Lisa Corva

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Guardami.

Giovedì, 8 ottobre 2009 @08:11

"Boris, ti scrivo lettere sbagliate. Quelle vere non toccano la carta. Oggi, ad esempio, spingendo per due ore la carrozzina di Murka per una strada sconosciuta – accarezzando lungo il cammino degli arbusti spinosi in fiore come si accarezza un cane altrui – ecco, oggi, io ho parlato ininterrottamente con te, in te... Quando diventavi troppo pensieroso, ti prendevo con entrambe le mani la testa e te la voltavo: guarda!".

(Marina Cvetaeva)

Guardami.

(Anche questa frase, come quella che ho scelto per l'1 di ottobre, è tratta da un epistolario: quello incrociato di Rilke, Pasternak e la poetessa russa Marina Cvetaeva. Si intitola "Il settimo sogno", e, come vi ho già raccontato, il sottotitolo è "Lettere 1926", perché le lettere furono scritte tutte nell'arco dello stesso anno: il 1926, appunto. La frase di oggi è tratta da una lettera che Marina scrisse a Boris Pasternak, proprio lui, quello del "Dottor Živago". Lei era esule in un paesino della Francia, lui viveva a Mosca. Si scrissero per anni senza mai incontrarsi…)

9 commenti

LISA | Martedì, 13 ottobre 2009 @16:27

OLGA! Olga con kalashnikov, Olga amica di Emma, Olga mamma adottiva... Mi ricordavo, eccome, di Wislawa, ma non della Cvetaeva, forse perché non ne abbiamo mai parlato qui sul blog. Ancora più prezioso saperti sempre all'ascolto!

olga | Martedì, 13 ottobre 2009 @11:05

Lisa, carissima, sono sempre la tua Olga, e sai benissimo che quando scrivi di Marina o di Wislawa, riemergo dal silenzio. un abbraccio

LISA | Lunedì, 12 ottobre 2009 @08:18

Per IL /LA SENZA NOME CHE LEGGE LA CVETAEVA: hai ragione. La memoria mi ha tradito (e ho subito corretto il post qui sopra). La Cvetaeva e Pasternak si erano incontrati a Mosca, ma fuggevolmente, prima che lei emigrasse; è solo nella corrispondenza - "non abbiamo altro che parole", come gli scrisse Marina - che si sono veramente trovati... Si rividero, è vero, nel 1935, a Parigi, a un congresso di scrittori contro il fascismo. E fu una delusione. Ma, dicono certi storici della letteratura, fu comunque probabilmente a Marina che Pasternak pensò quando creò Lara, nel suo Dottor Živago... Grazie di aver scritto, di avermi corretto e di avermici fatto ripensare. (E a proposito, tu chi sei?)

lettore | Sabato, 10 ottobre 2009 @15:44

la stupidità dei suoi post mattutini mi sorprende sempre. ogni volta credo sia impossibile fare di peggio, ma lei continua a farlo.
un bel talento.

Anonimo | Venerdì, 9 ottobre 2009 @14:57

si sono scritti per 13 anni,la prima lettera risale al 1922,l'ultima al 1935. il loro incontro avvenne nel 1935 quando ormai nessuno dei due ne aveva più bisogno. il 31 agosto 1941 Marina si impiccò ad una trave.

LISA | Venerdì, 9 ottobre 2009 @08:11

Per SIMONA PASIONARIA: la mia clone francese, amica stretta di Emma... Grazie di avermela presentata. Quanto alle scarpe-tortura, sì, anch'io ho l'impressione che le vetrine quest'anno ci propongano un look escort. Ma (posso citare pasionariamente la Bindi?), non siamo donne a disposizione! Per S.: bellissima la storia che hai raccontato. Emozionante pensare che dei versi di Keats - o comunque dei versi, delle schegge di poesia - diventino all'improvviso un flash sulla propria vita... Grazie, davvero, di aver scritto e condiviso.

Simona pasionaria | Venerdì, 9 ottobre 2009 @07:26

Lisa, ho trovato la tua clone francese. Riemergo da una lettura senza fiato di 142 pagine in salsa parigina sulla questione aspirantato: "Le cicogne hanno perso il mio indirizzo" di Laurence Boccolini, Piemme. E come nel 2005 con Emma, ho riso&pianto; per fortuna che il consorte era a Bologna. Qui Emma viene superata (non certo l'autrice) perchè non c'è più l'aspirantato bensì "la consapevolezza" tardiva del fatto che la cicogna non ha proprio il GPS. Altro che missioni suicide, qui ci sono le cene dei cretini, i ricordi d'infanzia (la protagonista è orfana di madre) che fanno stringere il fazzoletto, le solite domande poste da un odioso moccioso, le cameriere greche e tutte le riflessioni di chi non ha più mezzo ovulo decente, ma deve andare avanti ugualmente. E' una testimonianza un po' camuffata, non c'è una trama vera, ma sono racchiuse le riflessioni tragicomiche (lo stile deve essere per forza quello se no si scade nel patetico) della Boccolini sul suo dramma stemperato da una "colazione amicale" che non fa sconti alla classifica dei dolori. Di Emma ho ritrovato il piumone sotto al quale sgranocchiare patatine e lo sguardo rivolto alle punte delle scarpe (scenetta del moccioso). Certo, non è un capolavoro letterario, ma nella mia biblioteca "troppo personale" ha trovato posto vicino a Emma e al libro di Cristiana.
E mentre facevo il "pick-up" dallo scaffale, da dietro si è materializzata la solita carrozzina con neonato incorporato.
PS Io sono ancora ai sandali, ma sto cercando disperatamente i tronchetti da pantalone: possibile che quest'anno siano tutti modello "escort sadomaso", Don Gnocchi o Peter Pan incrociato con Toro Seduto? Qualcosa più "bon ton"?

S. | Giovedì, 8 ottobre 2009 @21:20

Lisa, volevo dirti che grazie alla poesia del 23 settembre e al tuo commento, ho aperto gli occhi e ho finalmente realizzato che il mio ex, di cui ero ancora profondamente innamorata dopo 5 anni di convivenza, non mi aveva mai amato davvero. Mi è bastato riflettere sulla tua domanda finale. "Ne sei capace?" La risposta è stata No.

Jason | Giovedì, 8 ottobre 2009 @18:06

non potrai mai sapere quanto adoro le tue poesie , mi rispecchiano SEMPRE ovviamente quando metti il femminile e quando parlasti dei tacchi e le scarpe io non centro XD
Serio parlando sei davvero brava ^^
se magari ti va di darmi lezioni puoi contattarmi qui v.v www.myspace.com/gianlucore_needs_to_love v.v scherzo eh v.v xD

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.