Lisa Corva

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La fatica di diventare grandi. (E perché ho parlato di pesci con Niccolò Ammaniti).

Lunedì, 18 aprile 2011 @07:15

"Mi sono accorto di essere felice. Il mondo oltre i finestrini e io e mamma in una bolla nel traffico. La scuola non c’era più, i compiti nemmeno e tutti i miliardi di cose che avrei dovuto fare per diventare grande".

(Niccolò Ammaniti)

Tutto quello che bisogna attraversare per diventare grandi. Una vertigine, voltarsi e ripensare a quanto ci è voluto.

Questa frase è tratta da "Io e te" (Einaudi), il nuovo bestseller di Niccolò Ammaniti dopo "Io non ho paura". E questo, un po' rimaneggiato per voi, è il racconto del mio incontro con lui, per un’intervista che è uscita su Il Piccolo, il quotidiano di Trieste.

Con Niccolò Ammaniti volevo parlare di libri, della fatica di diventare grandi, e mi sono ritrovata a parlare di pesci. Forse perché ho incontrato lo scrittore romano - 44 anni, tradotto in 44 Paesi, oltre 400mila copie per il suo ultimo libro, che è il piccolo, appena 116 pagine, "Io e te" (Einaudi) - al caffè di un grande albergo; al nostro fianco, un acquario, da cui non riesce a staccare gli occhi. Non è un caso: Ammaniti ha due cani, cui è legatissimo; uno dei suoi libri preferiti è "Zanna Bianca". E ci sono molti bizzarri animali nelle pagine di "Io e te": i lucertoloni giganti di Komodo, un’isola in Indonesia, che Lorenzo, il piccolo protagonista che invece di partire per la settimana bianca si nasconde nella cantina di casa, sogna di addomesticare per difendersi dal mondo; le mosche tropicali che si travestono da vespe, con antenne e pungiglioni finti, e che piacciono a Lorenzo, appena arrivato al liceo, perché bisogna saper imitare i più pericolosi, per sopravvivere…

Continua a guardare i pesci dell’acquario alle nostre spalle, le piacciono?

"Moltissimo." (mi guarda sorpreso). "Io li allevavo, sa? Quando vivevo ancora con i miei genitori. Avevo una grande stanza piena di acquari: con piccoli pesci d’acqua dolce, che poi vendevo. Ma questo è un acquario marino. Vede l’anemone? E poi il pesce pagliaccio, il pesce chirurgo… Così si usavano gli acquari negli anni Settanta e Ottanta: ornamentali, d’arredo, inseriti nelle pareti, e dannosi, perché per il fondale si staccano pezzi di corallo e di roccia. A me interessano acquari diversi, piccoli ecosistemi. Ma in ogni caso, ogni volta che ne vedo uno, mi viene voglia di rimettere in piedi le mie vecchie vasche".

Che cosa la affascina dell’acquario?

"In fondo è una metafora: persone diverse, che arrivano da culture o paesi diversi, ma costrette a convivere. In un acquario possono trovarsi pesci che arrivano dalla Cina o dall’Africa: magari si uccidono, e l’acquario muore; oppure costruiscono un nuovo equilibrio, una nuova armonia".

Sta pensando all’Italia multietnica, come fosse un acquario?

"Perché no? (Sorride, e torna con lo sguardo ai pesci colorati). Ma sto anche pensando che se non avessi fatto lo scrittore, forse alleverei pesci".

Il suo primo libro, in effetti, che si intitolava "Branchie" (ripubblicato da Einaudi), racconta proprio la storia di un ragazzo che fabbrica acquari.

"Sa com’è nato quel libro? Ero in un periodo di tristezza totale, stavo scrivendo, e un amico, che lavorava per una nuova casa editrice, mi ha chiesto di darci un’occhiata. Gli è piaciuto. Credo fosse disperato anche lui, non sapevano proprio che cosa pubblicare (ride). Così l’ho finito. Ma la seconda parte, tra l’altro ambientata in India, è completamente diversa, allegra, surreale: per forza, ero così felice all’idea di essere pubblicato! E sa cos’hanno scritto i critici? Che il libro era ispirato nella prima parte al minimalismo americano, nella seconda al surrealismo francese… E’ stato lì che ho pensato di avere poteri soprannaturali: essere influenzato da libri che non avevo mai letto!".

