Lisa Corva

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Ciò che poteva essere e ciò che è stato.

Mercoledì, 1 giugno 2011 @09:26

"Ciò che poteva essere e ciò che è stato
Tendono a un solo fine, che è sempre presente.
Passi echeggiano nella memoria
Lungo il corridoio che non prendemmo
Verso la porta che non aprimmo mai
Sul giardino delle rose"

(T.S.Eliot)

Quello che poteva essere, quello che è stato; indelebile, eternamente presente, in me.

A vent'anni leggevo Neruda, ed Eliot: anche se mi sembra di capirlo solo adesso. I versi di oggi sono tratti da "Quattro quartetti", Garzanti, e venerdì li troverete, come sempre, in versione globish.

19 commenti

una a caso | Domenica, 5 giugno 2011 @09:05

the waste land ...il nostro incubo all'orientale di napoli .....ma 30 e lode ciao

Leonardo Migliarini | Domenica, 5 giugno 2011 @02:44

' April is the cruelest month, breeding
lilacs out of the dead land, mixing
memory and desire, stirring
dull roots with spring rain. '

T.S.Eliot - da 'Waste Land'

'povna | Sabato, 4 giugno 2011 @20:15

i Four Quartets sono una delle cose per cui vale la pena di vivere...

http://nemoinslumberland.splinder.com/

LISA | Sabato, 4 giugno 2011 @11:15

VALENTINA, che si asciuga le lacrime con lo strofinaccio della cucina (e ci commuove e fa ridere insieme!), vedi? E' proprio questo Eliot, almeno per me: non il rimpianto per le "rose che non colsi", ma "ciò che poteva essere e ciò che è stato tendono a un solo fine, che è eternamente presente". Il presente delle possibilità. Guarda come suona in inglese, nella parte globish: è quello il profumo di rose, il profumo di quello che può ancora succedere.

valentina | Sabato, 4 giugno 2011 @10:28

... scrivo asciugandomi le lacrime con uno strofinaccio da cucina, grazie ...

Vip | Sabato, 4 giugno 2011 @10:16

Non solo ciò che poteva essere o ciò che è stato. Ma anche quel che sarà, dunque. VALENTINA: rispolvera la tua libreria, ma soprattutto la tua vita e ritrova quel coraggio. Perchè a giugno, i papaveri -impavidi- ricrescono sempre sulla linea di un binario. E lo fanno per ricordarci che si può sempre ripartire da capo e giocare di nuovo. Adesso tocca di nuovo a te.

una a caso | Sabato, 4 giugno 2011 @08:31

rispolvera il diploma e riprova con determinazione e coraggio meglio una sconfitta ( faccio scongiuri !!!) che un dubbio ...c'è senz'altro posto anche per te ....insisti il vento oggi è dalla tua parte !!!! ciao

valentina | Venerdì, 3 giugno 2011 @19:59

@una a caso, ci sto pensando già da un po' di tempo di riprendere i libri di filosofia e quella parte della mia vita che è rimasta 'sospesa', che si è interrotta per tante buone ragioni e forse anche perchè ho avuto poco coraggio. Proprio mentre scrivo guardo, di sbieco, il diploma di laurea, sta lì arrotolato a prendere polvere sopra la libreria. Vivo giorni strani, che fluttuano, sono momentaneamente disoccupata, dopo tanti anni di precariato, dopo aver messo da parte molto di me e me;è ora di tornare in facoltà, di ripercorrere le scale polverose e rumorose e di rientrare nelle piccole stanze dove faceva sempre troppo caldo, senza paura, mettendo via i rimpianti e pensando che ancora, lì dentro, forse c'è un posto per me.

una a caso | Venerdì, 3 giugno 2011 @18:33

avresti dovuto essere moooooolto fortunata conosco laureati che girano da anni per i corridoi delle università ......comunque se hai un pò di tempo , riprendi i libri per tua soddisfazione personale puoi sempre fare un corso inerente alla materia che ti piace in bocca al lupo ...mi pice come scrivi ciao

valentina | Venerdì, 3 giugno 2011 @14:09

giusy, grazie!

Giusy d'a. | Venerdì, 3 giugno 2011 @13:47

Valentina, mi è piaciuto tanto il tuo commento.

valentina | Venerdì, 3 giugno 2011 @09:27

i rimpianti che ho non sono tanto riferiti a sentimenti, perchè quelli prescindono da tutto, mi escono così... dagli occhi, dalle mani e dalle parole che scrivo ,quanto invece agli studi. Il liceo che non ho potuto fare e la specializzazione universitaria, il mio sogno era quello di rinchiudermi in facoltà e fare ricerca filosofica, quella pura, quella tutta pensiero e ragionamento, quella per cui trovi le soluzioni all'improvviso ...prendi carta e penna, fai un disegno con due frecce ed ecco che ti si apre un mondo !!! solo a pensarci sento il sangue che torna a scorrere nelle vene.

Lady Chatterley | Giovedì, 2 giugno 2011 @16:59

sì quel "no" di troppo mi è sfuggito sulla tastiera. ....

Lady Chatterley | Giovedì, 2 giugno 2011 @16:58

io invece penso alle rose che non colsi ma vivo benissimo e sono contenta di non averle colte...e le spine dove le mettiamo? senza mavalà e tze (forma onomanotopeica che non mi ricorda alcunché) Pensavo a un film del quale non riesco a ricordare il titolo, un film piuttosto amaro.

annetta | Giovedì, 2 giugno 2011 @13:05

Pensieri inutili quelli delle rose che non colsi. Ci illudiamo spesso di sapere per certo cosa sarebbe successo se avessimo fatto una data scelta invece che un'altra; ma se non siamo riusciti a prevedere esattamente gli esiti della scelta effettivamente fatta (e che al momento ci pareva la migliore) figuriamoci se siamo in grado di sapere - e conseguentemente di rimpiangere, gli esiti di quella non fatta!! Mavalà....tze! chi pensa troppo alle rose non colte secondo me vive inutilmente male. Per quel che ne sappiamo delle rose non colte "poteva andare anche peggio, poteva anche piovere "...Frankestein Junior :-)))))

una a caso | Giovedì, 2 giugno 2011 @08:48

non si puo vivere circondati da dubbi e rimpianti . viviamo il presente al meglio ......altrimenti anche questo sarà ,un giorno, oggetto di rimpianti un saluto

Sabrina | Mercoledì, 1 giugno 2011 @23:46

E' tanto che non scrivo, ma leggo quasi tutti i giorni... Le cose che non sono state sono costantemente con me, con il rimpianto di non aver fatto tutto quello che potevo o di non aver detto cose che avrei potuto dire... A volte penso che ci sia un perchè, che le cose vadano o meno in un certo modo perchè devono portarti ad un punto e non ad un altro. Lo spero, quanto meno cerco di farmene una ragione. Buon 2 Giugno a tutti

Vip | Mercoledì, 1 giugno 2011 @21:51

Questi versi mi fanno venire in mente il rimpianto dei sogni infranti di Gozzano. Ricordi, LISA? ...non amo che le rose/che non colsi. Non amo che le cose/che potevano essere e non sono state.

Lady Chatterley | Mercoledì, 1 giugno 2011 @16:52

E sì, le rose che non colsi...

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.