Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Amori ritrovati.

Giovedì, 28 aprile 2011 @08:25

"In fondo, imparare una nuova lingua non era diverso dall’imparare a innamorarsi del proprio marito una seconda volta".

(Dinaw Mengestu)

Riavvicinarsi. Scoprirsi di nuovo, capirsi di nuovo: provarci. Un po’ come imparare una lingua straniera. Sono le cose di sempre – prendere un autobus, ordinare un caffè – ma com’è difficile farlo, se non abbiamo ancora le parole per dirlo.

La frase di oggi è tratta da "Leggere il vento", di Dinaw Mengestu (Piemme), sicuramente il più bello dei romanzi che ho letto per scrivere questo pezzo per Grazia, sugli amori ritrovati.

La storia è questa. L’avete incontrato, vi si siete innamorate, con lui c’è stato un bacio – solo un bacio, ma che bacio, di quelli che durano pagine di romanzo, scene intere di film – e poi se n’è andato, lontano oceani. Dicendo che tornerà. Passano gli anni e lui in effetti torna: sotto forma di lettera, però (ma chi scrive più lettere adesso? Facciamo sotto forma di mail, o sms); chiedendovi comunque di partire, raggiungerlo, cominciare una nuova vita insieme. Bene, voi che fate? Vi lascio con l’interrogativo (ma magari, vi è successo o vi sta succedendo), e vi dico invece quel che fa Alcina, la protagonista di "Tutta la vita" (Longanesi): prende la prima nave per l’Argentina, e parte. La nave e non l’aereo, perché nel romanzo di Romana Petri siamo nel 1948, e Alcina è un’ex partigiana nella campagna umbra. E il libro è un feuilletton scritto con linguaggio quasi antico, anche se Alcina poi, a Buenos Aires, non troverà solo l’amore ma anche gli orrori della dittatura. Ma non andiamo avanti di troppe pagine…
No: concentriamoci sulle pagine, quelle di libri appena usciti o che stanno uscendo, dove di questo si parla. Di amori che vanno e tornano, di amori che aspettiamo e che riappaiono quando ormai non ci speravamo più. "Eppure io non ho mai rincorso un perduto amore", dice Romana Petri. "La vita è troppo breve per sprecarla in rimpianti; il mondo è vastissimo, ricco di doni e traversie. Io uso il passato per scrivere, e il futuro per vivere". Ma allora Alcina, la sua protagonista? "Quello tra Alcina e Spaltero è un amore autentico, compiuto, d’una forza quasi virile. Un amore esemplare. Mi sembra siano gli unici per i quali valga la pena".
Attenzione, allora: perché il rischio degli amori perduti è quello di trasformarsi in amori-cartolina. Così li liquida, con una buffa immagine pop, Luca Bianchini: "L’aveva semplicemente idealizzata: una cartolina incorniciata cui aggrapparsi ogni volta che ne sentiva il bisogno, quando l’autostima era sotto le scarpe o un cliente si permetteva di chiedergli se era sposato". E’ una frase sfilata al suo ultimo romanzo, "Siamo solo amici" (Mondadori). Dove c’è Giacomo, solo e solitario portiere d’albergo a Venezia, e la "sua" cartolina: Elena, una "madamina" torinese. Con lei, arrivata in laguna col marito, c’era stato poco e moltissimo: una passeggiata, un gelato, un bacio… Finché, improvvisamente, inaspettatamente, riappare. Solo una cartolina? "Non è detto: ci sono amori speciali che rimangono congelati per anni; ma poi, se ci si rivede, si torna in un flash all’attrazione originaria. Non ci sono spiegazioni: è chimica". A tornare, nel suo libro, è anche l’amico perduto, di cui Giacomo era, forse, innamorato… Già: forse il protagonista è etero, forse è bisex, forse non importa. In ogni caso, è una moltiplicazione delle possibilità di amare. "Dal punto di vista narrativo, sono le storie più interessanti; e appena posso mi ci butto, per far vibrare tutte le corde dell’amore".
Eppure gli amori perduti, quello che poteva essere e non è stato, continuano a commuoverci, toccarci, a illuderci: perché hanno in sé una carica fortissima di sogno. E’ l’idea, quasi magica, di ritrovare ciò che eravamo. Ed è quello che sognano due uomini in un bizzarro viaggio on the road dalla Puglia verso Nord (e ritorno): sono i protagonisti di "Il mare perché corre", di Livio Romano, appena uscito per Fernandel. Uno ha 46 anni, l’altro 82. "Si chiamano entrambi Piero, uno speculare all’altro, con storie e trascorsi che sembrano due tessere di un puzzle che aspettavano di combaciare", racconta Livio Romano. "Anche le donne perdute sono antitetiche. Una ebrea, sopravvissuta ai lager nazisti. L’altra musulmana, un giovane medico di Mostar. Entrambe scampate a una guerra orrenda. Il vecchio Piero del suo amore cerca ancora l’aura, il profumo, un’ultima volta prima di morire. Piero il giovane, invece, solo con Helena si è sentito vivo, davvero. Quando lei lo molla, non può far altro che mettersi dentro a una vecchia BMW e andarsela a riprendere, a 1200 km di distanza". Ma arriva sempre un momento nella vita in cui ci si ritrova a fantasticare su un perduto amore? "A volte, e per gli uomini è un classico – è Baglioni: "Adesso che/ saprei cosa dire, adesso che/ saprei cosa fare". Che si può tradurre in: adesso che e –in definitiva- ho imparato a fare sesso in maniera magistrale…".
A volte però l’amore da ritrovare è un altro. E’ quello in matrimoni dove la tenerezza si è sfaldata, e va ricucita, rammendata. Nello struggente "Leggere il vento", di Dinaw Mengestu (Piemme), c’è Mariam, ragazza etiope che raggiunge, dopo anni di guerre e separazione, il marito in America, e pensa: "In fondo, imparare una nuova lingua non era diverso dall’imparare a innamorarsi del proprio marito una seconda volta". Forse perché, come dice Mengestu, che tra l’altro è per il New Yorker tra i più interessanti scrittori americani under 40: "Il motivo per cui molti matrimoni si spezzano, compreso quello nel mio libro, è l’incapacità di comunicare, di tradurre in parole quello che proviamo e pensiamo. E, ovviamente, l’incapacità di ascoltare". Ma forse questa è una debolezza degli scrittori: pensare che grazie alle parole si possa sempre trovare, e ritrovare, un amore.

