Lisa Corva

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Il buio, che ti porta più vicino.

Martedì, 14 giugno 2011 @08:37

"Adesso, al buio, col ricordo del suo corpo appoggiato al mio, non dovevo fare altro che pronunciare il suo nome e sarebbe stata sotto le coperte, muovermi di un centimetro e avrei trovato una spalla, un ginocchio, sussurrare ancora il suo nome e ancora e ancora, finché non avrei giurato stesse facendo altrettanto con il mio, al buio le nostre voci unite come quelle di due amanti in una favola antica".
(André Aciman)
Il buio, che ti porta più vicino.

Questa frase è tratta da un libro che ho molto amato: "Notti bianche", Guanda. L'intervista che ho fatto ad André Aciman, che ho incontrato quest'inverno a Manhattan, la trovate on line in archivio, il 5 febbraio 2011.

8 commenti

Giusy d'a. | Mercoledì, 15 giugno 2011 @13:13

Patri, è sempre un piacere leggerti e ricevere il tuo saluto. Sto bene, grazie, forse per via delle tue pervinche rosee che non si stancano mai di fiorire. Bellissime. Leggerò anch'lo stesso libro, sai? Un saluto davvero speciale. Giusy Scusa il fuori tema, Lisa, a volte mi capita...

pp | Mercoledì, 15 giugno 2011 @01:10

in attesa del buio che ci faccia riavvvicinare...

vincenzo.I | Martedì, 14 giugno 2011 @21:20

CIAO LISA.

Sono i mie petali profumati,
o le spine che graffiano il buio
del cuore.
Per te,
pura come come una goccia di brina.

patrizia fiorista | Martedì, 14 giugno 2011 @16:24

Buongiorno Lisa, scusa se rispondo solo oggi, grazie del pensamento il libro l'ho già ordinato.L'accostamento madri e fiori mi calza a pennello, come sai la mia mamma mi ha lasciato in eredità il suo pollice verde e la smisurata passione per i fiori. oggi ho comprato un bellissimo vaso di pervinche rosa che ho portato dalla Marta. Ciao Giusy va tutto bene? Un saluto carico di rose per tutte/i Patri

paola | Martedì, 14 giugno 2011 @11:46

grazie Lisa, hai dato parole alle mie sensazioni...

valentina | Martedì, 14 giugno 2011 @09:46

che libro ! molto emozionante, è stata la mia "cura", il primo che ho letto dopo un periodo difficile, nel tentativo di ritrovare quella 'me' schiacciata tra l'incudine e il martello del lavoro e dell'annichilimento. Ho ancora negli occhi quel paesaggio con la neve che io immaginavo blu, sferzato da venti freddi, attraversato dai protagonisti e la ventata di calore che si apriva sulle loro vite quando stavano insieme: alla rasegna cinematografica su Rohmer, nel loro locale preferito, dentro a case...macchine...a guardarsi, sfuggirsi, prendersi, sognare l'uno dell'altro.

LISA | Martedì, 14 giugno 2011 @09:42

ANTONELLA, grazie. Quel Buongiorno l'avevo dimenticato...

"Un’immagine sfuocata di corpi svestiti
nel momento della dolce indolenza
che segue all’amore,
quando il più malvagio dei cuori
arriva a credere
che la felicità può durare per sempre"
(Charles Simic)

E dunque abbracciami, lascia che mi addormenti; non voglio pensare a niente, voglio solo scivolare dentro questo momento: che, per un attimo solo, durerà per sempre.

(Charles Simic: nato a Belgrado nel 1938, è uno dei "poeti laureati" d’America. La sua lingua madre è il serbo, ma scrive in inglese: è arrivato in America a sedici anni, "e i miei agenti di viaggio sono stati Hitler e Stalin". I versi di oggi sono tratti da "Club Midnight", Adelphi)

Antonella | Martedì, 14 giugno 2011 @09:26

Lisa, riesci sempre a farci emozionare, a rievocare situazioni e ricordi che occupano un posticino nel nostro cuore.
La frase di stamattina mi ha fatto lo stesso effetto del primo Buongiorno che ho appeso in bacheca (Clarles Simic - 14.11.08).
Antonella

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.