Lisa Corva

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Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo.

Mercoledì, 15 dicembre 2010 @07:00

"A cosa mi è servito correre per tutto il mondo
trascinare, di città in città, un amore
che pesava più di mille valigie…
A cosa mi è servito respingere questi mille uomini, e gli altri mille
che fecero di tutto perché mi fermassi, mille
volte pettinando le pieghe del mio vestito stanco di viaggi?
Era solo dietro di te
che correvo il mondo
il tuo volto nei miei occhi durante tutto il viaggio.
Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo".
(Maria do Rosário Pedreira)

Tu.

Una poetessa che sto scoprendo adesso: la portoghese Maria do Rosário Pedreira, purtroppo ancora così poco conosciuta in Italia. Purtroppo io in portoghese so dire solo "pastéis de Belém" (dei dolci meravigliosi alla crema che avevo assaggiato a Lisbona), e "saudade". Ma ecco, comunque, la versione originale:

De que me serviu ir correr mundo,
arrastar, de cidade em cidade, um amor
que pesava mais do que mil malas; mostrar
a mil homens o teu nome escrito em mil
alfabetos e uma estampa do teu rosto
que eu julgava feliz? De que me serviu

recusar esses mil homens, e os outros mil
que fizeram de tudo para eu parar, mil
vezes me penteando as pregas do vestido
cansado de viagens, ou dizendo o seu nome
tão bonito em mil línguas que eu nunca
entenderia? Porque era apenas atrás de ti

que eu corria o mundo, era com a tua voz
nos meus ouvidos que eu arrastava o fardo
do amor de cidade em cidade, o teu nome
nos meus lábios de cidade em cidade, o teu
rosto nos meus olhos durante toda a viagem,

mas tu partias sempre na véspera de eu chegar.

10 commenti

LISA | Giovedì, 6 gennaio 2011 @23:38

AFRAH, ti leggo solo adesso, e per caso: non rileggo quasi mai nei post più vecchi. Ti dico solo una cosa: scrivi ancora. E scrivimi ancora.

Afrah | Lunedì, 27 dicembre 2010 @23:56

Avevo già lasciato questo commento, ma non so perché non sono riuscita a visualizzarlo.. Va be' era questo qui.
Solo oggi mi sono decisa a scrivere anche io un commento [non so bene come funziona qui: sono una frequentatrice abituale, ma silenziosa].
Sono due giorni che penso a questa poesia: sta lì, come scritta apposta per me o da me. Sta bene in vista, incollata su un cartone, insieme ad altre poesie del "Buongiorno"; poesie che mi danno coraggio, che mi fanno riflettere o, come questa, che mi fanno piangere, ogni singola volta che le rileggo. Anche io ho scritto in passato, ma molte delusioni mi hanno portata a smettere e ora non riesco più a riprendere, tanto più adesso che so che il mio blog [di live messenger] verrà chiuso a marzo per cause che totalmente ignoro.
Pubblica più spesso poesie di questo genere: a me ha aiutato molto a riprendere in mano la penna [anche se con scarso successo].

LISA | Sabato, 18 dicembre 2010 @10:34

SERE, e stavolta a essere commossa sono io. Sms di buongiorno collettivi in metropolitana? Bellissimo. (Ma mi racconti qualcosa in più di te? Almeno quale metropolitana: milanese?).

Sere | Venerdì, 17 dicembre 2010 @19:09

anche a me è scesa la lacrimuccia,ma mi son dovuta contenere,per non dare troppo nell'occhio in metro.Tra le amiche cerchiamo di accaparrarci sempre una copia del city per smistare sms di buongiorno collettivi;è diventato un rito. Riesci sempre a colpire nel segno di almeno una di noi,e questo giorno è capitato a me.

Anonimo | Giovedì, 16 dicembre 2010 @17:07

Stupenda ... ed è verissimo .... Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo ...

LISA | Giovedì, 16 dicembre 2010 @08:09

Bella, sì, NINA. Ecco on line tutta la poesia. Perché a volte abbiamo solo bisogno di piangere. E tu scrivimi ancora, scrivi quando vuoi. Il blog serve anche a questo, spero: aprire le proprie valigie, svuotarle, ripartire più leggeri.

A cosa mi è servito correre per tutto il mondo,
trascinare, di città in città, un amore
che pesava più di mille valigie; mostrare
a mille uomini il tuo nome scritto in mille
alfabeti e un’immagine del tuo volto
che io giudicavo felice? A cosa mi è servito
respingere questi mille uomini, e gli altri mille
che fecero di tutto perché mi fermassi, mille
volte pettinando le pieghe del mio vestito
stanco di viaggi, o dicendo il tuo nome
così bello in mille lingue che io mai
avrei compreso? Perché era solo dietro te
che correvo il mondo, era con la tua voce
nelle mie orecchie che io trascinavo il fardello
dell’amore di città in città, il tuo
volto nei miei occhi durante tutto il viaggio,
ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo.
(Maria do Rosário Pedreira)

Nina | Giovedì, 16 dicembre 2010 @00:00

Sono ore che piango senza riuscire a smettere. Sì, è vero, a volte bisogna farlo, anzi è necessario farlo. Mi sono cadute addosso, come un domino ben riuscito, tutte le emozioni accumulate negli ultimi mesi. Ogni pezzettino del domino è un pezzettino del mio dolore, quello ancestrale, più antico che porto con me come una valigia e altri pezzi, mio zio che se n'è andato ad agosto, mia sorella che vive più lontano da me, la precarietà che, sembra, dovrà continuare ancora per un pò...
Grazie della poesia.

Nina | Mercoledì, 15 dicembre 2010 @21:16

Meravigliosa...tanto già sto piangendo di mio...

Andrada | Mercoledì, 15 dicembre 2010 @14:13

Bella quanto triste.

Lele | Mercoledì, 15 dicembre 2010 @09:50

E che ne parliamo a fare? Buongiorno Lisa.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.