Lisa Corva

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Il cuore buio di una madre.

Lunedì, 6 dicembre 2010 @09:19

"Con il silenzio che le rimbombava nelle orecchie e il desiderio di appartenere a qualcuno o qualcosa simile a una spina nel petto, si rannicchiò sul letto del figlio con il suo pupazzo di pezza stretto a sé. Eppure, nel profondo, c’era anche un senso di gioia, una libertà che l’aspettava nelle stanze buie senza pretendere nulla da lei".
(Liza Marklund)

Il cuore buio di una madre.

Lisa Marklund scrive gialli ambientati a Stoccolma. La frase di oggi è tratta dall’ultimo, "Finché morte non ci separi", Marsilio. La protagonista è sempre lei, Annika Bengtzon, giornalista di cronaca nera e detective per caso, moglie in crisi e madre trafelata: tosta e testarda, come gli inverni della sua Svezia. E coraggiosa, anche nel raccontare il cuore di una madre.

9 commenti

manu =) | Venerdì, 10 dicembre 2010 @15:36

il cuore bui di una madre e un desiderio dei bambini secondo me

manu | Martedì, 7 dicembre 2010 @19:15

e una storia comprensiva per me ma a un certo punto fa paura :(

manu | Martedì, 7 dicembre 2010 @19:14

e una storia successa tanti anni fa erano dei bambini soldato mi dispiace molto per questi bambini ma non possiamo fare niente mi dispiaceeeeeeeeee :( :( :( :( spero che non succeda più questa cosa ma nel mondo c'è ancora

testo | Martedì, 7 dicembre 2010 @19:09

a me non mi e piaciuto molto anzi mi ha messo paura

LISA | Lunedì, 6 dicembre 2010 @21:21

E' sempre sorprendente quando i miei Buongiorno arrivano a voi e diventano altro. Come la frase di oggi. Mi aveva colpito - forse perché conosco Annika, il personaggio, so quanto aveva colpito una mia amica, madre trafelata - perché dice a voce alta quello che molte madri fanno fatica a dire: l'amore luminoso per i figli, ma anche il lato buio di quest'amore, la fatica, la stanchezza, il desiderio, a volte, di solitudine, di quella "libertà che aspetta nelle stanze buie senza pretendere nulla". Invece voi oggi avete sottolineato altro: il cuore buio non di una madre, ma di un'aspirante madre. Eppure in quel buio, come scrive la Marklund, ci può essere, certo, malinconia e sperdimento, ma anche inaspettata gioia e libertà.

Aria | Lunedì, 6 dicembre 2010 @17:30

Nel gruppo di alunni a cui insegno in questo periodo c'è una donna peruviana con 10 tra fratelli e sorelle e innumerevoli nipoti. A lei non è stato concesso di essere madre e mi ha parlato della sua tristezza con infinita dolcezza e struggimento. E' comunque una donna con occhi pieni di luce, emana affetto da ogni poro della pelle. Sono sicura che rende la vita di chi le sta accanto più piacevole. Ecco, lei è una di quelle zie, di cui parla ive54, una di quelle capaci di "dare vita" comunque.

ive54 | Lunedì, 6 dicembre 2010 @15:08

Il mio rispetto và a quelle donne che fanno di tutto per essere madri e rispetto anche quelle che hanno tentato, hanno avuto l'illusione, ma poi per loro la natura e il destino sono diventati distratti, hanno cambiato strada. Ho delle amiche che ci hanno provato e sono state fortunate, altre no, ma non per questo non hanno quella dolcezza e slanci d'amore e affetto nei confronti dei figli degli amici e parenti. A volte queste "ZIE acquisite" danno molto di più di quelle 'vere' e sono molto più disponibili, sono molto amate dai piccoli (coccolati e viziati) ma anche diventati poi grandi restano per loro le ZIE fidate alle quali raccontare i loro segreti che non dicono ai genitori. Quando andavamo in vacanza, prima di tornare, era obbligatorio un pensierino da portare a casa per le ZIE!
Il non essere madri non è da egoisti, è semplicemente accettare e continuare a vivere nel miglior modo possibile.
Ho due figlie sposate e una nipotina di 20 mesi, ancora adesso in qualsiasi occasione, festa o ricorrenza le ZIE non mancano mai.
Un abbraccio per scaldarvi un po.

MiriamRosaGialla | Lunedì, 6 dicembre 2010 @11:53

Cara Annalisa,

capisco quello provi, provo lo stesso anch'io, ma non credo siamo egoiste, sai?

A mio avviso, certo personalissimo, la natura, o meglio, la Natura, ha steso la sua lunga mano protettrice e ci ha come "anestetizzate"...ci illude, ci fa credere che la vita senza figli sia "lo stesso" e soprattutto ci dà ogni giorno la forza per viverla senza figli:

perchè si può essere felice anche senza figli, questa frase non è un'eresia e neanche una consolazione, è la verità, e come spesso accade la verità è cruda e non tutti sanno accettarla.

Tantissimi petali gialli e profumati a tutte/i in quest'inverno senza fine!

Annalisa farmacista | Lunedì, 6 dicembre 2010 @11:08

A volte mi domando se sarei in grado di affrontare i patimenti di una madre. Ce ne sono tanti e a volte tanto brutti, in certi casi drammatici l'epilogo più brutto del sopravvire ai propri figli che ritengo il dolore più grande che possa esistere. Dal momento che il destino non mi ha concesso di provarlo e che io in effetti non mi sto dannando l'anima per questo mi chiedo se non sia un po' egoista. In fondo è così tranquillo vivere così senza questo buio da dover affrontare, certo anche rinunciando a tante gioie, s'intende. Non so a volte mi sento veramente una persona un po' fredda dal momento che non sento molto questo desiderio nell'anima e ammiro molto chi scala montagne di sofferenza per far si che il suo desiderio si avveri. Io davvero non ce la faccio. Ma se la vita è questo perchè non cercare di viverla al meglio? Me lo ripeto per sentirmi meno egoista, come per darmi una giustificazione. Però non so ho come la sensazione di essere un po' fredda come questi giorni di quasi inverno.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.