Lisa Corva

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Perché, secondo me, quel che unisce Artemisia e Sarah Jessica Parker è il pitonato di Prada.

Domenica, 25 settembre 2011 @11:09

Ve la butto lì. Il clou della moda a Milano, quest’anno, è stata l’apertura della mostra di Artemisia a Palazzo Reale. Forse perché, tra un appuntamento fashion e l’altro, è stato un sollievo ritrovarsi davanti alle tele sontuose e violente di Artemisia, la grande, battagliera, appassionata, ora ritrovata pittrice del Seicento. Broccati e velluti, capelli scarmigliati e sparsi delle Maddalene o acconciature preziose come le Susanne, e accessori un po’ osé come le teste mozzate di Oloferne in mano alle sue Giuditte (sì, sono forse i suoi quadri più famosi: che riecheggiano, per alcuni, il famoso processo per stupro di cui fu ahimé protagonista; sicuramente, in quelle teste di uomini tagliate, c’è una rabbia e un desiderio di rivalsa contro il mondo e le regole degli uomini; una rabbia potente che diventa arte).
E il pitonato cosa c’entra? C’entra, c’entra, perché è il pitonato il nuovo animalier. Già, non più maculato o ghepardato: con grande mio sollievo, e sollievo soprattutto di Stella, la protagonista del mio Glam Cheap, che soffre, come sapete, di Allergia Animalier. Arrivano invece quest’autunno borse, scarpe, persino abitini e impermeabili in tutte le varianti serpentesche e rettilesche, anche fake (i primi esemplari li ho visti all’evento glam cheap della settimana, ovvero il party Vuitton alla Triennale). E scommetto che Artemisia, uscita da Palazzo Reale, sarebbe entrata da Prada, per comprarsi un paio di quegli incredibili stivali pitonati esposti in vetrina.
Per camminare ardita per le strade di Roma o di Londra, nonostante la testa splatter di Oloferne in mano, avrebbe preso lezioni di tacchi da Sarah Jessica Parker, che vediamo in azione nel nuovo "Ma come fa a far tutto?". Il film ahimé è poco romantico e poco emozionante (a differenza del libro, un cult per tutte le mamme lavoratrici); tranne che per due particolari geniali: la capacità di SJP di camminare nella neve con i tacchi altissimi (se solo avesse avuto sottomano quei capolavori pitonati!), e un commento dell’amica del cuore, al sospetto carteggio via mail con il suo capo: "se ti firmi XO, è come se gli dicessi penetrami". (Il giorno dopo mi è arrivato un messaggio firmato XO e sono sobbalzata sulla sedia).
A proposito di Sarah Jessica Parker. Mentre bevevo un caffè a Palazzo Reale, prima del vernissage della mostra, ho assistito a questa scenetta encomiabile: bella donna bionda, taccatissima, tatuata chic, che parlava appunto del film (l’opening night era stata la sera prima) a una piccola corte di astanti glam cheap, dichiarando "è un modello per tutte noi mamme lavoratrici"… L’ho guardata perplessa: non sembrava proprio un esempio di trafelata mamma lavoratrice; più che altro, per usare una parola vintage, una soubrette. E infatti era Michelle Hunziker, incongrua testimonial della mostra di Artemisia, poi fotografatissima in conferenza stampa.
Che dire? Non so se Artemisia sarebbe stata d’accordo. Credo neppure la regina del red carpet, ovvero SJP. Forse Artemisia le avrebbe tirato qualcosa di pitonato addosso. Comunque, se siete a Milano, non perdetevi la mostra: Artemisia vi aspetta, fino alla fine di gennaio.

http://www.mostrartemisia.it/

9 commenti

esnoaffpl | Giovedì, 29 marzo 2012 @19:10

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qlbdoo | Giovedì, 29 marzo 2012 @08:53

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Jasmina | Mercoledì, 28 marzo 2012 @18:24

"Though I look old, yet I am strong and lusty; for in my youth I never did apply hot and rilubleoes liquors in my blood; and did not, with unbashful forehead, woo the means of weakness and debility . . . ; however, after seeing the distillery and the Ridge take shape, I shall change my ways!!

LISA | Mercoledì, 28 settembre 2011 @13:38

Perché le scarpe no? Era comunque una donna; e certo, nel Seicento non erano così "shoes-addicted", ma a giudicare dai quadri i vestiti le piacevano molto...

Cristina | Mercoledì, 28 settembre 2011 @12:39

@ Farfalla: va be' determinata, caparbia e ribelle... avrebbe strozzato il pitone ma certo non sarebbe stata così snob da farci delle scarpe.
Ma, a parte questo dettaglio, il nocciolo della questione era un altro.

Farfalla | Martedì, 27 settembre 2011 @18:24

Non ho l'impressione che Artemisia fosse dotata di sana semplicità. io la vedo come una donna complicata e così vedo la sua arte pittorica. Per l'epoca in cui è vissuta, vedo una persona di straordinaria fermezza, ribelle e autonoma. Forse avrebbe strozzato il pitone e ne avrebbe fatto delle belle scarpe...

Cristina | Martedì, 27 settembre 2011 @11:25

... come mescolare sacro e profano.
E forse leggendo Artemisia, dotata di una sana semplicità oltre che di intelligenza pratica, rifiutando tale sfoggio di snobismo, si rivolterebbe nella tomba, col solletico alle dita per la voglia di inforcare una forbice e fare a pezzettini il pitonato, nonché quell'insipida pellicola (chissà come mai tutto ciò che si rivela mediocre, fa moda...) e la sua assurda protagonista.
Le mamme lavoratrici sono ben altro...

Fiorenza | Lunedì, 26 settembre 2011 @00:10

Ma Simona! le chiami arrampicatrici sociali quelle che cavalcano il cavaliere e non il cavallo? Artemisia mi aspetta, con i suoi dipinti ambigui, tipo Susanna e i vecchioni. Anche Giuditta con la testa di Oloferne non è male.

Simona | Domenica, 25 settembre 2011 @20:03

Cara Autrice, solo tu potevi mettere insieme Artemisia con S.J.P. passando per i tacchi pitonati della settimana della moda! La sottoscritta tra le due sceglie ad occhi chiusi l'Artemisia, primo perchè era una pittrice, secondo perchè era una vera tosta. La S.J.P., mi perdonino le fans, che incarna al cinema i deliri delle mamme in carriera, mi annoia un po'. Molto meglio l'Artemisa soprattutto di questi tempi dove sulla stampa le donne o sono solo madri (in tutte le declinazioni) o arrampicatrici sociali sulla via del Cavaliere. Personalmente gradirei leggere di esempi più interessanti.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.