9 commenti

innamorato | Domenica, 6 novembre 2011 @12:06

Grazie Lisa,le tue poesie e i tuoi aforismi mi han fatto riscoprire una cosa che avevo dimenticato in un cassetto dell'armadio, in quella stanza che alcuni illusi chiamano ancora alcova dell'amore.Il mio cuore è adesso molto più in là! Grazie ancora T.V.B.

Giusy d'antan | Venerdì, 29 aprile 2011 @13:29

Belle le parole di Patri, vere e sentite. Le sue nozze d'argento brillano come un diamante. Un saluto a questa ragazza con le mani sempre colme di fiori e di bei pensieri. Giusy

paola | Venerdì, 29 aprile 2011 @11:43

un matrimonio durato 4 anni che non avrebbe dovuto, neanche, essere celebrato. Una convivenza di dodici anni che è stata l'amore della mia vita, quell'amore che rimpiangi e che sei certa di non ritrovare in nessun'altro...un'amore tutto al femminile.

Carla | Giovedì, 28 aprile 2011 @15:01

I miei nonni sono stati insieme settanta anni ( forse gli ultimi cinque possono non contarsi per via della malattia) ma credo che inevitabilmente si siano persi ( si sono conosciuti ai tempi della guerra) e ritrovati ... mia nonna racconta di aver scoperto di avere un marito quando si sono trasferiti a Milano; lui è diventato un uomo diverso e lei ha iniziato ( finalmente!) a lavorare....

patrizia fiorista | Giovedì, 28 aprile 2011 @14:27

Quando abbiamo perso nostra figlia ci siamo persi anche noi, nel dolore, nel cercare il modo di ritornare a vivere. Poi un giorno ti guardi e scopri che non ci sono altri occhi che vorresti guardare se non questi che ti fanno battere forte il cuore, e così stiamo organizzando la festa per il nostro 25 di romantico coniugale. Mughetti per tutti Patri

nina | Giovedì, 28 aprile 2011 @14:00

Sono esageratamente istintiva e passionale per avere rimpianti e troppo ipocondriaca per non aver paura della morte che rende la vita così breve..

Giusy | Giovedì, 28 aprile 2011 @13:54

Ho letto tutto l'articolo, riga dopo riga anche se la poltroncina davanti al pc sta scottando un pochino...mi attendono incombenze da casalinga, ahimé, e questa è stata una boccata di ossigeno.

Sharon | Giovedì, 28 aprile 2011 @13:39

"Adesso che/ saprei cosa dire, adesso che/ saprei cosa fare". Che si può tradurre in: adesso che e –in definitiva- ho imparato a fare sesso in maniera magistrale…".

FANTASTICO! ;)

una a caso | Giovedì, 28 aprile 2011 @12:51

forse è meglio mettere da parte vecchi ricordi,senza perderli, per fare posto ad altri nuovi.e vivere quello che deve succedere ..ritrovare ,rivivere,ricostruire non sono poi dei bellissimi verbi ,io li sostiruirei con esplorare ,sognare ,scoprire ,vivere .

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.