Lisa Corva

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Il tuo sorriso è freddo come un'alba di settembre.

Mercoledì, 23 settembre 2009 @08:06

"Dici di amarmi, ma con un sorriso
freddo come un’alba di settembre…
Oh, amami davvero!".

(John Keats)

Mi sorridi, lo vedo. Ma il tuo sorriso non mi scalda. Dici di volermi bene. Ma il tuo bene non mi abbraccia. Invece, questo vorrei da te: un amore da poter infilare come un morbido, carezzevole, soffice maglione di lana. Ne sei capace?

Non vedo l’ora che esca, visto che a New York l’ho perso per un soffio: sto parlando di Bright Star, il nuovo film di Jane Campion, che racconta la storia d’amore di Keats e della ragazza che amò, poco prima di morire, a soli 25 anni. Guardatevi il trailer con quel prato di iris: non vi viene voglia di essere lì?
http://movies.nytimes.com/movie/452789/Bright-Star/trailers
I versi che ho scelto per la mia rubrica su City di oggi, comunque, sono tratti da "Poeti romantici inglesi", Oscar Mondadori.

10 commenti

Anonimo | Giovedì, 8 ottobre 2009 @12:35

Grazie a questa poesia e al tuo commento ho aperto gli occhi e ho finalmente realizzato che il mio ex, di cui ero ancora profondamente innamorata dopo 5 anni di convivenza, non mi aveva mai amtao davvero.Mi è bastato riflettere sulla tua domanda finale. "Ne sei capace?" La risposta è stata No.

Ursenna | Venerdì, 25 settembre 2009 @10:20

come noi anche io. (e anche lui)
Anche io, in attesa di amare ancora la "straniera che era me stessa" (Love After Love, Derek Walcott).

Negala | Venerdì, 25 settembre 2009 @10:05

Grazie, per ora non riesco a dire altro.

LISA | Giovedì, 24 settembre 2009 @20:18

No, BIRICHINA, non sono d’accordo: il punto non è Facebook o la tecnologia. Qualche anno fa ci si sarebbe cercati (e trovati) sull’elenco del telefono… E no, NAGALA, il problema non sei tu. Il problema sono gli uomini che hanno paura delle emozioni, gli uomini manipolatori, gli uomini che fuggono. E certo, anche le donne che sono complici di tutto questo. Però. Però è un crimine, dopo un grande lutto, in un momento di solitudine, credere in un amore che ritorna? In un finale alla Hollywood? No. Diciamo che le donne ci credono sempre, ci provano sempre: a volte c’è un lieto fine; a volte la seconda occasione è solo una seconda possibilità per sbagliare ancora (battuta non mia, ma rubata da quel film geniale che è Hollywood Vermont, di David Mamet). E quindi? Quindi, Nagala, donne come te, come noi (mi ci metto dentro anch’io) hanno una grande forza che è insieme una grande debolezza: la capacità di credere nei sentimenti, di darsi, di abbandonarsi, di sognare. A volte si trova la persona giusta, che vuole prenderci per mano e sognare insieme a noi. A volte si trova un uomo che ci calpesta il cuore. Ma tu sei sempre tu. Ricordati chi sei, ricorda quello che ti rende felice e unica, non farti travolgere dalla mareggiata. Ti voglio regalare i versi di una poetessa araba, Hoda Ablan: "Quando se n’è andato/ di lui mi è rimasto/ solo me stessa". L’ho usata per il mio Buongiorno del 30 marzo, e questo era il mio commento, che ti riscrivo, Nagala, come un augurio e un viatico: "Ma è abbastanza, è tutto per ricominciare. Guardati allo specchio: sei tu, vogliti bene, posa uno sguardo amorevole su di te. Sei tu, nonostante gli addii, grazie agli addii. Sei tu grazie a chi hai amato, e grazie anche a chi ti ha lasciato. Così, prova: ricomincia da te". Sembrano pensate apposta per te, queste parole, vero? Ti aspettavano. Scrivici ancora.

