Lisa Corva

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Oggi che è un giorno al contrario.

Mercoledì, 19 gennaio 2011 @08:19

"Ora che tutto è al contrario come in una maglia con le cuciture di fuori".

(Viola Di Grado)

Oggi che tutto è al contrario, le strade che tornano indietro, i sogni che si riavvolgono su se stessi. E questo giorno che mi sembra troppo uguale a ieri, quasi un domani capovolto.

Ha solo 23 anni, i capelli lunghi lunghi e un look neo-gothic: si chiama Viola Di Grado e ha scritto un romanzo che ho letto in anteprima e che esce oggi, "Settanta acrilico trenta lana" (e/o). Dicono che sia la nuova Amélie Nothomb. Protagonista? Una ragazza dal nome di un fiore, Camelia, che vive traducendo manuali di istruzioni per lavatrici e i fiori, invece di raccoglierli, li decapita…

17 commenti

LISA | Giovedì, 20 gennaio 2011 @08:24

Vada per libridine!

Lucia... | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @23:48

@Annalisa Farmacista...io trovo Fred Vargas semplicemente fantastica, autrice di gialli perfetti, fatti di personaggi umani e reali, ma anche poeticamente immersi ciascuno nel proprio modo di vivere la vita. "Parti in fretta e non tornare" è uno tra i suoi libri migliori. Io li ho letti tutti...e ti avverto: dà dipendenza!

Sharon | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @22:44

è si Fiorenza, LIBRIDINE piace di più anche a me!

Annalisa Farmacista anch' io mi chiedo come faccia Lisa a leggere tutti questi libri... io tra università, lavoro e amici divento pazza. Però intanto li segno tutti in una fantomatica lista ( tipo quella della spesa) e provo un immensa soddisfazione quando ne depenno uno.

E come hanno detto Simona e Antonia niente ebook, per quanto mi riguarda diverrebbe un altro strumento tecnologico, che come il mio cellulare, si trova sempre con più piacere (evidentemente il suo, dispiacere il mio) a terra che tra le mie mani. Potrei valutare la sua usura solo relazionata a quante volte è caduto a terra!
Niente a che vedere con il libri usurati, che come ha detto Simona fanno nascere storie, raccontano storie: intime, personali. Perchè ogni volta che presto un libro, sento di dare qualcosa di MIO a chi lo riceve; le sottolineature che non ricordi di aver fatto, gli appunti lasciati per caso, finti- segnalibri glam che creo con la prima cosa trovata a portata di mano. Ma che parlano di me.

E poi sono d'accordo con Sabrina che non li vede affato "salutari", sembrerà strano a dirlo, ma ho l' impressione che anche il pc tolga un pò di benessere al mio stato fisico... ma ora come ora chi può farne a meno?

Per concludere Lisa, stavolta sono d' accordo con te: che sotto sotto questi ebook non siano la scusa giusta per attaccare bottone?

...e forza, tutti a pregare S. Biro (che in un modo o nell' altro serve sempre).

:)

fIORENZA | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @21:36

"Libritudine" Lisa? sarà più elegante ma vuoi mettere con "libridine"!! Lo so, lo so, sono sempre sopra o sotto le righe: Cancellami e ignorami non importa, tanto io leggo, di tanto in tanto.

Super Pasionaria | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @19:03

S. Biro: mi piace! Ti auguro che S. Biro ti accontenti, Daniela. Riguardo a Kidman l'ho saputo solo ieri, ma d'altronde un po' per non avere i chili in più, un po' per la carriera e un po' perchè si è fuori età gli uteri in affitto impazziscono, ma solo all'estero. Anch'io non sono molto d'accordo ma solo perchè penso a quella povera donna che si è tenuta dentro un bimbo e poi lo deve dare via: coma farà a rimanere fredda e distaccata e non ditemi che è solo il potere del denaro. Cmq. credo che tutte le aspiranti madri, etero, in coppia con una media di 35 anni, dovrebbero fare una class action contro tutte queste gravidanze VIP innaturali e soprattutto esaltate, pubblicizzate e mostrate spesso in uscita di un film, un cd o alla riscossione di un premio sul red carpet.Chi metteva in aria le gambe con il Persona sul comodino, si è sparata gli ormoni nella pancia, ha compilato moduli su moduli e parlato con gli psicologi per un'adozione ed è ancora nullipara, può capire il disagio dell'ostentazione della maternità. Perchè invece non si pensa ad una Pubblicità Progresso sull'infertilità? Cavolo, se l'hanno fatta anche contro l'omofobia potranno farla anche sulla sterilità, o no?

daniela | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @17:38

Anche io annuso i libri...mi piacciono tutti, nuovi, di seconda mano...mio marito compra su Amazon e io inalo! Non ho niente contro kindle etc ma la carta...come vorrei che il mio romanzo potesse diventare carta e non solo pubblicato su Internet! Dite una preghierina per me al patrono degli scrittori. Che non so chi e'. San Biro?

