Lisa Corva

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Una storia con del pizzo dentro.

Sabato, 23 ottobre 2010 @10:42

Forse è il caso di riscoprire il potere del pizzo. Ce lo dice, anzi ce lo ordina, una storia vera che ha del magico dentro. Come tutte le storie, del resto, che intrecciano ricami e trine. Protagonisti: un abito da sera di vaporoso rosa con del pizzo antico sulla scollatura; la donna che lo indossa; il dipinto che la ritrae; il pittore che la dipinse. E un appartamento in pieno centro a Parigi, rimasto abbandonato e chiuso a chiave per settant’anni. Poi? Poi la nipote della donna dall’abito rosa muore, ultranovantenne, nel Sud della Francia dove si era ritirata; l’appartamento viene riaperto; e tra polvere, mobili antichi, e lettere legate con i nastri (ah, che tempi, quelli pre e-mail), eccolo lì, quasi abbandonato in un angolo, il grande meraviglioso dipinto, con quel pizzo che occhieggia dalla scollatura. Un dipinto che vale una fortuna: per la precisione, è stato appena venduto all’asta per 2,1 milioni di euro (e lo potete vedere qui: http://www.digitaljournal.com/image/77435 ). L’autore è Giovanni Boldini, pittore modaiolo dell’epoca (parliamo degli ultimi anni dell’Ottocento), nato in Italia, ma che fece fortuna a Parigi. Lei è Marthe de Florian, che quando venne ritratta dall’artista con occhi innamorati (nell’appartamento sono stati ritrovati anche dei suoi "billets doux", gli antenati degli sms), aveva 24 anni. Ma, visto che adesso siamo in epoca web, Marthe ha fatto il giro del mondo on line; e, visto che a tutti piace credere alle favole, soprattutto se hanno del pizzo dentro, la storia è rimbalzata di sito in sito, per finire sullo snobbissimo e iper-cinico The Huffington Post. Morale? Possiamo dire grazie a Marthe e indossare subito qualcosa con del pizzo dentro, che ci faccia sentire amate e desiderate, in una nuvola rosa.
Per fortuna quest’anno la moda ci ha pensato. E, siccome non sappiamo dire di no a scarpe e borse, propone stivaletti da "demi-mondaine" che vanno bene per le strade di Parigi, ma anche per quelle di Manhattan: sono firmati da Dior, e hanno un tacco a stiletto che sarebbe di sicuro piaciuto alla vaporosa Marthe. Così come le decolleté Caovilla, che aggiungono ai ricami delle perle. Di pizzo è anche la mini-clutch, che si può portare a contrasto con i jeans; trine di plastica persino sugli occhiali. Volete osare di più? Allora scegliete un abito, o una minigonna. E sotto? Che domande: lingerie di pizzo; nero, of course. Troppo? Ma no. Sarah Jessica Parker se la cava abbinando alla gonna merlettata un chiodo di pelle, tanto per dire che sì, ci crediamo ma siamo comunque ragazze metropolitane.
E poi, con la benedizione di Marthe, speriamo di incontrare anche noi, se non un pittore ultrafamoso, almeno un uomo innamorato che ci scatti una foto con il suo tecno-cellulare.

(Tronchetti con il pizzo? Grazie, no. L’unica cosa che penso di indossare, dopo aver scritto questo articolo per Grazia, è una camicia a mezze maniche di pizzo blu, coi bottoncini bianchi di quasi madreperla, dismessa da chissà quale nonna o zia, regalo, anni fa, di un’amica. A volte il vintage si trova semplicemente nei fondi di armadi altrui. E in tempi di eurostress, non è male)

E visto che siamo in tema fashion: cos'ha deciso Mammapapera in dubbio sulle calze da mettere con le francesine? E Annalisa farmacista, cos'ha abbinato agli stivaletti color lavanda, un microabito? E Grazia indecisa se mettersi i leggings a 50 anni? Raccontate!

