Lisa Corva

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Notti d'amore piegate che aspettano.

Mercoledì, 27 ottobre 2010 @08:21

"Il giorno che nasce è un’immensità vuota
tu in un altrove lontano
con notti d’amore piegate che aspettano".
(Liu Xiaobo)

Ancora un mattino in cui mi sveglio senza di te; c’è solo il desiderio, e la nostalgia, che provo per te; li sento, premono contro la guancia, sul cuscino.

Liu Xiaobo, Nobel per la Pace, tuttora in una prigione in Cina. I versi di oggi sono tratti da una poesia dedicata alla moglie Liu Xia. Sempre alla moglie era dedicato il passo struggente del suo discorso tenuto in tribunale il giorno della condanna, che era il mio Buongiorno dell’11 ottobre.

23 commenti

Pensieri | Giovedì, 4 novembre 2010 @21:47

anche la mia amica (quella sul cui blog ho trovato la citazione di Liu Xiaobo) legge il tuo blog, e anche lei l'aveva trovata qui!! *_*

Lady C. | Giovedì, 28 ottobre 2010 @20:17

Condivido, condivido pienamente la riflessione di Mari

mari | Giovedì, 28 ottobre 2010 @19:25

D'accordo, cara LEI, che come me ama il caffè al ginseng, d'accordo è facile dire per me, che amo riamata, dire che l'amore 'vale' se corrisposto, ma, credime, prima di arrivare alla mia storia sì, mi son fatta bene un'idea soffrenso pene d'amore. Come tutti. Però amare senza essere corrisposti non mi sembrava amore neanche priam, magari amavo riamata persone sbagliate, e si sta male in amori problematizzati, x ché succhiano energie, provocano disagio e...il resto lo sapete tutte/i. Ma l'amore non è un'esperienza solitaria, l'amore ad un senso, senza ritorno, serve solo a far letteratura, da sempre.

anonima per prudenza | Giovedì, 28 ottobre 2010 @16:26

Sabrina, mi vedo riflessa nel tuo commento come in uno specchio. Però abbiamo forse imboccato la via sbagliata o no?

Sabrina | Giovedì, 28 ottobre 2010 @16:16

Per Lei e il suo Caffè al Ginseng: me lo sono sempre chiesto anch'io e ancora oggi lo faccio. Secondo me l'amore, quando non sei corrisposta, è fonte di insicurezza e sofferenza, perchè poi ti rendi conto che il tuo amore non basta a tenere la persona amata legata a te e lo sentirai sempre come una nuvola in balia del vento. Questa è la sensazione che ho sempre avuto e che tuttora ho, di non essere mai abbastanza, di non piacere mai come le altre, di non essere all'altezza della situazione. La felicità sta nel dare e nel ricevere, attenta all'amore a senso unico ma, soprattutto, come mi diceva sempre una carissima amica: non sottovalutare il dolore. Un forte abbraccio

marta | Giovedì, 28 ottobre 2010 @10:54

Io credo che l'afrodisiaco più potente sia il desiderio dell'altro/a. E non credo che nessuno voglia veramente stare con qualcuno che non ci vuole. Perseverare in un amore infelice, intendo unilaterale, è forse indice di solitudine.

LISA | Giovedì, 28 ottobre 2010 @08:54

Altro che CAFFE' AL GINSENG, qui ci vuole ben altro per avere il coraggio di risponderti. Provo a cavarmela così: se tutti gli amori fossero corrisposti, ci saremmo persi secoli e secoli di meravigliosa, struggente, languida letteratura. E ci saremmo persi ore - che dico ore: giorni, mesi - di meraviglioso, languido struggimento personale... Basta per convincere l'altro ad amarci? A volte (raramente). Basta per essere felici? Temo che in questo caso sia necessario essere in due. Forse Wislawa Szymborska è più chiara di me:

"Un amore felice. È normale?
E’ serio? E’ utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi venuti fra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? di nulla;
la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò infrange i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano -
sembra un complotto alle spalle dell’umanità!
È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire".

(La poesia è tratta dalla sua raccolta Adelphi. Per Leo aggiungo: traduzione di Pietro Marchesani).

gaia | Giovedì, 28 ottobre 2010 @08:29

Ho anch'io una risposta per Lei e il suo caffè al ginseng, secondo me un'amore non corrisposto è un passaggio quasi necessario. Forse in amore si deve imparare a desiderare ardentemente, prima di accedere a quella bolla unica di felicità che è l'amore condiviso e corrisposto.

