Lisa Corva

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Il pomeriggio distratto si vestiva di freddo.

Lunedì, 25 ottobre 2010 @08:09

"Il pomeriggio distratto
si vestiva di freddo.
Dietro i vetri offuscati
i bambini, tutti insieme,
vedono un albero giallo
tramutarsi in uccello.
Il pomeriggio si stende
sulle rive del fiume.
E un rossore di mela
si dondola sui tetti."

(Federico García Lorca)

Autunno, quanti pomeriggi distratti che si vestono di freddo; quanti alberi si vestono di giallo. D’autunno.

Grazie a Cesare, il bambino di una mia carissima amica (per la precisione la mia compagna di banco del liceo), che nei giorni passati, a Milano, mi ha recitato questa poesia, appena imparata a scuola. Grazie a Pablo, che mi ha cercato la versione originale: si intitola "Paisaje" e fa parte delle "Canciones" di Lorca.
E grazie a tutte le maestre che, per fortuna, insistono ancora nel far imparare poesie a memoria ai bambini.


La tarde equivocada
se vistió de frío.

Detrás de los cristales
turbios, todos los niños
ven convertirse en pájaros
un árbol amarillo.

La tarde está tendida
a lo largo del río.
Y un rubor de manzana
tiembla en los tejadillos.

21 commenti

Giusy.. d'antan | Giovedì, 28 ottobre 2010 @13:51

Pardon, traduttrice!

adriano | Giovedì, 28 ottobre 2010 @13:30

ho sempre odiato dover studiare a memoria le poesie.
odio le maestre che lo fanno fare

Giusy | Giovedì, 28 ottobre 2010 @13:22

Traduttore ineccepibile!

LISA | Giovedì, 28 ottobre 2010 @08:34

LEO, qui sul blog indico sempre il libro da cui ho sforbiciato i versi o la frase del giorno (solo sul blog, perché su City non c'è abbastanza spazio). E lo faccio proprio perché spero che ai lettori e alle lettrici venga voglia di tenersi il libro sul comodino. Con qualche piccola eccezione, come i versi di Lorca di oggi (ma Cesare mi ha troppo conquistata! Spero chieda alla sua maestra), cui però ho affiancato i versi originali, grazie a Pablo. Quanto al traduttore, hai ragione, bisognerebbe sempre indicarlo; soprattutto se, come nel caso del Nobel per la Pace, il colpevole traduttore, e per di più non dal cinese ma dall'inglese, sono io!

Leo M. | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @23:15

Cara Lisa - ti leggo quasi tutte le mattine sul 'City', che a dispetto di essere gratuito, per noi utenti, tende rapido a diventare il più bel giornale italiano_

Sapresti mica di chi è la traduzione - cioè, nell'edizione dove Cesare l'ha imparata, chi sarebbe il traduttore?

Personalmente, credo che se nelle tue citazioni, a parte l'autore, indicassi l'origine del brano e magari il traduttore, l'informazione sarebbe più completa e per noi sarebbe più facile ricercarsi le opere intere_

Grazie_

LISA | Martedì, 26 ottobre 2010 @09:47

URSENNA: di Granada ricordo il Paseo de los Tristes, per il nome che sembra una poesia; ma soprattutto il delizioso "ajo blanco", una zuppa fredda a base di briciole di pane, aglio, mandorle. Slurp.

LISA | Martedì, 26 ottobre 2010 @08:48

Ciao a CESARE, forse il più piccolo lettore del blog. Fammi sapere quali altre poesie imparerai!

LISA | Martedì, 26 ottobre 2010 @08:46

ANNALISA FARMACISTA: wow, shopping radioattivo!

Cesare Bosi | Lunedì, 25 ottobre 2010 @20:46

Cara lisa, grazie alla mia maestra ho imparato questa bellissima poesia.
E grazie a te l'ho potuta leggere questa sera sul giornale.
A presto,
Cesare

maria | Lunedì, 25 ottobre 2010 @20:40

PER URSENNA: Ursenna detta Sena, che nome! Bellissimo.
E Granada è la mia città preferita, e Lorca il primo poeta che ho amato (me lo leggeva papà, la sera, e io mi addormentavo commossa).

Fiorenza | Lunedì, 25 ottobre 2010 @20:37

Giuseppe! ma chi è shopemhahuer? io ne conosco un altro con simile assonanza, forse mi è sfuggito qualcosa.

