita, sei saggia. Anch'io non mi fiderei

LISA | Martedì, 20 luglio 2010 @18:10

MICHELINE, hai voglia di raccontarla, la storia del tuo rammendo coniugale?

micheline | Martedì, 20 luglio 2010 @17:02

grazie amiche...sono riuscita anche a raccontarlo a mio marito,lui ha ascoltato quanto io gli raccontavo e tutta la serenità che avevo nell'animo.Ci riuscirai Annetta,prima si diceva in questo blog che noi donne siamo come le piante dell'erica che resistiamo alle intemperie della vita,benvenuta tra le donne erica.Sabrina già 6 anni fa andai dal farmacista,mandata dalla dietista,per comprare la somatoline,siccome il farmacista è un amico, non mi diede il prodotto perchè disse faceva male ai reni.Un abbraccio a Jad.

annetta | Martedì, 20 luglio 2010 @16:28

grazie lisa per questo pensiero, è proprio quello che ci vuole per me in questo periodo. devo rammendare la mia anima sdrucita da un affetto sbagliato... il rammendo è un lavoro di precisione e pazienza ... e per bene che tu lo faccia la traccia dello strappo resta sempre. Spero solamente che qualcuno mi aiuti presto a ricoprirla con un bel ricamo :-))

aferdita | Martedì, 20 luglio 2010 @15:27

E bello il mestiere di cucire e rammendare anche se ci vuole tanta pazienza che ormai non ce lo piu. Ma usarla nella vita e tutto un altra cosa. Sono dolce e accomodante e trovo sempre le parole giuste, ma purtroppo divento una belva quando vengo accusata ingiustamente. Non riesco facilmente fare pace, e come se diventassi impermeabile e mi chiudo in me stesa. Soffro perché fa male ,molto male quando si tratta delle persone care, ma e più forte di me.
Per Michelin. Io al posto tuo non mi fiderei piu di tanto, anche se il tuo è un bel gran gesto.

Sabrina | Martedì, 20 luglio 2010 @14:50

Scrivo per dire una cosa che non c'entra niente ma che potrebbe interessare le donne sul blog: non usate la somatoline, contiene ormoni tiroidei e ci sono persone che si sono ammalate dopo sole tre settimane di trattamento. Io l'ho usata per una settimana, poi l'estetista mi ha detto di lasciar perdere per questa ragione e ho trovato anche riscontro sul web(leggete le testimonianze in fondo alla pagina): http://www.vivialmeglio.it/vivere-sani/14-somatoline-funziona-davvero Bacioni!

LadyLindy | Martedì, 20 luglio 2010 @14:22

stando attente a non forarsi. Sennò fa molto male...
http://vitainpillole.wordpress.com/

lele | Martedì, 20 luglio 2010 @14:09

io ho mangiato una T! No worry...be happy!!!!

giusy | Martedì, 20 luglio 2010 @14:06

E va bene, mi sono mangiata una "c" perdonate? forse non ve ne siete accorte!

giusy | Martedì, 20 luglio 2010 @14:00

Rammendo e cucito, lavori di filo e ago. Conta solo l'abilità nell'eseguirli..però il rattoppo lo riconosciamo solo noi che abbiamo saputo farlo e lo vediamo dal rovescio della stoffa o del maglione. Ha ragione chi ha ringraziato Lisa per gli spunti di riflessione : i ciotoli scelti con cura e lanciati nell'acqua dello stagno formano tanti cerchi concentrici. Uffa, che caldo qui a Roma!

Marina | Martedì, 20 luglio 2010 @13:48

Hai rammendato bene Micheline, con intelligenza e sensibilita' e sarai ripagata dalla vita, intanto questa visita gia' e' un anticipo, il filo che hai usato e' forte, ma soprattutto la tela e' di quelle che reggono anni e anni...

hope | Martedì, 20 luglio 2010 @13:38

sei una grande donna micheline! Brava! E' un segno di grande intelligenza e civiltà! :-)

micheline | Martedì, 20 luglio 2010 @12:53

io me la cavo nel cucito,nel rammendo,sia con le stoffe che con la vita..purtroppo il rammendo se non è fatto bene si lacera in più punti,il cucito se non è fatto con un filo forte si scuce.Passato e presente rammendo,toppa?oggi si è presentata la donna per la quale mio marito 6 anni fa voleva lasciarmi e che è stata la causa dei miei dolori in tutti questi anni...voleva salutarmi e sapere come stavo.Sembravamo due amiche che non si vedono da tanti anni..forse ho rattoppato per bene?

Lila | Martedì, 20 luglio 2010 @11:38

Anche io non sono al massimo come cucitrice ma devo dire di essere contenta per come sono riuscita a cucire il mio angolo di libertà, la mia vita e tutte le cose belle che giorno dopo giorno mi vengono proposte. Mi piace l'idea di cucire l'affetto, l'amore verso il mondo.

angelo r | Martedì, 20 luglio 2010 @11:01

è una bella immagine questa che ci dai ;-) anche se penso che ci sono alcuni "strappi" tra presente e passato che è meglio non cucire.
(grazie x questi spunti di riflessioni che ci proponi)

Lele | Martedì, 20 luglio 2010 @10:18

Ho rammendato la mia vita faticosamente perchè anch'io non so cucire! Adesso mi sembra un pachwork, mille colori, mille sfumature, mille incertezze, ma è la Mia vita e fare un pachwork non è cosa da poco. Bacini e buona giornata a tutti

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.