Lisa Corva

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Quando il coraggio è grazia.

Lunedì, 15 novembre 2010 @07:45

"Il coraggio può essere un dono. Ma forse ancora più prezioso è il coraggio che non viene naturale, bensì nasce dallo sforzo e dalla fatica; il coraggio che viene dal rifiutare che la paura detti le proprie azioni. Un coraggio che può essere definito: grazia sotto pressione". (Aung San Suu Kyi)
Non abbassare la testa, guardare avanti: anche, dritto negli occhi, la propria paura.

Aung: la piccola grande donna birmana, Nobel per la Pace nel 1991, finalmente libera dagli arresti domiciliari. La frase di oggi è tratta da un discorso che tenne alla Pagoda di Shwedagon, a Rangoon, in Birmania, nel 1988. E, a proposito di grazia, avete notato che belli, quei fiori nei capelli, quando ha finalmente parlato al suo popolo?

8 commenti

Giusy | Martedì, 16 novembre 2010 @14:20

Dài, Fiorenza! sai che bastano una o due ore di ritardo, un giorno o due quando si è lontani per non arrivare in tempo al''ultima carezza? Poi subentra il raziocinio ma in fondo in fondo, riemerge il cruccio. Per quanto riguarda la mia opinione sul coraggio, non mi muovo di un centimetro: Con un sorriso,of course!

LISA | Martedì, 16 novembre 2010 @08:41

FIORENZA, perché tanta inutile, graffiante amarezza? Ci vuole grazia, e coraggio, anche per ascoltare gli altri. Anche per fare una, magari tardiva, carezza.

Fiorenza | Lunedì, 15 novembre 2010 @22:10

Pasionaria, immagino che la tua vecchia zia morta così, senza alcuno che le accarezzasse la fronte. storie di ordinaria solitudine. Che poi, sotto il diluvio siate andati a raccogliere se sue cose, poc o importa.

Pasionaria | Lunedì, 15 novembre 2010 @19:24

Oggi la mia zia 90enne senza marito nè figli è venuta a mancare nella clinica dove nascono i bambini e noi siamo andati lì tra le pance e sotto il diluvio, che faceva ancora più tristezza, a portar via gli effetti personali di chi invece è mancato. So che non c'entra nulla con il coraggio (sono d'accordo con Lisa con il coraggio quotidiano) però volevo comunicarlo per la solita storia, già trattata qui, di quando vita&morte si intrecciano. Stavolta anche nei luoghi.

LISA | Lunedì, 15 novembre 2010 @18:25

A me invece piace l'idea che il coraggio con grazia - la "grace under pressure" di cui parla Aung - sia qualcosa che possiamo applicare alla vita di tutti i giorni. Perché no? Ognuno ha le sue barricate e i suoi arresti domiciliari.

Giusy | Lunedì, 15 novembre 2010 @14:17

Scusate se mi intrometto Carrie e Annalisa. Non l'ho mai fatto e forse mi pentirò di questo intervento, forse no e non dipenderà dalle vostre reazioni. Qui, nel caso di AUNG si sta parlando di coraggio vero, quello che mette in discussione la nostra vita e quella delle persone che amiamo. Non scherziamo con suocere o parenti-serpenti,andiamo! mI sembra così riduttivo! Ahi, arriveranno anatemi su di me? Ebbene, li accetterò con un sorriso.

Carrie | Lunedì, 15 novembre 2010 @11:31

Cara Annalisa farmacista,

mi aggrego a te, anche se non ho ho una suocera così insensibile...ma altri "parenti-serpenti", SI'!

Ed hai ragione: l'unica soluzione è starci alla larga, da loro e da tutte le persone negative: io all'aura negativa ci credo e negli ultimi anni sto meglio perchè ho imparato a dire no e talvolta a rispondere a tono, seppure con grazia.

Ma ciò che mi lascia sempre "basita" dei genitor apparenetemente contenti di esserlo è che si aspettano che tu invece, povera nullipara, debba essere infelice ed invidiosa: beh, io ho scoperto che la maggior parte delle volte gli invidiosi sono LORO: invidiano la nostra forza, la nostra capcità di esserci costruite una vita bella ed appagante, nonostante tutto.

E poi, come diceva uno dei miei maestri: non crucciamoci troppo, non sappiamo se il figlio che non abbiamo avuto ci avrebbe portato la felicità, anzi, e cito testualmente: "Ci sono figli nati per dare la felicità.
Altri, no".

Annalisa farmacista | Lunedì, 15 novembre 2010 @11:13

Bè Lisa questa citazione di oggi mi calza super a pennello!. Ho trovato il coraggio (non che mi manchi - anzi a volte potrei essere un po' più diplomatica!) di dire a mio marito che a me andare continuamente in visita dai miei suoceri mi pesa molto. Non tanto per loro, ma quanto per i discorsi inutile e vagamente offensivi che mi devo sorbire ogni volta. Tipo mia sorella che ha il diabete ma si ormai hanno una vita normale e poi hanno quasi trovato la cura (cito testualmente la suocera). La cognata che ha una piccolissima forma di psoriasi eh lei si che soffre, sai quando si hanno dei problemi (cito sempre testualmente). E ancora "sai quando vediamo i parenti ci sono gli altri nonni che sono tanto orgogliosi dei nipotini per noi è un po' imbarazzante dare delle spiegazioni, sai è un po' pesante". Come diceva Emma il fatto che io non avrò mai un figlio invece non è niente in confronto al fatto che tu non avrai mai un nipote. Mah! io davvero non la capisco. E sinceramente dopo tanti anni ho proprio rinunciato a capirla. Tengo delle debite distanze e basta.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.