Peniseri | Lunedì, 25 ottobre 2010 @19:55

bella davvero!

non ho capito bene dove Pablo dice che dovrebbero andare le traduzioni (più esatte a quanto dice, tanto io lo spagnolo non lo conosco!)che ha rilevato lui.. che come termini mi suonano meglio, danno una sfumatura diversa effettivamente! Gli adattamenti non non sono quasi mai fatti come si deve.. vabbè, era una lamentela di una maniaca della perfezione :P

Simona | Lunedì, 25 ottobre 2010 @19:30

Vi prego, non datemi le mimosate: nonostante insegni italiano da una decina d'anni, non sono una maestra che ama le poesie e quindi ne ha insegnate poche, giusto per rispettare i programmi. Cmq ammiro molto le colleghe che a differenza mia passano ai bambini l'amore per la poesia. Io, sinceramente, preferisco che imparino bene ad usare i tempi verbali e l'ortografia e altro, ma la poesia .... faccio fatica .... non picchiatemi però.

giuseppe | Lunedì, 25 ottobre 2010 @19:30

ilblog non ècancellato
ma non incolla piùle email
per me èvitale scrivere
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com

goiseppe | Lunedì, 25 ottobre 2010 @19:27

Ogg: stelline alla deriva e intelligenza artificiale.
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com
IMPORTANTE
oltre alla performance dei barattoli di coca cola (definita azione
anarco futurista)ho anche messo due stelline rosse nella fontana di
piazza medaglia d'oro.
Per shopehmahuer solo una coscienza ingenua potrebbe vedere nei
barattoli di coca cole dei barattoli ma in una prospettiva estetica
i
barattoli potrebbero essere delle idee degli archetipi....
che dire?il buon shopenahuer semplifica troppo allegramente il
rapporto oggetto soggetto della rivoluzione copernicana.
inoltre nella filosofia contemporanea si assiste a una sorta di
riscatto dell'oggetto .pensiamo a un robot parlante o perfino
pensante.
Potrebbe perfino chiedere un reddito minimo e fare sciopero -cosa
già
fatto notare da scrittori attenti.Ma ricordo che questo blog www.
giuseppecesaropoeta.splinder.com
unico nel suo genere è un blog poetico-e mi ha sorpreso trovare le
stelline rosse buttate nella vasca vicine.
ho anche sistemato la mia stanza alla cittadella dell'arte di Capua.
I
visitatori entrando avvertivano curiosità ma anche smarrimento dato
il
disordine.in effetti anche con disegni sui muri è possibile
avvertire
presenze nascoste-ed insieme si può parlare criticamente di
rispecchiamenti dell'io.

Alla Cittadella ci dovrebbero essere anche una mostra su anna
magnani
da parti di cultori del cinema.
Arte contemporanea e cinema è un ottimo connubio.Se qualcuno
avvertisse la sensibilità e l'intelligenza di togliere il poeta e
artista dal suo disagio...
sarebbe una prova di civiltà e intelligenza.ma gli uomini purtropoo
non sono robot.chi vuole visitare la stanza me lo può mandare a
dire.
ovviamente ci sono anche altre stanze di artisti da visitare:
Alfredo
Cordova,Luigi Guarino,Carmela Infante ,Anna Pozzuoli ecc

vi prego dinon cancellare provvisariamente tale messaggio
forse hannobloccato l'accesso almio bloq www.giuseppecesaropoeta.splinder.com
per un articolo azione anarco futurista.

Ursenna | Lunedì, 25 ottobre 2010 @19:01

Appena tornata da Granada, che meraviglioso buongiorno, carico dell'autunno nei giardini della Alhambra, carico dei colori dei ricordi.
Coraggio Annalisa (però l'estate.....)

malu63 | Lunedì, 25 ottobre 2010 @18:43

Annalisa tantissimi auguri di pronta guarigione, essere radioattiva certo che suona propio strano sai? nn avrai mica l'alone azzurino intorno come una vecchia pubblicità, scherzo naturalmente comunque da quello che ci hai raccontanto ti sei consolata alla grande scopping sfrenato e hai fatto benissimo aiuta in tutti i casi, auguri per il tuo anniversario. Molto bella questa poesia, in lingua originale poi aquista ancora di più il suo fascino, purtoppo io nn amo questa stagione, si mi piaccono i suoi colori ma la vivo con molta tristezza perchè mi fà pensare che ho lasciato la stagione che amo di più l'estate, le bellissime giornate di sole e dovrò aspettare 1 anno intero prima di riaverle. Ho guardato la galleria delle opere di Boldini mi piace molto il suo modo di ritrarre le donne nei suoi quadri esprime i colori e la bellezza di ognuna, peccato che nn era innamorato di Marhe ma credo sia stato un flert molto appasionato Lisa

Andrada | Lunedì, 25 ottobre 2010 @13:53

Ho appena finito un libro di poesie di García Lorca. Cioè devo ammettere che non le ho lette proprio tutte tutte, ma quasi. Bellissima anche questa, così come lo sono la maggior parte.
Ecco una che mi piace particolarmente, anche se non è autunnale:

"Se morisse l'alfabeto,
morirebbe ogni cosa.
Le parole sono le ali.