16 commenti

LISA | Martedì, 26 ottobre 2010 @16:14

Ma GIUSY, era una battuta... E se esistesse davvero un'archeologia della moda, bè, sono l'archeologa numero uno.

Giusy | Martedì, 26 ottobre 2010 @14:38

E va bene, apostrofi scambiati per accenti. Sorry

Giusy | Martedì, 26 ottobre 2010 @14:35

Sì, Lisa, hai ragione. I miei commenti sono reperti archeologici. Troppo anziana per intervenire nel mondo delle giovani donne. Cio' non toglie che continuero' a leggerti con piacere!

Farfalla | Domenica, 24 ottobre 2010 @20:51

sono andata a guardare il bellissimo ritratto della nobildonna Florio. Si parla di una collana lunga ben sette metri. Ma se la matematica non è un'opinione, , quanto sarà stata alta la signora, per poter indossare con disinvoltura quel gioiello smisurato senza avvolgerlo più volte al collo?
Regalo-punizione?

Farfalla | Domenica, 24 ottobre 2010 @18:42

quante cose mascherate sotto un aspetto un po' frivolo mi fai scoprire, Autrice! Pizzi e merletti ma non solo.

LISA | Domenica, 24 ottobre 2010 @18:31

MALU 63: ahimé, devo darti una delusione. Quello tra Boldini e la giovane Marthe non fu, temo, un grande amore, ma più probabilmente un flirt, accompagnato appunto da qualche "billets doux" (che, essendo bigliettini di carta, ci sono arrivati, a differenza degli sms che oggi vengono ingoiati per sempre dai telefonini). La bella Marthe era infatti un'attrice e una di quelle belle, intraprendenti, sfacciate ragazze che all'epoca, nella Parigi di fine Ottocento, si chiamavano "demi-mondaines"; non come le escort attuali, per carità, ma ragazze che appunto vivevano nel "demi-monde", ai margini del bel mondo aristocratico. In genere amanti di qualcuno di ricco e famoso (come Marthe che era l'amante di un politico); belle, certo, ma non solo; brillanti, vivaci, colte. Un po' le antenate di Sex and the City. Boldini, dal canto suo, visse per anni con una delle sue modelle, Berthe; la lasciò per la contessa Gabrielle de Rasty. Che dire? Era la Belle Epoque...
Era la Belle Epoque anche in Italia, e Boldini ritrasse la siciliana Franca Florio, una delle più belle donne di quegli anni, con una collana di perle lunga sette metri, uno dei tanti regali fatti dal marito traditore (ogni tradimento, un regalo; altri anni e altri matrimoni, mie care lettrici). Marito traditore ma ciò nonostante geloso: quando il ritratto fu pronto, il fedifrago fece una scenata, perché la scollatura era troppo scollata, e Boldini dovette ritoccare il quadro. Oggi, figurati, magari lei per vendicarsi si farebbe fotografare nuda su "Chi", nuda con la collana di perle lunga sette metri, of course. Intanto guardala qui: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Boldini_-_Franca_Florio.jpg

LISA | Domenica, 24 ottobre 2010 @18:08

MARIANNA: io stessa non saprei distinguere il pizzo Valencienne dal macramé di cui parla GIUSY. Archeologia della moda.

LISA | Domenica, 24 ottobre 2010 @18:03

GRAZIA: la maglia di pizzo con i jeans mi sembra perfetta. Come 50 reloaded non c'è male!

