Lisa Corva

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Biancospino in fiore, mio primo alfabeto.

Lunedì, 11 aprile 2011 @08:39

"Biancospino in fiore, mio
primo alfabeto."

(René Char)

E’ che dietro ogni cosa, dietro ogni petalo, dietro ogni fiore abbagliante e profumato o ancora indeciso, ci sei tu, primavera. Tu che disegni l’alfabeto delle stagioni, della vita che ricomincia, dell’amore testardo. Il mio primo, il nostro primo alfabeto.

(I versi di oggi, del poeta francese René Char, sono tratti da "Due rive ci vogliono", 47 traduzioni inedite di un altro poeta, Vittorio Sereni. L'editore è Donzelli)

4 commenti

Lady Chatterley | Lunedì, 11 aprile 2011 @21:27

Partiamo dai biancospini e arriviamo a Pascoli e fermiamoci qui visto che il mito del fanciullino... insomma... desta ora qualche perplessità, non quando le recitava mia madre e mi commuovevo, io, così ben calzata!

Aminta | Lunedì, 11 aprile 2011 @20:29

Le brocche del biancospino hanno fatto parte del mio primo alfabeto poetico. E me le hai ricordate, Lisa Corva. Non che l quella poesia fosse particolarmente coinvolgente, vista con gli occhi di oggi ma con i miei occhi di bambina, lo era.

LISA | Lunedì, 11 aprile 2011 @19:12

SHARON: sapevo, sapevo... ma non l'ho ancora letto! Sono però contenta che "L’ultima estate in città" (e tutte le frasi che ho rubato all'autore) abbia lasciato il segno. Trovate l'intervista a Gianfranco Calligarich, on line, nel post del 9 marzo 2010.

Sharon | Lunedì, 11 aprile 2011 @15:07

Ciao Lisa! Come va?
Ma lo sapevi che è appena uscito il nuovo libro di Gianfranco Calligarich?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.