Lady Chatterley | Giovedì, 28 ottobre 2010 @03:52

Finalmente un po' di dolcezza dopo tanta acredine gratuita. Vuoi che ti dica cosa penso, Lei e il suo caffè...? Penso che essere innamorati senza essere corrisposti sia come cercare di sgranocchiare un buon torrone con denti malandati. Scherzo, naturalmente, è solo per farti sorridere, con il mio spirito di patate.

Lei e il suo caffè al ginseng | Giovedì, 28 ottobre 2010 @00:43

Che buoni i marron glaces! Proprio ieri ne ho mangiato qualcuno con la complicità di mio padre!
Cara Lisa, non so come fai ma trovi sempre le parole e i versi giusti per accompagnare il mio curriculum sentimentale.
Ho una domanda da rivolgere a te e a tutti gli amici delt uo blog che vorranno rispondere: secondo voi basta credere ad un'amore per poterlo vivere? o meglio, essere innamorati basta per essere felici o è solo una mia impressione, ma sarebbe anche il caso di essere corrisposti?

LISA | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @19:43

Mmmmhhh... sì, una flebo di zucchero e marrons glacés!

Fiorenza | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @18:59

Proponi una flebo, Lisa

gaia | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @17:26

Fate un bel respiro.

gaia | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @17:26

Fate un bel respiro.

lina >Myriam | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @16:53

Questa invasione di campo da parte di Carrie e Simona non mi sembra corretta: per quale motivo offuscare così la bella frase di un premio Nobel. Per la Pace. La polemica si era sviluppata ieri o sbaglio? Allora sarebbe stato meglio postare sul 26 ottobre, almeno così penso.

LISA | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @16:31

Forse è meglio che insieme al Buongiorno io distribuisca uno zuccherino. Facciamo un marron glacé, che d'autunno mi piacciono tanto.

Lila | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @16:30

Che intensità in queste notti d'amore piegate che aspettano, che intensità nell'amare qualcuno che sappiamo lontano. Grazie, Lisa, per questa tua poesia.

Donna | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @15:25

Ma perchè siete tutte così acide??????? Ognuno parla in base alle proprie esperienze personali. E basta commentare ogni cosa con cattiveria. Carrie avrà le sue ragioni e Marianna pure, lasciate un pò correre. Ognuno faccia i propri commenti senza farne una ragione di stato!

Sabrina | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @14:48

Sono d'accordo con Carrie, il problema è che a volte la legge, nel tutelare la parte più debole, non può prevedere sempre tutto. Conosco uomini che hanno passato alimenti per anni, in seguito a matrimoni durati pochi mesi e senza figli. Quello che non condivido in Carrie è l'atteggiamento provocatorio... "Poverine"??? Dici di essere criticata, ma il tuo atteggiamento è arrogante in partenza ed è un peccato che questo blog diventi, a volte, così pungente. Sembra che tu a provocare ti diverta, ma io non lo trovo affatto divertente e sono sicura che nessuno/a, qui, parte con il presupposto di offendere gli altri. Buona giornata a tutti

mari | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @14:39

Queste notti piegate che aspettano sono quelle che l'amore pretende e dona. E quando soffro per amore io non faccio shopping consolatorio. La sofferenza talvolta è il prezzo delle cose 'forti', un tributo all'assolutop.s.
non ho capito tutta la polemica.

Simona | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @13:39

Posso "difendere" Carrie anche se non ne ha bisogno? Marianna, conosco sia lei sia il suo consorte e, nonostante la tua ironia, Carrie non mantiene nessuno nè tantomeno lui fa la fila alla Caritas perchè deve mantenere il pargoletto o la sua ex. Carrie voleva soltanto evidenziare il fatto che non ci sono soltanto donne separate che se la passano male, ma anche mariti. E difatti qualche settimana fa, grazie ad un giornalista RAI,in varie trasmissioni e articoli, è stato "scoperchiato" questo altro aspetto delle separazioni. Come al solito fare affermazioni contro corrente produce "rumors".

Carrie | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @11:00

P:S. comunque, cara Lisa, i padri separati con problemi seri si avvinano al 40 % del totale, e quindi il mio "a volte" è ormai una percentuale molto alta...porta pazienza: come tu ti occupi di poesia e moda, io mi occupo di questo, e credimi che il dolore in queste situazioni non fa distinzioni, sia che la " vittima" sia un uomo si che sia una donna...non credi ?

Carrie | Mercoledì, 27 ottobre 2010 @10:55

Cara Lisa,

grazie per questi versi: non sappiamo più nulla nemmeno della moglie...

Lasciami però dire qualcosa a quelle solite "signore" del tuo salotto che anche ieri hanno sputato le loro acidità, cercando inutilmente di offendermi, ma invano,poverine!

Le saluto con un brocardo latino e...continuo a ridere:

"AUDEO PROFANUM VULGUM ET ARCEO".

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.