Lisa Corva

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Io che ancora credo in te.

Lunedì, 9 maggio 2011 @07:27

"E in un cassetto
due biglietti per un film d’amore che
non hai visto con me, e altri libri, e anche
una camicia sbiadita con la quale dormo
di notte per stare più vicina a te; e da
tutte le parti, libri, tanti libri, tante
parole che mai mi hai detto prima della lettera che scrivesti quella mattina, e io,
io che ancora credo che tornerai, che
ritorni, sia pure solo per i tuoi libri".

(Maria do Rosário Pedreira)

Io che ancora credo in te.

(Ricordate il Buongiorno del 15 dicembre, "Ma tu partivi sempre la sera prima del mio arrivo"? Sono, come quelli che ho scelto per City oggi, versi della poetessa portoghese Maria do Rosário Pedreira).

15 commenti

Lady Chatterley | Martedì, 10 maggio 2011 @15:23

sì. Lisa, ma io trovo una differenza tra l'uomo che se ne è andato di propria volontà e quello che ha dovuto lasciare la vita. Lo struggimento che ben definisci, con la camicia usata e ormai stinta, mi sta bene per la seconda ipotesi. Ciao! ti leggo sempre con rinnovato interesse.

LISA | Martedì, 10 maggio 2011 @06:53

ALICE, ti posso rispondere con un mio vecchio Buongiorno, che era una frase di Goethe: "Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala. L’audacia ha in sé genio, potere e magia. Incomincia adesso". Se non altro, ci avrai provato, e avrai imparato qualcosa, anche di te, provandoci.

Alice | Lunedì, 9 maggio 2011 @20:47

Il mio sogno è scrivere un libro, a dir la verità qualche tempo fa avevo già cominciato: c'è la storia, ma manca tutto il resto. Mi sembra una cosa cos' grande, così complicata e difficile....

LISA | Lunedì, 9 maggio 2011 @20:37

LADY CHATTERLEY: no, è un uomo che se n'è andato. E a me fa uno struggimento terribile quella camicia sbiadita con cui lei dorme... Ma del resto, chi ci lascia e non torna, non è forse come morto, per noi?

LISA | Lunedì, 9 maggio 2011 @20:34

ALICE: ma quale incoraggiamento migliore delle parole che tu stessa hai scritto? Credici, Alice. E dimmi: che cosa vorresti fare, come vorresti usarle, le tue parole?

Lady Chatterley | Lunedì, 9 maggio 2011 @19:08

vedo in questi versi un rimpianto che non porta a nulla di positivo che assomiglia alla polvere che si posa su libri non aperti o non riletti. e su quei biglietti ormai inutili. Il tutto mi sembra distruttivo, inutile e non meritevole di un barlume di speranza.Se un uomo torna solo per raccattare i tanto amati libri, meglio farglieli trovare fuori dalla porta di casa.
Ipotesi: forse la poetessa stava rimpiangendo un morto?

Alice | Lunedì, 9 maggio 2011 @18:53

Ciao Lisa, sono Alice, una ragazza ventenne che è praticamanente cresciuta in compagnia della tua rubrica su City. Gli anni del liceo, ogni mattina afferrrare in fretta il giornale e leggere le tue righe.
So che quello che sto per dirti ti sembrerà assurdo, ma io ho amo scrivere, credo da quando sono nata, la mia vita è completamente circondata dalle parole, da ogni tipo di parole...ecco vorrei da te un consiglio, un suggerimento, un aiuto per capire quale sia la strada giusta, per credere un pò di più nel mio sogno...

stefania | Lunedì, 9 maggio 2011 @16:07

bellissimi malinconici versi.

a "certi uomini" inutile tirare libri in testa..sarebbe un gravissimo danno per i libri

LISA | Lunedì, 9 maggio 2011 @11:31

VALENTINA: che soddisfazione sarebbe, poter tirare libri in testa a certi uomini. Sperando che le parole gli entrino nella zucca. Magari "Guerra e pace"?

LISA | Lunedì, 9 maggio 2011 @11:10

MAC: Maria do Rosário Pedreira è una poetessa, non ha scritto romanzi; e purtroppo è praticamente introvabile in italiano. Io l'ho conosciuta per dei suoi versi pubblicati nella raccolta "Nuove poesie d'amore" di Crocetti, a cui ho tratto molti Buongiorno, e che ti consiglio assolutamente, anche se della Pedreira c'è solo un poema. Quello di oggi è invece "Leggi, sono questi i nomi delle cose che lasciasti" (in portoghese: "Lê, são estes os nomes das coisas que deixaste") . La traduzione è di Mirella Abriani. Ora, una domanda per te: da che città leggi i miei Buongiorno? (E anche qualcosa di più: quanti anni hai, e perché oggi hai visto te stessa in questi versi...).

mac | Lunedì, 9 maggio 2011 @10:06

leggo questi versi e vedo me stessa..
Lisa, leggo ogni mattina su city le tue rubriche...questa mi ha colpito più di tutte. sai dirmi se appartiene ad una raccolta o ad un romanzo?vorrei comprare il libro. grazie e complimenti ancora

valentina | Lunedì, 9 maggio 2011 @09:15

...per come mi sento vorrei suggerire, alla splendida e commovente Maria do Rosário Pedreira, di tirarglieli in testa i libri.
Bellissimi questi versi Lisa.

una a caso | Lunedì, 9 maggio 2011 @09:03

quella si che è felicità !

LISA | Lunedì, 9 maggio 2011 @08:52

UNA A CASO: ma no, dai, che Eavan Boland è contenta di stirare!

una a caso | Lunedì, 9 maggio 2011 @08:39

se escludiamo Neruda ,ci sono tutte poetesse disperate .....

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.