Lisa Corva

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Una passeggiata sulla High Line.

Venerdì, 30 luglio 2010 @08:31

No, non sono a New York. Ma visto che qualcuna di voi sta partendo per Manhattan, ecco un articolo che ho scritto tempo fa per Grazia: su uno dei miei posti del cuore, la High Line (anche se continuo a preferire Piazza Unità a Trieste, sarà perché c’è il mare?).

Dimenticate la Quinta Avenue. E Central Park. Il nuovo cuore di New York – il cuore più trendy, più design, ma anche più poetico – batte sulla High Line. Un cuore aereo: è la nuovissima "passeggiata sopraelevata" di cui i newyorkesi si sono subito innamorati. Un progetto ambizioso e semplice insieme: ridare vita alla vecchia ferrovia industriale costruita negli anni Trenta, a 10 metri da terra. E trasformarla, appunto, in una passeggiata: con tanto di sdraio in teak, fiori e piante apparentemente selvagge (ma in realtà curatissime) sui vecchi binari, e vista sull’Hudson… Non un parco, ma un lungo rettilineo dove darsi appuntamento, sedersi a leggere un libro, scrivere, ascoltare musica con l’iPod, organizzare un pic-nic, e dedicarsi al people-watching. O, ancora meglio, fare tutte queste cose insieme.
Non a caso, subito dopo il grande opening (a giugno di un anno fa) è arrivato l’imprimatur di Bill Cunningham. Il mitico fotoreporter fashion, che ogni domenica racconta sul New York Times i nuovi look della città, ha dedicato alla High Line un’intera puntata del suo "On the street". Perché, in fondo, è una passerella di moda metropolitana: e anch’io, quando ci sono stata, non ho potuto fare a meno di ammirare le ragazze con vertiginose scarpe architettoniche, proprio quelle che di solito non si incontrano al parco.
Ma la High Line non è (solo) una passeggiata aerea o un osservatorio fashion. Sotto le arcate, la città cambia forma e ritmo; si aprono boutique, ristoranti, caffè. Qui c’è il quartier generale di Diane von Furstenberg, con una galleria d’arte (e qui la vostra giornalista glam cheap è stata invitata a una festa, per la Fashion Week newyorchese!). Qui ci sono le vetrine di Stella McCartney, Louboutin… E il Chelsea Market, il vecchio mercato di frutta e verdura, che ora accoglie ristorantini e micro-negozi, compresa una libreria in cui rifugiarsi quando piove. Qui Balasz, re degli hotel trendy americani (è suo Chateau Marmont a Los Angeles), ha aperto The Standard, 337 stanze e un piccolo scandalo: perché i clienti "dimenticavano" di tirare le tende, offrendo inaspettati spettacoli osé a chi passeggiava sotto. Vero? Falso? Per non sbagliare limitatevi ad andarci a pranzo: lo Standard è uno dei migliori ristoranti in zona.
Dietro questo progetto visionario, chi c’è? Il comune di New York, certo. Un gruppo di mecenati privati, tra cui Diane von Furstenberg. Ma soprattutto una donna: l’architetto Elizabeth Diller, dello studio Diller Scofidio+Renfro. Fu lei a firmare, per l’Expo.02 in Svizzera, lo straordinario "Le nuage": una struttura di metallo sul lago di Neuchâtel, a cui si arrivava con una passerella, con più di 30mila augelli che spruzzavano e vaporizzavano l’acqua lacustre, creando una specie di effetto nebbia. Per cui l’impressione era proprio quella di entrare dentro una "nuvola mobile"… In cima, l’Angel Bar, con acque minerali da tutto il mondo. La nuvola-capolavoro era purtroppo solo un’installazione, non esiste più: ma io ricordo ancora l’emozione che ho provato entrandoci. E in fondo, che cos’è la High Line se non il sogno di una nuvola a New York?

Per le fortunate che stanno andando a NYC adesso:
La High Line è nel West Side; attraversa il Meatpacking District, West Chelsea e Clinton/Hell’s Kitchen. Si sale grazie a scale o ascensori, per ora in cinque punti. A fine lavori, sarà lunga 2 chilometri e mezzo. Il sito è: www.thehighline.org/ e raccoglie anche foto degli entusiasti frequentatori.

4 commenti

Pensieri | Sabato, 7 agosto 2010 @10:29

quanto vorrei andare a NY... prima o poi ci devo andare!

Lila | Venerdì, 30 luglio 2010 @13:39

Non ho ancora guardato il link anche perché non so in che anno potrò andare a visitare la Grande Mela ma intanto cara Lisa voglio augurarti buone ferie e naturalmente auguro a tutte/i i lettori del salotto che possano godersi questo periodo di riposo.

Andy | Venerdì, 30 luglio 2010 @12:03

Da quando leggo il tuo blog si è risvegliata in me la voglia di scrivere. Sì, perché da "piccola" scrivevo tanto: poesie, racconti, avevo cominciato anche una sorta di libro. Poi ho mollato...un po' per mancanza di tempo, un po' perché mi sono distratta con altre cose. Però voglio ricominciare. Voglio provarci, partecipare a dei concorsi (anni fa mi avevano pubblicato delle poesie e dei racconti, certo su riviste e giornalini locali), scrivere su tutto e su tutti. Tanto cosa mi costa?
Quindi devo ringraziare anche te per aver ridato voce alla mia passione.

FORTUNATISSIMA LELE | Venerdì, 30 luglio 2010 @10:45

Ricevuto! Non vedo l'ora! Grazie di tutto. Bacissimissimi e buone vacanze.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.