Lisa Corva

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Tu l’imposta accostata, io il vento che la apre.

Giovedì, 22 settembre 2011 @08:35

"Sempre tu la piccola stella e sempre io l’oscuro natante
Sempre tu il porto e io il faro di destra
Il molo bagnato e il bagliore sopra i remi
In alto nella casa con i rampicanti
Le rose intrecciate, l’acqua che si fa fredda
Sempre tu la statua di pietra e sempre io l’ombra che cresce
Tu l’imposta accostata, io il vento che la apre".
(Odisseas Elitis)

Tu porto, casa, amore.

(I versi che ho scelto oggi per City, del poeta greco Odisseas Elitis, che nacque a Creta nel 1911, sono tratti dalla raccolta "E’ presto ancora", appena pubblicata da Donzelli Editore.)

13 commenti

annetta | Lunedì, 26 settembre 2011 @10:21

@stefania: vero, me li sono stampati e li tengo nell'agenda in borsa; chissà quale sentire o esperienza comune, o quantomeno simile, abbiamo io te da subire la stessa malìa :-))) buona giornata anna

stefania | Sabato, 24 settembre 2011 @13:45

questi versi "stregano" non riesco a lasciarli andare, ci torno su continuamente.

annetta | Venerdì, 23 settembre 2011 @15:14

Io come Stefania non riesco a smettere di leggere questi versi; non ci vedo immobilità in lei, ma il suo essere stella polare, porto e bussola nella vita di un uomo che, come molti uomini, naviga a vista. Sarà l’età (che sicuramente conta) ma andando avanti con gli anni le prospettive si ribaltano, e il femminismo battagliero della giovinezza, che giustamente rivendica per sé autonomia, libertà e indipendenza, richiedendo all’altro forza, sicurezza, protezione e riferimento, lascia spazio col tempo a sentimenti più materni, accoglienti e (per me) anche più realistici. E così è la donna a divenire un punto fermo per l’uomo, che, nonostante il passare degli anni, resta sempre un po’ bambino, viandante, esploratore, pellegrino…mentre lei lo osserva navigare a vuoto in acqua fredde, dalla sua finestra affacciata sul porto, incorniciata di rose. Grazie Lisa per questi splendidi versi....

Senza te | Venerdì, 23 settembre 2011 @10:58

E' vero certe volte vorresti strattonare, ma stai immobile, perchè hai paura delle risposte, perchè aspetti ferma che l'ardore passi, perchè hai paura persino delle parole. Non è immobilittà, anzi si fugge, si fugge dall'amore che è solo in noi

LISA | Venerdì, 23 settembre 2011 @10:07

LUNI': la tua prima lezione in Università e io ero lì con te! Che emozione. Ma a cosa ti sei iscritta? (Quanto a Stefan Zweig, "Lettera di una sconosciuta", Adelphi, il piccolo libro su una passione che divora, anzi, che rende immobili, il misterioso mazzo di rose, sai cosa? Lo leggevo e pensavo: ma io l'avrei fermato per strada, strattonato, scherziamo?)

LISA | Venerdì, 23 settembre 2011 @10:03

STEFANIA: infatti, perché non leggerla dalla "parte sbagliata"? E' bello sentirsi ombra, vento, barca; avere un uomo che per noi è porto.

stefania | Venerdì, 23 settembre 2011 @07:39

come al solito ho letto la poesia "dalla mia parte". ho sbagliato?...forse ma questo è il mio sentire di oggi, dove mi vedo.

Lunì | Venerdì, 23 settembre 2011 @00:16

Buongiorno di oggi agognato per due ore.. il City era due banchi davanti a me, in aula in università, alla prima lezione della mia vita.
Eri con me, Lisa! Tu e i tuoi Buongiorno :) :)
Il libro di Stefan.. finito oggi, che dire? Bellissimo.
Come lo ama, come lo ama. A volte un po' incomprensibile il suo atteggiamento, ma.. si sa, l'amore rende tutti un po' ebeti.
Bellissimo, lo farò avere a Lui a tempo debito. :')

una a caso | Giovedì, 22 settembre 2011 @16:39

è lui il natante, la luce del faro,,l'ombra il vento ...lei è una statua il porto il molo una finestra metaforicamente sicurezza vs/casualità

Lady Chatterley | Giovedì, 22 settembre 2011 @15:18

Tanto per restare in ambito ellenico, io ci ho visto Pigmalione negli ultimi due versi

stefania | Giovedì, 22 settembre 2011 @15:05

oggi credo di aver letto questa poesia decine e decine di volte, la sento così mia, così intensa, così bella
e al contrario di "una a caso" io non ho percepito l'immobilità di lei, anzi ne ho visto il movimento, il natante, il faro, l'ombra che cresce, il vento...

else | Giovedì, 22 settembre 2011 @09:17

buongiorno e brava a Lisa, che sa trovare una poesia per ogni cosa, persino per gli infissi dissestati !

una a caso | Giovedì, 22 settembre 2011 @08:41

non mi piace l'immobilità di lei ......

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.