La vita intera
dipende
da quattro lettere."

Si intitola "Capriola" e fa parte della raccolta "Capricci".

Buon autunno a tutti/-e!

Giusy | Lunedì, 25 ottobre 2010 @12:34

Stamattina, colazione accompagnata da un profumato mazzo di fiori (giustificato), poi il Buon Giorno di Lisa sotto forma di Garcìa Lorca - e scusate l'accento grave - uno dei miei poeti preferiti. Grazie, Lisa e Pablo. Corro a fare lo "struccolo de pomi" , omaggio dovuto al consorte oggi stranamente mattiniero.

Annalisa farmacista | Lunedì, 25 ottobre 2010 @12:26

Ciao Lisa e ciao a tutti! Allora riemergo alla vita sociale dopo clausura forzata causa "curieterapia dell'ipertiroidismo". Ebbene si sono radioattiva. Dopo la recidiva dell'ipertiroidismo mi hanno caldamente consigliato di prendere una decisione definitiva a questo problema, ovvero togliere la tiroide. Date le dimensione modeste della tiroide stessa, della mia persona e l'assenza di noduli mi hanno proposto la terapia radiometabolica. Ovvero ho dovuto bere un bicchiere d'acqua con sciolta una certa quantità di Iodio 131, che captato dalla tiroide, la distrugge. Unico effetto è che per i cinque giorni successivi ho dovuto limitare al minimo la vita sociale. Niente lavoro, poco shopping (ma in quel poco tempo mi sono letteralmente scatenata!) e più che altro divano, te e libri. Oggi pur essendo ancora un po' radioattiva posso tornare alla vita sociale, con qualche precauzione per lo più casalinga, tipo devo dormire da sola per due settimane. Vabbè. Allora shopping sfrenato: comprate ben tre nuove paia di scarpe (due polacchini uno nero e l'altro bicolore blu e marrone, un paio di ballerine nere di vernice che servono sempre, un paio di pantaloni neri con zip alla caviglia, un maglioncino nero che serve sempre e uno verde scuro che anche quello serve, una borsa blu da abbinare ai sopracitati polacchini, calze nere coprenti da mettere sotto le gonne con le ballerine, gonna patchwork - si dice così? - che con le ballerine sta benissimo, trench blu che nel guardaroba non può mancare, dolcevita nero a maniche corte) E' rimasto insoluto il dilemma degli stivali lilla che però essendo estivi sfrutterò appieno l'anno prossimo. Pensavo al microabito e a dei microshort con calze molto coprenti. Argomento libro: ho finito il mio primo libro in inglese (che fatica) e adesso invece mi rilasso (si fa per dire) con "Fantasmi di pietra" di Mauro Corona, scrittore ertano che ha vissuto sulla sua pelle il dramma del Vajont. Aveva 13 anni quando è avvenuto il dramma. E' stato costretto ad abbandonare il paese e vivere a Pordenone. E' tornato a vivere ad Erto, dove fa l'intagliatore, scrive romanzi semplici, ma di una struggente bellezza, e arrampica nelle montagne circostanti. Cosa ho dimenticato? Ah, si. Ieri il consorte è tornato a casa dopo una trasferta di lavoro di 11 giorni e siamo riusciti in tempo a festeggiare il nostro 6°anniversario di matrimonio. E questa poesia di oggi mi ha proprio scaldato il cuore, dato che ho ricordato il pomeriggio di ieri vestito così tanto d'autunno, il pomeriggio di 6 anni fa dove raggiante col mio vestito da sposa calpestavo le foglie d'autunno e in generale questi primi freddi che mi piacciono tanto. E poi con la lavasciuga il problema dei panni che non asciugano non ce l'ho nemmeno più. Adorabile.

Pablo | Lunedì, 25 ottobre 2010 @10:13

In spagnolo la tarde è smarrita e il rossore trema, ma è sempre una poesia bellissima.
Complimenti a Cesare e alla sua maestra
baci

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.