birichina | Giovedì, 24 settembre 2009 @13:49

Per negala: questo è il lato negativo della tecnologia, chi non la sà utilizzare in modo appropriato si ritrova in problemi che fino a pochi anni fà non esistevano

negala | Giovedì, 24 settembre 2009 @11:07

Non sò come funzioni, non vorrei scambiarvi per "la posta del cuore" ho comunque la necessità di descrivere la "mareggiata" che mi ha travolto.Premetto che sono da cinque anni sola, ho perso il mio compagno in modo drammatico. Qualche mese fà ho frequentato Facebook con l'intento esclusivo di rintracciare le mie compagne delle superiori: non ne ho trovata una!
Sono stata invece rintracciata da un mio "antico fidanzato" di 37 anni fà.
Forse non serve entrare nei particolari, già allora mi aveva lasciata dileguandosi da un giorno all'altro.
Ora affermava di voler chiedere scusa per i suoi comportamenti e, credetemi ho letteralmente fatto violenza su me stessa, sulla criticità e scetticismo nei suoi confronti.
Alla fine mi sono lasciata andare (e non me lo posso perdonare), ho voluto credere che un uomo ormai di 60 anni non aveva motivo di prendersi gioco di chi aveva già bistrattato in passato, parlava di affetto incondizionato.
Stava passando un momento critico (pensione), rapporti conflittuali con la compagna (voleva andarsene da casa) e la figlia. Insomma mi ha raccontato non richiesto,morte e miracoli della sua vita che a suo dire nel giro di pochi mesi (chiedeva che avessi pazienza, di aspettarlo) sarebbe cambiata. Restava il fatto che, terminata l'attività lavorativa, solo lui poteva chiamarmi, a me era vietato anche se "viveva da separato in casa" . Non mi vergogno di confessare che mi ha "scaldato" veramente il cuore interessare a qualcuno, ricevere telefonate.
Poi, questo "non rapporto" è diventato doloroso, vivevo con il cellulare in tasca e comunque da quando era in pensione, le telefonate si erano anche diradate. A questo punto sono riuscita, nonostante la sua insistenza a dire basta, ovviamente solo con la bocca. A distanza di circa un mese, continuando a farmi mille domande ho creduto di poter chiudere (era ancora aperta la storia di allora) chiedendo di incontrarlo per chiarire: immediata disponibilità però con successivi rimandi per contingenti motivi familiari. Credetemi io non ho mai chiesto nulla, ha fatto tutto lui, dove era andata a finire l'affezione nei miei riguardi se non riusciva o meglio non voleva ritagliarsi un'ora per me, per la donna che io molto stupidamente credevo fosse un pochino "speciale".
Da quel momento io mi detesto, non riesco a perdonare la mia presunzione e, come dice Renato Zero in una sua recente canzone, l'imprudenza di aver creduto e un pò amato chi mi ha tradito per la seconda volta. Da allora ho perso la mia stabilità esistenziale, avevo il mio lavoro, le mie attività extra e mai, giuro mai mi sentivo triste e sola!
Sono mesi che vivo ossessionata da questa storia che mi ha riproposto un passato mai elaborato.
IL VERO PROBLEMA SONO IO.

LISA | Giovedì, 24 settembre 2009 @07:59

Per SOFIA: di 500 days of summer, il film romantico con Zooey Deschanel, ho letto però delle brutte critiche...

sofia | Mercoledì, 23 settembre 2009 @18:19

vedrò volentieri quel film(il prato è stupendo), aproposito qualcuno sa quando uscirà in Italia 500days of summer?

adriano | Mercoledì, 23 settembre 2009 @16:39

un anno fa era cosi. Poi piano piano il suo soffice maglione ricomincio' ad avvolgermi, ora mi riscalda come la prima volta che lo infilai.

Ursenna | Mercoledì, 23 settembre 2009 @11:19

Dici di non amarmi, ma con un sorriso che è tutto un abbraccio di luce. Quello di nessun mese, di nessuna stagione. Perchè la dimensione interiore non ha spazio nè tempo.
E io, sono capace di infilarmi questo maglione?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.