Lisa Corva

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Sceglievo parole forti, per spezzare il ghiaccio.

Venerdì, 17 dicembre 2010 @08:17

"Dove vivevo: inverno e terra dura.
Seduta nella fredda stanza di pietra
sceglievo parole forti, granito, selce,
per spezzare il ghiaccio.
Il mio cuore spezzato
provai con quello, ma sfiorò,
piatto, il lago gelato.
Veniva da molto, molto lontano
ma alla fine la vidi, mia figlia,
la mia bambina, camminava lungo i campi,
a piedi nudi, a casa di sua madre
portava tutti i fiori di primavera".
(Carol Ann Duffy)

Perché dormiamo sotto la neve, con sogni verdi nel cuore.

I versi che ho scelto oggi per City sono di Carol Ann Duffy; ma anche il commento è una citazione, di una poesia che probabilmente ricordate, del norvegese Hauge: "E le pietre dormono sotto la neve/con sogni verdi nel cuore".

Ma i versi di oggi hanno un titolo e una protagonista: Demetra. Era la dea del grano e dell’agricoltura; la bimba della poesia è la figlia Persefone, rapita da Ade e costretta a vivere nel mondo sotterraneo per sei mesi all’anno. Mancava così tanto alla madre, e alla madre terra, che dopo un patto con Zeus potè tornare ogni sei mesi; è allora, quanto ritorna, le braccia colme di boccioli, che arriva la primavera.
Demetra fa parte di un libro dissacrante, irriverente, divertente: "La moglie del mondo" (Le Lettere). Più che poesie, micro-racconti in rima (e nel libro c'è anche la versione originale), dove le protagoniste sono donne del mito e della storia, le donne che sono sempre state nell'ombra: la signora Pilato, la signora Freud… Così come le ha immaginate Carol Ann Duffy, la prima donna a diventare "poet laureate" in Inghilterra, nonché la prima lesbica. Anzi, per la precisione, bisessuale: è stata per molti anni la compagna di un poeta (maschio) prima di innamorarsi di un altro poeta (donna), con cui ha vissuto a lungo. Ha anche una figlia, avuta con un altro scrittore (maschio); immagino, una bimba Fivet. Più anticonvenzionale di così...

6 commenti

pseudonimo g | Sabato, 18 dicembre 2010 @12:12

una poesia sulla neve

LISA | Sabato, 18 dicembre 2010 @09:54

Che bello, GIUSY. Pensieri di neve, o con la primavera dentro, appesi agli alberi di Natale.

Giusy | Venerdì, 17 dicembre 2010 @20:37

All'ingresso della stazione Termini hanno allestito una serie di abeti perfettamente conici e ben addobbati quindi assolutamente Finti. la cosa sorprendente è stata per che alla base di ognuno i passanti avevano appeso tanti biglietti di auguri, tanti messaggi, tante dediche diretti a chi, forse, non li avrebbe mai letti. Scritti al vento. Ero di fretta come sempre però mi ha colpito la prima pagina di City che spiccava, appesa a caso, con il piccolo "incipit" di Lisa scritto a caratteri minuscoli . Tanto incisivo da espandersi per infiniti sentieri.

mari | Venerdì, 17 dicembre 2010 @20:28

hermione, oggi ho scritto pensieri di neve, che molti hanno pensato con me, ma i versi di stasera mi hanno lasciato basita!
Grazie

Nina | Venerdì, 17 dicembre 2010 @19:47

@ hermione: splendida vivian lamarque..delicata e penetrante. C'è tanta neve immobile e fredda anche nel mio cuore.

Hermione | Venerdì, 17 dicembre 2010 @15:24

Ha occhi di ghiaccio
e di ghiaccio le mani
ha un cuore freddo
freddo gelato
la neve è un bambino
che non si è mai svegliato.

da " Poesie di ghiaccio " Vivian Lamarque

Due autrici così diverse tra loro! Oggi ho sentito vicini, grazie a Lisa, l'eterno mutare delle stagioni e questo bambino di ghiaccio che sento sia intorno a me, in mezzo a questa neve, sia nel mio cuore.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.