Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Così ti bacia, l’aria della sera.

Martedì, 24 maggio 2011 @08:04

"Son io colui che t’attende nella notte stellata.
Colui che sotto il tramonto insanguinato t’attende.
Guardo cadere i frutti nella terra cupa.
Guardo danzare le gocce di rugiada nell’erba.
Nella notte al denso profumo delle rose,
quando danza la ronda delle ombre immense.
Sotto il cielo del Sud, colui che ti attende quando
l’aria della sera bacia come una bocca."

(Neruda)

Quanti baci, nell’aria della sera.

I versi di oggi sono tratti da "20 poesie d’amore e una canzone disperata", Edizioni Accademia.

11 commenti

Giusy d'a. | Giovedì, 26 maggio 2011 @12:35

Certo , Maria. La tua non mi sembrava una requisitoria quindi, ben lungi da me vestire i panni del difensore d'ufficio, peraltro non richiesto! Ciao. (senza puntini di sospensione)

LISA | Mercoledì, 25 maggio 2011 @16:19

Conosco (più o meno) la storia e la Storia, ma non la canzone! Forse Martone dovrebbe farci un altro film... Scherzo, scherzo - ma non troppo. Mi piace ripassare al cinema!

maria | Mercoledì, 25 maggio 2011 @14:33

beh forse per te la storia è un'altra cosa dipende sempre che storia una persona studia,è Lisa che ha detto di non conoscrere la canzone non tu scusami ma ........probabilmente per Lisa è stata una dimenticanza e comunque non credo abbia bisogno di un avvocato difensore......................Ciao Giusy d'a.

Giusy d'a. | Mercoledì, 25 maggio 2011 @13:37

suppongo che Lisa conosca molto bene la Storia e non solo d'Italia. Conosco anch'io la Canzone del Piave forse perché appartengo a un'altra generazione, comunque, si tratta solo di una canzone. Bella e coinvolgente. La Storia è altra cosa ed è molto complessa. Ci vogliono montagne di libri, di testimonianze di studi approfonditi per arrivare a capirci qualcosa.

Maria | Mercoledì, 25 maggio 2011 @11:27

Buongiorno Lisa ,mi meraviglia molto che una "triestina" come te non conosca la storia d'italia......................di solito la insegnao alle elementari ma se vuoi posso ricordartela.
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio.................Ricordi???
buona giornata

LISA | Martedì, 24 maggio 2011 @20:19

LADY CHATTERLEY: la Canzone del Piave no, non credo di averla mai sentita (vedete quante cose imparo oggi?). In compenso, sempre per quanto riguarda lezioni di italianità, ho visto finalmente "Noi credevamo", il film sul Risorgimento presentato l'anno scorso a Venezia e girato da Mario Martone (che aveva firmato lo stupendo "La meglio gioventù"). Tre ore di lezione su Mazzini e Garibaldi con un bravissimo Luigi Lo Cascio, e un pochino di confusione, non solo storica: i protagonisti, patrioti e garibaldini, avevano tutti basette e baffi, e li distinguevo a malapena uno dall'altro...

LISA | Martedì, 24 maggio 2011 @20:14

Gentile LEONARDO, lei ha perfettamente ragione. I miei commenti sono eterei (e questo mi piace), ma spesso anche zuccherosi e iperglicemici (e questo mi piace meno!). Ma a volte cerco solo di stare in punta di piedi vicino a versi troppo belli... E scivolo sullo zucchero. A lei grazie di avermi raccontato una storia che non conoscevo: quella di Jan Neruda, il poeta di Praga che Pablo Neruda amava così tanto.

Lady Chatterley | Martedì, 24 maggio 2011 @20:04

Terribili le guerre, lasciano cicatrici difficili da rimuovere per chi le ha vissute e facili da rimuovere per interessi Molto precisi e mirati

Lady Chatterley | Martedì, 24 maggio 2011 @19:51

Mah, penso che i commenti della'nostra' Autrice vogliano essere solo un input, che considero molto intelligente. Una proposta, insomma, per leggere e ascoltare le diverse opinioni. Passo ad altro: oggi è il 24 maggio! Nessuno di voi ricorda la Canzone del Piave?' io sì. me la cantava, con la sua bellissima voce perfettamente intonata, mia nonna. Non so dire chi gliela avesse insegnata. So solo che mi ricorda la Grande Guerra, nella quale hanno combattuto e perso la vita tanti italiani: moltissimi erano meridionali e combattevano per il nostro Paese. Uniti,. da nord a sud.

Leonardo Migliarini | Martedì, 24 maggio 2011 @18:26

Gentilissima signora Corva - parto complimentandomi e ringraziando per le sue scelte di versi, sempre di grande intensità, spessore e in buona misura molto originali, ma senza mai perdere l'impegno per l'alta qualità poetica_ Le leggo, le apprezzo, e imparo molto, quasi tutti i giorni sul 'City', che ormai tendo a considerare il miglior quotidiano italiano_ Do anche un gran valore alla sua scelta, non più dilettantistica o dozzinale, di citare il testo e l'edizione dei brani che pubblica_ E mi dispiace un po' allora non ritrovare lo stesso interesse e profondità nei suoi commenti, che mi sembrano sempre troppo monotematici, solipsisti ed eterei_ Ma questa è solo una mia opinione, e conta quello che conta_

Posso farle però un conciso appunto tecnico? Quando riporta dei testi di Pablo Neruda, dovrebbe aggiungerne anche il nome, o semplicemente l'iniziale, perché esiste un altro poeta con quel cognome, ceco, dal quale infatti Pablo neruda ha scelto il proprio pseudonimo_ Capisco che è un puntiglio, perché l'unico Neruda davvero famoso è il cileno - ma tecnicamente sarebbe meglio operare sempre la distinzione_

La ringrazio dell'attenzione e la esorto a continuare nel suo lavoro, preziosissimo, di far vivere la poesia ogni giorno e offrirla, in prima pagina, a ogni sorta di lettore comune_ Saluti carissimi e auguri per il futuro_

Andy | Martedì, 24 maggio 2011 @16:20

Ancora una volta siamo in sintonia: sul mio comodino c'è un libro di Neruda.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.