Lisa Corva

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Il silenzio dell’orchidea.

Mercoledì, 16 settembre 2009 @09:21

"C’è l’improvviso silenzio della folla
quando un giocatore è immobile, nello stadio
e il silenzio dell’orchidea.
Il silenzio del vaso che sta cadendo
poco prima che tocchi il pavimento…
Il silenzio quando ti stringo a me,
il silenzio della finestra sopra di noi,
il silenzio quando ti alzi e ti allontani."
(Billy Collins)

E il silenzio nel quale scrivo queste parole; il silenzio in cui, in questo momento, entrano nella tua vita: mentre tu, stai leggendo.

(Anche Billy Collins è un poeta americano. I versi di oggi – un’altra vacillante traduzione mia – sono tratti da un volume che ho appena comprato a New York, "The trouble with poetry". Un poeta poco conosciuto in Italia, che ho scoperto assolutamente per caso, anni fa, intervistando una scrittrice di chick-lit americana; mi raccontava che a una cena aveva fatto trovare a tutti gli ospiti, accanto al piatto, un suo libro. Perché tutti abbiamo bisogno di poesia nella vita, mi ha detto. Mi ha così incuriosito che mi sono segnata il nome e sono andata a comprarmi qualcosa di suo. E, davvero, non è bellissimo quell'immagine così semplice, "il silenzio dell’orchidea"?)

A New York sono andata al cinema. Quello che in realtà volevo vedere era "Bright Star", il nuovo film di Jane Campion, la regista australiana che ci ha regalato, anni fa, "Lezioni di piano"; ma soprattutto lo stregante "Ritratto di signora", lo ricordate, dove John Malkovich e Nicole Kidman ci raccontavano sullo schermo il romanzo di Henry James? Con un finale aperto, come speravo. Bene. Dopo anni di silenzio, Jane Campion si è ritrovata per le mani un libro di poesie: di Keats. E ha portato sullo schermo una storia d’amore demodé e romantica, quella che legò il poeta inglese (morto ad appena 25 anni) a una giovanissima ragazza. Nei giorni passati ho letto moltissimi articoli, ma purtroppo il film esce quando sarò già partita… Coincidenza poetica, però, che mi piace: l’idea che una regista che ho molto amato si sia chiesta, anche lei, quale sia il potere e il senso della poesia.
Invece sono andata a vedere "Julie and Julia", un vero film Hollywood, e una storia vera. Quella di una ragazza americana, insoddisfatta del lavoro e della sua vita, che decide di aprire un blog e cucinare, per un anno intero, tutte le ricette di una cuoca-mito, sconosciuta a noi ma amatissima in America soprattutto negli anni Sessanta: Julia Child. Il film è un continuo saltare dalla New York di oggi alla Parigi anni Cinquanta, dove un’incredibile Meryl Streep scopre la consolazione del cibo e della cucina… E confesso: vedendo la blogger che apre il suo laptop in un angolo della casa disordinatissima alle ore più impossibili, scrive e si chiede, ma ci sarà qualcuno che mi legge?, mi sono identificata. E commossa.

8 commenti

Michaela | Sabato, 19 maggio 2012 @01:10

Carissima Lisa, è un piacere fare la tua conoscenza! Guarda un pò che coincidenza: anch'io l'altra sera ho visto il film con Meryl Streep e mi è piaciuto molto. Alla fine mi sono commossa ma un giorno ti spiegherò il motivo di persona:))-
E' un piacere leggerti! A presto Michaela

ilaria quarteroni | Domenica, 8 gennaio 2012 @02:42

"dai miei ricordi appuntati su fogli di carta di riso:oggi proprio oggi,giorno del tuo compleanno,ti penso,senza nessuna pretesa,semplicemente così,nel silenzio profondo che ci avvolge,un pensiero d'amore e di vita..." ilari@

anna | Martedì, 22 settembre 2009 @07:34

No,lui nn mi legge.Gli lascio scritte dappertutto,ma niente.Gli ho lasciato un "ti amo" sulla polvere dello specchietto della vespa.L'avrà cancellato distratto.

LISA | Giovedì, 17 settembre 2009 @09:46

Per URSENNA: non conoscevo The Names, mi hai incuriosito e l'ho letta on line. Un po' retorica ma non è male. La mia preferita di Collins si intitola invece Aristotle. Bellissima. Per MARINA che non mette le infradito: grazie! Ma da dove mi leggi?

Lila | Mercoledì, 16 settembre 2009 @16:03

Cara Lisa la poesia di oggi è molto bella ma quella di ieri mi ha colpito in modo particolare, mi ha fatto rivivere il brivido delle premesse, del bacio che precede il magico gioco dell'amore. Mi piacciono molto i tuoi racconti newyorkesi anche se io la mitica NYC non l'ho mai vista (in viaggio di nozze sono andata in Grecia). Non so se ci andrò, se mi risposerò o se, sorpresa delle sorprese, vincerò una somma tale di permettermi di vedere questa grande città ma ti ringrazio perché intanto tu mi permetti di sognare...p.s. perdonami i punti di sospensione ma in questo caso sono necessari. Mi raccomando attendo altre tue cronache.

Ursenna | Mercoledì, 16 settembre 2009 @15:59

Avevo letto la poesia di Billy Collins "The Names" ai tempi dell'11 settembre ma chissà perchè non ero andata molto oltre.
Questi post fanno venire voglia di New York. Un occhio alla tesi, un occhio ai last minute.
E certo, che c'è qualcuno che ti legge!

MiriamRosaGialla | Mercoledì, 16 settembre 2009 @11:23

Cara Lisa,
i tuoi post da NYC sono sempre più ispirati, sarà che lì ti/ci senti/iamo a casa? E' meravigliosa la passione che letteralmente trasuda dalle tue parole, passione per la città, per il giornalismo, per la vita.
By the way, domenica scorsa al Festivaletteratura di Mantova ho realizzato un piccolo-grande desiderio: ho conosciuto Arrigo Levi, frrma storica del giornalismo italiano, e ancora quanta passione, a 84 anni!

marina | Mercoledì, 16 settembre 2009 @09:35

Non mi perdo un tuo buongiorno,anche se non indosso le infradito........leggerti mi dà la carica per combattere la giornata..amarla e divorarla...... sapere poi che ci sarai anche domani mi strappa il sorriso giusto.. NON SPARIRE..

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.