LISA | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @15:49

A proposito di Emma e di "Confessioni di un'aspirante madre", SIMONA PASIONARIA, non abbiamo commentato la seconda bambina di Nicole Kidman, nata grazie a una "surrogate mother" o utero in affitto. Proprio come ha fatto Carrie/SJP. E mentre di Sarah Jessica Parker approvo in genere tutte le scarpe, anche le più assurde, sull'utero in affitto sono più perplessa... Quasi come sugli e-books. Ma chissà, forse cambierò idea su entrambe le cose: a Manhattan non staccavo gli occhi di dosso a chi, nella subway, o seduto a un caffé, leggeva tranquillamente sul suo Kindle o Nook! Piccolo particolare: a differenza di un vero libro, non si vede la copertina. Ma forse è un modo più nuovo millennio per attaccare bottone?

Sabrina | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @14:56

Concordo con Simona e Antonia. Io sono molto tradizionalista e per nulla amante della tecnologia, anche perchè certe cose non le vedo nemmeno "salutari". Meglio i libri! Ho inoltre preso la decisione radicale di donare quelli che non ho intenzione di leggere (e che mi hanno regalato) o quelli già letti (che non mi interessa tenere) alla biblioteca vicino a casa. Per una come me che non butterebbe mai via niente, è uno sforzo non da poco e una decisione che costa fatica. Spazio al nuovo, finalmente!

Simona | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @14:42

Non ricordo se avevamo già toccato l'argomento "e-book", ma concordo pienamente con Antonia. Magari ci faranno guadagnare spazio nelle librerie di casa, ma anche per me sono davvero tristi e impersonali. Un libro è come un vestito anche se non lo indossi perchè l'hai toccato, ha l'odore delle tue cose, arreda la casa (molto belle quelle con i libri sulle scale), lo scambi, lo presti (si fa così anche con i vestiti, no?); ci scrivi sopra le dediche i numeri di telefono, gli appunti e acquista un po' di te ogni giorno. Io sul libro rosa avevo annotato tutti i telefoni delle prime aspiranti incontrate a Milano ai primi incontri live. Chissà se tra 50 anni finisse a un mercatino dell'usato e una giovane donna trovasse tutti quei nomi e quei telefoni tra la vita di Emma? I libri elettronici saranno pratici, ma non fanno nascere storie.

Antonia | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @13:16

NO AI LIBRI ELETTRONICI!! sono tristi :(

Rebecca | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @12:27

Grazie davvero Lisa per queste segnalazioni!!! Grazie a te ho conosciuto Elizabeth von Arnim! Ogni volta che tu o altre lettrici parlate di un libro, io annoto il titolo e corro in libreria o in biblioteca, per capire come dici tu,chi mi chiama davvero. E sai cosa succede? Che magicamente accade.Mi sono ritrovata e leggere generi totalmente diversi tra loro,e che mai avrei pensato di acquistare. perchè lontani dai mie gusti letterari,ma servivono in quei momenti per la mia anima.Ciao

Nina | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @12:11

Assolutamente liberatoria l'idea di decapitare fiori, mi piace!!! Da fare quanto prima!!! Attenzione 'fiorellini latitanti ' che arrivo !!!!

LISA | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @11:58

ANNALISA FARMACISTA e ANTONELLA: oh sì, meno male che i libri non parlano! Forse anche "Le luci nelle case degli altri", che giace cominciato e abbandonato sul comodino, mi direbbe: e allora? Quanto a "Settanta acrilico trenta lana", l'autrice è davvero talentuosa: metterò presto on line la sua intervista (lo so, lo so, sono fortunata, tra un tacco 12 e un articolo fintoglam leggo libri per lavoro; gli altri mi fissano malinconici dal comodino). Ma attenzione: Viola Di Grado è noir e rock, è davvero per chi ama Amélie Nothomb e non Elizabeth von Arnim. Siete avvisate! Ma il bello forse è questo: segnarsi i titoli ed andare ad annusare i libri in libreria, per capire cosa ci chiama davvero. Libritudine, giusto? Quanto al Kindle e ai libri elettronici, chissà come li annuseremo...

Antonella | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @09:16

Grazie della segnazione Lisa, lo voglio leggere anch'io.
Hai letto "Le luci nelle case degli altri"? di Chiara Gamberale.
La protagonista si chiama Mandorla e la sua vita non è prorpio al contrario ma sicuramente molto incasinata.
Antonella

Annalisa farmacista | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @09:15

ok segnato anche questo titolo. Io non so Lisa dove trovi il tempo di leggere tutti questi libri, io giusto la sera prima di crollare stanca morta mi impongo di leggere qualcosa, ma se per caso il libro non mi affascina ahimè il poveretto giace per mesi sul comodino guardandomi con tristezza in attesa di essere finito. Pazienza, per fortuna che i libri non parlano. Ieri mi hanno regalato un libro di Fred Vargas "Parti in fretta e non tornare". Mi dicono che sia una brava scrittrice. Io non ho resistito e ho sbirciato le prime pagine anche se non voglio, come mio solito, cominciare più di un libro. "La famiglia Winshaw" è in effetti molto bello e quindi proseguirò con quello. ciao!

Hermione | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @09:01

Come la mia vita . . . tutto al contrario!

Daniela | Mercoledì, 19 gennaio 2011 @08:45

Interessante...Hai letto Scarlett, di Barbara Baraldi? A me lei piace tantissimo!
Lunablu, http://lestorieonlinedilunablu.blogspot.com

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.