Lisa Corva

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Ti ho sposato per allegria.

Venerdì, 12 novembre 2010 @08:40

"Lei rise. E lui pensò che non c’era lavoro più importante, e più gratificante, del riuscire a farla ridere ancora".
(Helen Simonson)
Forse, allora, questo è l’amore: avere qualcuno che ti faccia ridere e sorridere, una nuvola di leggerezza al tuo fianco, per sempre.

La frase di oggi è tratta da "Major Pettigrew’s Last Stand" (Bloomsbury), un’improbabile, ironica storia d’amore tra un ufficiale vedovo, in pensione in un piccolo paesino inglese e la vedova pakistana che gestisce il negozio all’angolo… Un libro super-elogiato dal New York Times, che non vedo l’ora venga tradotto in italiano, per poterlo regalare e consigliare. Già, perché ogni tanto – così raramente! - incontriamo dei libri che ci fanno sentire bene. Che ci fanno sorridere, guardare la vita con gratitudine e leggerezza. Che ci fanno – posso usare questa parola? – sentire più buoni, più allegri; un piccolo incantesimo, come una sciarpa rossa. Mi succede con Jane Austen, con tutti i libri di Elizabeth von Arnim, i gialli di Alexander McCall Smith, e con un meraviglioso romanzo inglese che finalmente è stato tradotto in italiano: "Diario di una lady di provincia", scritto da una vera Lady, ovvero Lady Delafield, negli anni Trenta (appena uscito per Neri Pozza). Nuvole di leggerezza. L'unica cosa che in genere mi stupisce è che mentre noi, ragazze di tutte le età, siamo perse dentro pagine romantiche e ironiche e nuvole alla Hollywood, gli uomini cosa leggono? In genere, libri truculenti di spionaggio e detective. O guardano sparatorie in tv. A ognuno la sua nuvola di relax. In quella dei maschi, a quanto pare, ci sono sempre delle pallottole.

16 commenti

Giusy | Sabato, 13 novembre 2010 @14:00

Io Glam Cheap l'ho fatto prendere in mano ieri a una quasi-amica, buona lettrice che preferisce farsi prestare i libri. Ha una virtù: li restituisce sempre puntualmente e in ottime condizioni. Sono curiosa di conoscere la sua opinione.

LISA | Sabato, 13 novembre 2010 @11:00

LIBRI CHE FANNO RIDERE O SORRIDERE? Quelli di cui ho parlato fanno, sicuramente, sorridere: il potere della leggerezza. I libri che fanno ridere sono pochissimi: metto anch'io la prima Kinsella; "Zia Mame" di Dennis Patrick, piccolo capolavoro anni 50 che è stato il bestseller Adelphi dell'estate 2009; e "In un paese bruciato dal sole", di Bill Bryson (Tea), viaggio esilarante in Australia di un viaggiatore per caso. L'ho letto proprio lì, tra i canguri, ma è fantastico anche per chi non ha mai messo piede "down under".

LISA | Sabato, 13 novembre 2010 @10:55

GIUSY: grazie! Spero che "Glam Cheap" faccia sorridere anche le nuove lettrici, e le nuove sintonizzate sul blog, che lo prenderanno in mano...

carla | Sabato, 13 novembre 2010 @10:07

Il mio consorte è addituritura stagionale: in l'estate "facciamo la spesa" in libreria e lui sceglie sempre libri in cui si parla misteriosi delitti irrisolti, tanto che temo che decidesse di farmi fuori nessuno lo scoprirebbe!!
(però ad essere sincereanche ame piaccano tanto le sparatorie e i gialli in tv, la mia serie preferita di questi due ultimi anni è stata Dexter!)

