Lisa Corva

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What’s your wish?

Martedì, 15 settembre 2009 @18:28

"Sei accanto a me; la tua mano mi accarezza il viso
come se anche tu avessi sentito –
devi aver capito, in quel momento, quanto ti desideravo.
Lo sapremo per sempre, tu ed io. La prova sarà il mio corpo".
(Louise Glück)

La tua mano. La tua mano sulla mia, sul mio viso: la sento, scotta. Pelle contro pelle, tutto quello che non ci siamo ancora detti. Ma la nostra pelle, parla.

(I bellissimi versi di oggi – non sentite come scottano, come scotta il desiderio? – sono della poetessa americana Louise Glück. La traduzione, imperfetta, vacillante, è mia: il titolo della poesia è "The Encounter", L’incontro)

What’s your wish? No, non è la domanda che mi è stata sussurrata da un ex amore per le strade di Manhattan. (Peraltro, non avrei saputo cosa rispondere). E’ invece quello che la centralinista del W Hotel (dove sono stata invitata per gli ultimi giorni a New York e per le sfilate) risponde automaticamente a chi chiama. Ovvero: mi dica, qual è il suo desiderio? La mia amica newyorkese, che mi stava cercando, è scoppiata a ridere e ha risposto alla centralinista: "a million dollar", poi si è corretta: "peace on earth", pace nel mondo. Alla fine sia lei che la centralinista sono scoppiate a ridere.
L’America è fatta così, benevola, superficiale, quasi stupida a volte, ma alla fine ti strappa un sorriso. Da Starbucks, la famosissima (e ormai in crisi) catena di caffè-nei-bicchieri-di-carta (che per fortuna non è mai arrivata in Italia), che mi piace perché si può comprare il New York Times comodamente alla cassa; ora, quando paghi, ti chiedono il tuo nome. Lisa, ho detto, la prima volta, un po’ stupita. Forse il commesso, colpito da un improvviso colpo di fulmine, voleva invitarmi fuori? Niente di tutto questo. Il nome viene chiesto a tutti: perché poi, quando aspetti al banco il tuo caffè ("espresso solo", si chiama il simil-espresso che ho imparato a ordinare), vieni chiamata per nome, e ti viene porto il tuo caffè. "And have a nice day". Argh.
Altra domanda a cui non riesco ad abituarmi è il "How was your day today?", come va oggi, com’è stata la tua giornata oggi, con cui commesse e commessi ti assalgono nei negozi. Ieri io e la mia amica newyorkese abbiamo tentato di abbozzare delle possibili risposte: "Il ragazzo di cui sono innamorata non risponde ai miei sms", "Ho appena scoperto che mio marito mi tradisce", "Oggi ho un terribile mal di schiena", "Non sopporto mia madre", "Odio il mio capo", e così avanti. Ridevamo per strada. Però, sapete che c’è? E’ bello quando qualcuno ti chiede, anche solo per finta, come va. Soprattutto se lo fa con un sorriso.

5 commenti

LISA | Venerdì, 2 ottobre 2009 @22:57

Grazie SILVIA e grazie LELE: è bello pensare che le schegge di poesie arrivano nelle vostre mani. E sì, forse meglio un sorriso americano che il non-sorriso del mio altrove straniero...

Silvia | Domenica, 20 settembre 2009 @18:42

Cara Lisa, i tuoi versi del Buongiorno sono stati la scoperta più piacevole degli ultimi tempi. Ormai fanno parte del mio tragitto, del mio tempo, e quando non trovo City manca qualcosa alla mia giornata.
Mi ritrovo spesso nelle atmosfere e nei sentimenti profondi descritti
dagli autori e, ancora di più, dalle tue riflessioni.
Grazie per le emozioni e complimenti

lele | Domenica, 20 settembre 2009 @00:28

cara lisa, volevo prima di tutto complimentarmi per i bellissimi versi che ci fai leggere tutte le mattine su City, e per le cose che scrivi sul blog. Hai ragione gli Americani, sembrano stupidi, a volte, sembra di avere a che fare con le cameriere dei pub che vediamo nei film, tutte sorrisini e gridolini..., ma l'America non è solo questo e tu lo sai bene. L'America è un paese di gente orgogliosa e forte e dignitosa, capace di rialzarsi anche di fronte alla più grande catastrofe. Allora che fa se ti accolgono dicendo "How was your day today?" è sempre meglio del grugnito che fanno alcune commesse italiane! Un abbraccio e a proposito goodnight and...have a nice dream

LISA | Mercoledì, 16 settembre 2009 @09:21

Bentornata, SUSY, amica di Emma, e di nuovo aspirante. Cammino Fivet?

Susy | Martedì, 15 settembre 2009 @23:24

Che bello, già solo leggere che sei a New York. Io ci sono stata quattro anni fa in viaggio di nozze...e che dire stupenda! Ci ritornerei volentiri, magari nella ricorrenza del Natale.......ma non è un viaggio di pochi soldi.
Goditi le tue passeggiate...sono con te anche se solo nell'immaginazione.

P.S. Sono Susy (l'insegnante che cresce i figli degli altri) ex aspirante madre, ma di nuovo aspirante perchè ha capito che senza ulteriori aiuti non sarà possibile dare un fratellino o sorellina alla sua piccola figlia!

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.