E poi, oltre che di pesci, parliamo di "Io e te", che sta per diventare un film, con la regia di Bernardo Bertolucci. Parliamo dei suoi occhiali, legati con lo spago: mi piace l’idea, e glielo dico… Che sia una deformazione professionale? Alla fine, mi ritrovo a porre domande di look e guardaroba a chiunque incontro. Così, provo a chiedere anche a lui: qual è l’indumento a cui non rinuncerebbe mai? Ammaniti è sorpreso, ma risponde: "Una felpa rossa che avevo comprato a Taos, in Messico, e che non riesco proprio ad abbandonare; né, per ora, abbandona me". Una felpa-talismano. E anche questo, insieme ai pesci, mi fa simpatia.

13 commenti

LISA | Mercoledì, 20 aprile 2011 @08:19

UNA A CASO: è vero, "Io e te" è un po' costruito, un po' ad effetto. Ma per 10 euro e 116 pagine ha un grande pregio: ti ricorda com'era avere quattordici anni, con davanti tutti i "miliardi di cose" da fare per diventare grande.

una a caso | Martedì, 19 aprile 2011 @14:25

per Nadia mi puoi spiegare perchè è addirittura un bel libro ? grazie ciao

Nadia | Martedì, 19 aprile 2011 @08:59

Che bella intervista, mi sembra di immaginarvi a parlare, fra pesci, libri e colori.
Io e te è un gran bel libro!

una a caso | Martedì, 19 aprile 2011 @08:26

io e te non mi è piaciuto dopo un inizio piacevole e vero ,verissimo diventa poi troppo amaro e forse anche un pò artificioso ,costruito .

LISA | Martedì, 19 aprile 2011 @08:18

SHARON: niente accessori-talismano, ma - sempre - un profumo che sappia di rose.

claudia mdg | Lunedì, 18 aprile 2011 @20:10

Lisa, sulla mia copia di "Io e te" tempo fa ho sottolineato tutti iriferimenti al mondo animale: sono tantissimi, mentre gli animali veri e propri nel racconto sono pochi. Sono le figure retoriche (metafore e similitudini) ad attingere continuamente all'area semantica del mondo animale. Questa cosa la trovo interessantissima, non so ancora perché, ma ci sto pensando.

stefania | Lunedì, 18 aprile 2011 @19:02

mi piace Ammaniti.. e l'ho letto quasi tutto. Su un piccolo brano di "ti prendo e ti porto via" ho iniziato a ridere sonoramente, incurante della gente che avevo intorno
Questa intervista è un gradito regalo

Sharon | Lunedì, 18 aprile 2011 @16:11

Fantastici! Lisa e Ammaniti, ovviamente.
Vi adoro entrambi. E pensare che vi ho scoperti ( entrambi) per caso!
Di Nicolò li ho letti tutti, partendo da Io non ho paura, quando ero coetanea del protagonista, sognando anch' io di avere tutta quella natura in cui perdermi... ( Piuttosto che tutto questo asfalto!)
E forse per questo che studio Architettura, magari per dare un pò di verde a questa città. Verde come il nuovo look del mio blog preferito! :) e quando penso alle vasche, non posso non ricordare quelle fatte in tanti anni di nuoto... E poi la fatica di crescere... Quanti ricordi con un solo articolo!!!
E poi c'è il look, come dice Lisa, una "deformazione"...

Lisa, forse me lo sono perso, ma qual' è il tuo accessorio- talismano?

Ciaoooooooooo!!!!!

Sabrina | Lunedì, 18 aprile 2011 @14:24

Ammaniti è un autore straordinario, io l'ho incontrato alla Fnac qualche anno fa, durante la presentazione del libro di un suo amico (di cui non ricordo il nome). "Io non ho paura" è uno dei libri più belli e più coinvolgenti che abbia mai letto e sono curiosa di leggere anche questo!

domo | Lunedì, 18 aprile 2011 @13:13

---lampedusa...

domo | Lunedì, 18 aprile 2011 @13:12

e di nuovo parto e di nuovo torno, lampeVisi stanchi e corpi bagnati. CI siamo dimenticati chi siamo...
Trovare questo sito è un dono

Kikka | Lunedì, 18 aprile 2011 @10:05

Ho letto "Ti prendo e ti porto via" di Ammaniti e lo adoro quasi quanto adoro Emma :) .. Bella e originale quest'intervista Lisa.. (proprio come te) ..
Stavo pensando.. quasi quasi compro un'acquario.. (magari però, comincio con un pesciolino rosso) ;)

una a caso | Lunedì, 18 aprile 2011 @08:25

ho letto branchie alcuni anni fa e mi era piaciuto perchè anche io amo gli acquari . ne ho uno lunghissimo nella libreria in camera di mio figlio ..ora è vuoto ma ogni mattina penso di riattivarlo e ammaniti mi sta dando l'input .... stamattina insieme al giornale ,comprerà io e te ....voglio rivivere la fatica di diventare grande e accorgermi di essere felice buongiorno a tutti

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.