Lisa Corva

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Un passo, un rumore. Quel che ci riporta all'infanzia.

Giovedì, 9 dicembre 2010 @09:17

"Perché ancora oggi il passo di mio padre è ciò che più di ogni altra cosa può immediatamente riportarmi all’infanzia…"
(Gianfranco Calligarich)

Un passo, un rumore, che ci strappa improvvisamente indietro. Un tintinnìo di bicchieri e di tavola apparecchiata, certe campane lontane al mattino. La suoneria dimenticata di un telefono. Basta questo: e scivoliamo indietro, siamo altrove.

Di Calligarich ho molto saccheggiato il suo romanzo: ho rubato, ve ne sarete accorti, tante frasi per i miei Buongiorno. Ma lui per fortuna è d’accordo! Intanto, se non l’avete ancora fatto, potete leggervi l’intervista dove parliamo del suo bel libro, "L’ultima estate in città" (Aragno): on line nel post del 9 marzo.

17 commenti

LISA | Venerdì, 10 dicembre 2010 @19:32

ANONIMA PER PRUDENZA: una Lisa Corva felice, poi, perché finisce impacchettata sotto un albero...

Anonima p.Prudenza | Venerdì, 10 dicembre 2010 @19:23

Rispondo all'Autrice con un'altra domanda: chi poteva essere altrimenti se non Lisa Corva?

LISA | Venerdì, 10 dicembre 2010 @08:30

Vedo, HERMIONE, che tu e LORENZA (vedi il suo messaggio sulla Kardemumma Kaka svedese al cardamomo) avete deciso di far ingolosire l'Autrice!

Hermione | Giovedì, 9 dicembre 2010 @22:18

Sono tanti anni che non mangio più il " pan di ramerino " che mi portava la mia adorata nonna! Lisa, se ti capitasse di passare da Firenze per Pasqua, o dintorni, potremmo andare a cercarlo insieme . . . da qualche bravo fornaio!!

SARA | Giovedì, 9 dicembre 2010 @22:08

Ebbene si!Certo, co.co.(ne manca uno, di co.) in questo caso non è Chanel...ma la strada è quella giusta. Un abbraccio!

aferdita | Giovedì, 9 dicembre 2010 @22:06

Invece a me la frase di oggi mi ha fatto commuovere, in fila di un ufficio dove in attesa sfogliavo il giornale. Forse perché in questi giorni che rincorono la scomparsa di mio padre mi sento particolarmente sensibile. Sono giorni dove la vedo nella schiena cueva di qualche anziano che mi passa di fianco, nelle note di qualche canzone che cantavamo insieme, negli addobbi di Natale e le lucette che una volta mettevamo insieme, nella cartolina che scrivo e che non e più indirizzata a lui. E i sensi di colpa si riaffiorano, per non essere stata vicina nei momenti di malattia, per non potergli dato neanche il ultimo saluto. Il mio consolazione e il fato che la sogno sempre e la vedo vicino a me sereno e gioioso come era sempre. Grazie Lisa.

LISA | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:57

ANONIMA PER PRUDENZA: "i mariti vanno accarezzati come i letti". Mmmh, fammi pensare, la conosco quella frase, non l'avrà scritta in un libro una certa... Lisa Corva?

LISA | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:55

SARA: bellissimo il tuo ricordo della nonna, quasi una carezza, inconsapevole, delle vecchie signore che incontri, con quel rossetto quasi arancione. (E quel "non solo più solo stagista", vuol dire forse Miracolata Assunta?).

LISA | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:53

HERMIONE, sai che ho dovuto googlare il pan di ramerino? Mai mangiato... Un panino dolce con zibibbo e rosmarino che si mangia a Firenze per Pasqua, giusto? E il rumore della lucidatrice, è vero, secoli che non lo sento. Mi piaceva così tanto, da piccola, la lucidatrice, mi sembrava magica.

Nina | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:20

@Lele ti comprendo molto bene!
mi manca la mano di mio padre sulla fronte, di notte, quando controllava se avevo ancora la febbre, mi portava un bicchiere d'acqua per la tosse stizzosa e un bacio Perugina per il mio onomastico...

Hermione | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:11

Le campane a festa, la nonna con il " pan di ramerino ", il rumore della lucidatrice che mia madre passava la domenica mattina, ( unico giorno in cui io e mia sorella potevamo dormire! ), l'abbaiare gioioso della mia cagnolina . . .

! | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:08

Beh, quel libro l'avevo già letto

Anonima per prudenza | Giovedì, 9 dicembre 2010 @19:05

sono andata a ritirare i libri da mettere sotto l'albero. prima di consegnarli per il pacchetto natalizio, ho aperto a caso le ultime pagine di uno dei quattro e ho letto ad alta voce "...i mariti vanno accarezzati come i letti". Cito a spanne, ma il succo è questo. Ho ricevuto un grande sorriso e un cenno di assenso da un 40enne, poi ho pensato al letto, al fruscio di quelle lenzuola di lino inamidate, ricamate e profumate, alle quali avevo diritto quando ero malata: sia chiaro, non dormivamo certo fra lenzuola orrende. Nella febbre, l'udito, il tatto e l'olfatto mi confortavano. Questo è uno dei miei tanti ricordi.

malu63 | Giovedì, 9 dicembre 2010 @17:32

i miei diari del cuore, ho iniziato a scriverli quando avevo 15 anni e nn ho più smesso, ora da adulta sono spesso il mio rifugio entro e nussuno può giudicare quello che scrivo e racconto le mie giornate no e quelle si, i giorni in cui sono felice e l'angosce che solo il mio cuore conosce, li tengo in fondo all'armadio e quando mi capitano tra le mani il desiderio di sfogliarli e leggere è irresistibile e quando li richiudo il sorriso sulle mie labbra c'è sempre.

Sara -non solo più- stagista | Giovedì, 9 dicembre 2010 @14:28

A me succede con in profumi. E in modo particolare con uno, che non saprei descrivere a parole, ma che è impresso in me in maniera indelebile. E' il profumo di mia nonna. Mi capita di sentirlo camminando per strada, seduta in un bar, in coda alla posta. Dura sempre il tempo di un respiro, sarebbe quasi impercettibile non fosse che lo conosco da sempre. Le signore che lo portano hanno spesso un rossetto che tende all'arancione, lo stesso che portava lei. Ogni volta è un sorriso che scappa e un mare di ricordi che affiorano, accompagnati dalla piacevole sensazione che questi incontri fortuiti le servano per farmi sapere di essere ancora qui.

mari | Giovedì, 9 dicembre 2010 @14:21

Ah, la voce del mio che mi legge poesie! Oggi i nostri rapporti non sono perfetti, ma la sua voce, il suo tempo per me, i versi per sempre!

Lele | Giovedì, 9 dicembre 2010 @12:50

Pà! Come vorrei che fosse ancora qui con me e che mi dicesse che niente può accadermi ...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.