Lisa Corva

Commenta come:
Testo:
Anti-Spam: CAPTCHA Image
 Immagine different
Posta commento

Bacio tradotto da una spina.

Mercoledì, 25 maggio 2011 @11:17

"Chi parla nella sera? Chi preme
ancora questo citofono? Cenere dei camion,
su quali labbra vuoi posarti? Misteriosa
ogni crescita. Benvenute, ombre. Eri
la trincea di ogni frase, un tuffo
nel petto immobile. Tu senza colore
scendevi nello specchio
delle sillabe solitarie. Cadevi
da un’antica giostra. Stella pesante,
acqua senza sonno, livido rimasto. Bacio
tradotto da una spina."
(Milo De Angelis)

Tu dolce, dolce livido.

I versi di oggi sono tratti da "Quell’andarsene nel buio dei cortili", di Milo De Angelis, Mondadori.

5 commenti

LISA | Mercoledì, 25 maggio 2011 @19:05

RODOLFO: anche a me lo "specchio delle sillabe solitarie" piace, mi dà un'idea di non comunicazione, di solitudine, di non capacità/possibilità di relazione con gli altri. Ma mi colpisce soprattutto quella "stella pesante, acqua senza sonno, livido rimasto": il segno di un amore finito, forse di un disamore, di un amore complicato. E quel "bacio tradotto da una spina", un bacio che fa male, anche se solo nel ricordo.

una a caso | Mercoledì, 25 maggio 2011 @16:42

a rodolfo continuo a non apprezzare sorry .........anche a me però piace _misteriosa ogni crescita ......il resto è un groviglio di parole .Per me ,naturalmente ciao grazie

rodolfo | Mercoledì, 25 maggio 2011 @15:39

millo de angelis è tutto tranne che un poeta freddo e cerebrale. provo a dare una risposta: scendevi nello specchio delle sillabe solitarie: la scrittura è specchio, prima di tutto di sé e poi del mondo, doppio riflesso identità; le sillabe solitarie possono essere quelle di un dialogo muto, di una ricerca faticosa, di una solitudine, cercata o non voluta. e veramente belli i versi "Misteriosa / ogni crescita. Benvenute, ombre." come il titolo della raccolta, poi.

paola | Mercoledì, 25 maggio 2011 @15:25

mi stupisco sempre di come sia soggettiva la comprensione dell'arte e di come sia vero quel detto popolare che recita "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace ". Credo che questa poesia sia un sorta di elogio alle parole, piccole o grandi, sensate o meno che siano.

una a caso | Mercoledì, 25 maggio 2011 @14:16

è una poesia fredda,che non dà nessuna emozione . il poeta mi sembra troppo coinvolto nella ricerca della perfezione della parola . _scendevi nello specchio delle sillabe solitarie _che vuol dire?

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.