Simona | Domenica, 24 ottobre 2010 @18:00

Questo articolo mi è piaciuto moltissimo perchè parte da una situazione da romanzo e la fa arrivare dritta dritta ai giorni nostri: ne sai proprio una più del diavolo, cara Autrice. In pizzo ho due capi: il primo è la stola in pizzo rosa che ho indossato sull'abito in mikado di seta avorio del mio matrimonio; il secondo è una camicetta del 1991 di Martino Midali in pizzo beige corta e ampia indossata al vernisage di una mia cara amica. Non la indosso più, ma non ho il coraggio di buttarla via. Felice autunno a tutte/i.

malu63 | Domenica, 24 ottobre 2010 @16:03

non ho resistito e dovevo vedere questo dipinto, e l'impressione che ho avuto e che è un dipinto molto elegante e romantico una donna avvolta da una nuvola rosa, dove resterà per sempre immortalata dall'uomo che la ama, anche se dimostra di più dei suoi 24 anni mi sarebbe piaciuto vedere il suo volto ed invece di vederlo di profilo lo avrei immagginato con un gran sorriso e gli occhi illuminati dall'amore per l'uomo per cui posava. Possiamo definirla pink a tutti gli effetti. Buona domenica

Marianna | Sabato, 23 ottobre 2010 @22:28

Giovanni Boldini sarà stato un pittore modaiolo ma il suo tocco di pennello è stato davvero magico. I suoi ritratti sono incantevoli. Le trine del passato, erano davvero preziose, erano il frutto di abilità, lavoro, lavoro, pazienza e inventiva, Quelle di oggi? Made in China ( o a Prato) e il filato: Sintetico. cosa mai potranno raccontarmi? Solo squallide storie. Però, >Grazie Lisa il tuo blog trovato attraverso City è molto stimolante, mi porta lontano... perdona i puntini di sospensione, so bene che non ti piacciono....sono dispettosa! E come te, amo molto, molto la mia privacy

Grazia | Sabato, 23 ottobre 2010 @21:25

Ciao,
Ai leggings ho rinunciato e i vestiti li porterò con i miei nuovi stivali neri, classici tacco basso un pò tipo cavallerizza. Sono invece tentata da una maglia di pizzo da portare con un lungo cardigan e magari un jeans scuro gamba sottile e ballerina. Che ne dici?

Sofia | Sabato, 23 ottobre 2010 @15:05

Giorni fa ho comprato una maglietta. Nera. Ha una profonda scollatura sulla schiena, in pizzo. Lo amo. Il mio carattere non mi permette di 'osare' molto, ma desideravo avere almeno un capo in pizzo. Magari non lo metterò mai, ma il mio armadio ne sentiva la mancanza. Ed ora che ce l'ho, spero di avere anch'io una ''storia con del pizzo dentro.'' Ciao Lisa!

Giusy | Sabato, 23 ottobre 2010 @15:00

E aggiungo: la mia bella zia si era sposata con un ufficiale, altrettanto bello, grandi occhi azzurri e sognanti (a giudicare dalle foto), fu un giovanissimo aviatore nella I Guerra mondiale. Il prosieguo dell'unione è stato molto, molto doloroso...

mari | Sabato, 23 ottobre 2010 @14:54

mi piace e mi piace. Sì al pizzo (nn in senso mafioso..)sì agli intrecci e i ricami, che sanno si cose complicate, di tempi lunghi e di seduzione, che, senza essere riduttivamente il solo mezzo di scalate al successo, è l'arma senza tempo delle relazioni: fra il lo scrittore e il suo lettore, fra un professore e i suoi alunni, fra donne uomini.
W il pizzo, w la seduzione, w Lisa che ci seduce intrecciando moda poesia cucina e società!

Giusy | Sabato, 23 ottobre 2010 @14:50

Pizzo Valencienne o macramé? Uno splendido abito della mia nonna materna l'ho visto solo appeso a un portàbiti. Era di pizzo, nero,, con sottoabito grigio scuro, di seta. Lo aveva indossato in occasione del matrimonio di una delle mie zie, all'incirca , nel 1926, anno più anno meno. Ricordo le maniche trasparenti e il fondo della gonna, con profonde smerlature. Vado a spanne con la memoria: è passato alla mia amatissima cugina che non c'è più e non so che fine abbia fatto l'abito.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.