Lisa Corva

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L'infanzia ritorna, con un profumo.

Martedì, 5 luglio 2011 @09:21

"Erano gli odori, ciò che ricordava più di ogni altra cosa. Le polpette di pesce della nonna. L’aneto sull’uovo. Il legno carbonizzato. L’erba e il miglio sulle dune e la dolce fragranza delle fragole e del profumo della nonna. Mughetto. Il piccolo flacone stava sulla mensola sopra il lavandino del bagno. Se si metteva sulle punte riusciva a raggiungerlo. Fu quel profumo a rimanerle dentro, quando infine si addormentò".

(Elsebeth Egholm)

Il profumo dell’infanzia.

Estate, tempo di gialli? A me piacciono quelli "nordici". Dopo l’abbuffata di Millennium e Stieg Larsson, e aspettando il nuovo thriller della svedese Liza Marklund, ho appena scoperto una danese. Lei si chiama Elsebeth Egholm; la sua protagonista, una giornalista di "nera" in una Danimarca multietnica, si chiama Dicte; i crimini hanno a che fare con la fame di bambini nel mondo e gli uteri in affitto… Molto contemporaneo, molto thriller. Ma la frase di oggi – tratta da "Il danno", Einaudi - è poetica, ci racconta le estati nel Nord, con quei profumi a noi sconosciuti: il miglio sulle dune, l’aneto sull’uovo. Gli odori dell’infanzia.

3 commenti

stefania | Mercoledì, 6 luglio 2011 @08:45

non ho ricordi odorosi che mi riportano indietro
solo flash di emozioni, intensi..e poi non ci sono più

valentina | Martedì, 5 luglio 2011 @11:37

mi piacciono molto le atmosfere nordiche, una mia cara amica svedese mi ha fatto conoscere tradizioni e scoprire ricette. Abbiamo vissuto insieme per un periodo, o meglio, mi ha ospitato nella mansarda di casa sua; mi piaceva quel posto e mi piaceva ascoltare il suono della lingua svedese, così dolce e cantilenante e adoravo mangiare quello che cucinava per me. Profumi e odori che mi piace ricordare.

Cristina | Martedì, 5 luglio 2011 @09:31

L'infanzia... che strana coincidenza.
Proprio questa mattina, mentre piove e l'odore della nostalgia impregna l'aria, stilla dopo stilla, sommessamente.
Riflessioni disordinate...
a seguito di letture sparse e silenzi avvolti in un cielo che cambia colore.
Domande senza risposta, gettate nei giorni come ciottoli levigati raccolti dalla riva di un fiume. Saltelli sull'acqua che finiscono nell'eco d'indecifrabili cerchi concentrici.
Istanti che scivolano via, come sabbia tra le dita.
Pulviscolo dorato che graffia la luce, la superficie delle cose.
Tra me e il mio silenzio l'asola sciolta di una deriva, lontananza, nostalgia...
Il vento sfoglia le pagine di un libro ma passa senza fermarsi. Le parole non toccano il suo sguardo che rimane pulito, intatto.
Mentre il mio vacilla. Si passa il dorso della mano tra le ciglia e sulle palpebre, quasi a cancellare quel bruciore di polvere nell'iride.
Perché leggere della realtà, di come veniamo tutti addomesticati e inglobati nella cornice che ci circonda, simili a pesci condannati a nuotare nella stessa acqua, pur col desiderio di assaporare il cielo o la terra, rende aridi, spenti. Smarriti.
Stringo a me i lembi di quel nastro ove un tempo c'era un'asola, forse più oltre, un palloncino colorato, un aquilone... l'assenza di quell'entusiasmo e quello stupore bambino mi punge.
Trascrivo in fretta un'immagine, un verso e mi chiedo se al mondo vi sia più bisogno di verità, di quella patina di fuliggine opaca sopra le cose, oppure di bellezza - di un attimo di esitazione, distrazione...
Cerco un titolo che contenga la parola curiosità, vertigine, stupore. Qualcosa che mi riconduca a essi, ma non trovo niente. Forse perché non esiste né un romanzo né un manuale, ma soltanto un sentiero interiore.
Da bambina avevo fretta di crescere, ignara di ciò che avrei perso per conquistare quella soglia. Da adulta vorrei tanto risentire la voce della bambina che sono stata. Le sue idee, i suoi sogni, le sue speranza, ma soprattutto la sua emozione per ogni nuovo giorno grande come un'isola del tesoro.
Chissà se capita anche a voi di pensare a quei due sguardi così diversi. Alla luce e ai colori dell'infanzia, all'uniformità e all'opacità di quello dell'età adulta.
Oppure semplicemente di domandarvi, sull'uscio di una libreria, quasi lanciando una monetina in aria, verità o bellezza?
Funambola tra due sponde, guardo fuori dalla finestra, mentre l'inchiostro sotto le mie dita si scioglie.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.