Farfalla | Venerdì, 12 novembre 2010 @20:25

Mari!!! ma non sta bene ridere con ellekappa. Lesa Maetà.

mari | Venerdì, 12 novembre 2010 @20:17

Sono una lettrice pressoché onnivora, ho tanto riso con la kinsella, col vecchio benni e altri, ma rido tanto con le vignette di ellekappa e i racconti di elasti nonsolomamma. Però ai libri di solito chiedo di 'lasciarmi il segno'. lo fa Delitto e castigo, ma anche Simenon.
Ciao a tutti e buona lettura

valentina | Venerdì, 12 novembre 2010 @19:56

ps. molto meglio il commento della poesia!.... quelle nuvole di leggerezza mi sembra di assaggiarle!

valentina | Venerdì, 12 novembre 2010 @19:51

Un dolcez inizio di giornata!

Giusy | Venerdì, 12 novembre 2010 @15:21

e dagli con un'acca sbagliata.... scusate. perché avrò sempre tanta fretta? poi mi dilungo in altro modo.

Giusy | Venerdì, 12 novembre 2010 @15:19

Ha dimenticavo. last but nion least : anche la lettura del tuo Glam Cheap mi ha fatto sorridere, dolce-amarognolo ma pur sempre sorriso è stato.

Giusy | Venerdì, 12 novembre 2010 @15:11

Beh, Lisa, altra generazione la mia e certamente non fa testo. letture del consorte, giusto per farti sorridere: Storia del conflitto arabo-palestinese, Hans Kung (manca la dieresi) - saggi vari, di tutto un po' - ... altro che pallottole, da spararsi direttamente senza sì né ma e ti risparmio il resto. Io no! da giovane passavo dai Fratelli Karamazov a Jerome Jerome, attraverso "i silenzi del colonnello bramble" (non ricordo l'autore. Oggi lo costringo a ridere con Carpinteri e Faraguna riesumati dalla sottoscritta. Cosa voglio di più dalla vita che mi resta? Voglio sorridere, finché posso... Anche tu rassereni le mie giornate con l'aiuto della von Arnim. Ciao!

Anna dalla stalla di Versailles | Venerdì, 12 novembre 2010 @13:58

Ciao Lisa, ogni tanto passo di qua e trovo sempre spunti interessanti .... il libro che mi ha fatto più ridere è stato Margherita Dolcevita di Stefano Benni, anche se, come tutti i suoi libri, fa anche riflettere; del resto Bar Sport e tutti gli altri sono spassosissimi pur fornendo continui riferimenti a personaggi che noi tutti possiamo avere incontrato.
Un saluto ad Annalisa, è proprio vero che le sorelle ce le ritroviamo così come sono mentre le amiche, per fortuna, le scegliamo.
Un sacco di soffi.
Anna

Sharon | Venerdì, 12 novembre 2010 @11:28

ridere e sorridere, leggeri come una nuvola...
che fantastico inizio di giornata (so busy).

Marina | Venerdì, 12 novembre 2010 @11:22

Io rido molto, e spesso faccio ridere. Ho un marito con un sottile senso dell' umorismo che mi dà un sacco di soddisfazioni, da sempre, ridendo molto alle mie battute e alle mie sciocchezze. Il bimbo rpende le nostre sembianze e sembra già avere una discreta ironia. Tuttavia non mi reputo affatto una persona felice, anzi, come dico semrpe di me sono allega ma mai felice. Per quanto riguarda i libri che mi hanno fatto ridere direi "Non avevo capito niente" di Diego Da Silva, finalista premio strega, un romanzo di rara intelligenza ed ironia, ora aspetto di leggere il seguito da poco uscito in Italia.

LISA | Venerdì, 12 novembre 2010 @10:04

ELENA: nuvole soffici per te. Perché dietro c'è (sempre? diciamo spesso) un cielo azzurro. Bisogna crederci. Ti abbraccio.

Elena | Venerdì, 12 novembre 2010 @09:47

Senza nulla togliere a Helen Simonson, il tuo commento sotto è pura poesia. nel giorno in cui la persona per cui ero la nuvola di leggerezza mi ha lasciato, il tuo blog mi culla nella malinconia. Grazie Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.