Lisa Corva

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Romantic food! Ovvero quanto mi piace uscire a cena con te.

Sabato, 29 ottobre 2011 @09:15

Romanticismo uguale cibo. Ci crede persino la serissima casa editrice Feltrinelli, che quest’autunno ha puntato su un romanzo leggero e iperzuccheroso come un soufflé al cioccolato: si intitola "Gli ingredienti segreti dell’amore", l’ha scritto Nicolas Barreau, ed è ambientato a Parigi, patria delle tentazioni culinarie e dell’amour. Il libro esagera con lo zucchero, ma del resto, chi non ha bisogno di zucchero nella propria vita? A cominciare dal nome della protagonista, Aurélie (che riecheggia l’Amélie Poulain dagli occhi sgranati e dalla fiducia nella vita che portò al successo Audrey Tautou). Aurélie gestisce il ristorante di famiglia, "Le temps des cerises" (perché la stagione delle ciliegie dura poco ma è deliziosa, come dice una vecchia canzone francese), dove serve ancora il "Menu d’amour" con cui il padre conquistò la madre; la incontriamo appena dolorosamente scottata, non dai fornelli, ma da una delusione sentimentale… Guarirà? Certo, e grazie anche a piatti prelibati; come speriamo tutti che ci accada, quando la vita è troppo amara e lo zucchero scarseggia.
Fuor di metafora, il cibo nelle sue innumerevoli ricette non ci stanca mai. Per forza: è consolazione, ma soprattutto seduzione. E non possiamo che essere d’accordo con Nicolas Barreau: "Non c’è niente di più sensuale dell’amore, e del cibo. Perché sia in amore che a tavola è messa in gioco la nostra capacità di sentire, con tutti i sensi; di ascoltare con il cuore, e con il corpo… Forse per questo ho sempre amato le donne con un buon appetito: diffido di chi non mangia. E penso che se un uomo tiene davvero a una donna, può dimostrarlo in un solo modo: invitandola fuori a cena. In un ristorante branché, ma anche, semplicemente, nel "suo" posto segreto e speciale". Che per lei è? "Le Bélier, in un piccolo albergo di charme, L’Hotel, a Saint Germain. Con divanetti un po’ fané per stare vicini vicini e, volendo, tenersi per mano". E il menu? "Con lo champagne non si sbaglia mai. Anche se, confesso, per conquistare me basta del buon vino rosso e un piatto di lasagne: vado pazzo per il cibo italiano".
Food obsession. E’ per questo, allora, che prenotiamo nei ristoranti più golosi e sperimentali. E se non c’è posto ci mettiamo in lista d’attesa, disposti ad aspettare mesi, come succede nell’ormai mitico Noma, a Copenhagen, dove René Redzepi serve licheni e muschi gourmet. E’ sempre la food obsession che trasforma gli chef, soprattutto se giovani e bellocci, in nuove amatissime celebrities: vedi appunto René Redzepi o Jamie Oliver. O ancora Yotam Ottolenghi, il nuovo chef per cui tutti vanno pazzi a Londra (ebbene sì, sono stata a mangiare nel suo ultimo locale, Nopi, a Soho, e mi è piaciuto molto, una specie di Mediterranean Fusion: http://www.nopi-restaurant.com/ . Non era una cena romantica, ma un brunch con un'amica, dove abbiamo parlato solo d'amore; il che, a volte, è un ottimo equivalente).
Nomi famosi ovunque tranne che in Italia, dove vincono le cuoche nazionalpopolari che ricordano tanto la mamma, come Antonella Clerici (ma del resto, siamo in Italia). Peraltro, non sappiamo se i licheni ci aiuteranno davvero a conquistare qualcuno; ma per fortuna, c’è sempre lo champagne.

DICHIARAZIONI D'AMORE AL RISTORANTE? ATTENZIONE: PERICOLO IN VISTA. Almeno secondo Phoebe Damrosh, che dopo aver lavorato come cameriera in uno dei ristoranti più esclusivi di Manhattan, "Per Se", ci ha scritto sopra un libro, "Servizio compreso" (Ponte alle Grazie). E mi ha raccontato: "Mi è capitato di servire una coppia nervosissima: lei, ovviamente, si aspettava la proposta di matrimonio con anello, che però non arrivava. Alla fine abbiamo portato in tavola... un uovo di Fabergé. E lui le ha chiesto di sposarlo. Ma dentro l’uovo, pur preziosissimo, non c’era l’anello! Lei è scoppiata a piangere. Per fortuna lui aveva l’anello di fidanzamento in tasca. Non so però se l’abbia mai perdonato". Anche Phoebe, a proposito, ha trovato l’amore in cucina: ha sposato il sommelier. "Bello, alto, di colore, e già fidanzato. Ci è voluto molto tempo - e molte birre dopo la chiusura - per conquistarlo. Ho capito che anch’io gli interessavo quando mi ha regalato un cavatappi pieghevole e speciale per servire in tavola, fatto apposta per mancini come me. Solo dopo mi ha raccontato che aveva dovuto comprarne una scatola intera".

E IL RISTORANTE PIU’ ROMANTICO DELLA MIA VITA? Avrebbe potuto essere "Georges", all’ultimo piano del Pompidou di Parigi, terrazza con vista spettacolare sulla capitale, e menu all’altezza (anche del panorama). Peccato che la cena sia stata intossicata da meravigliose cameriere black, belle come principesse africane, che hanno distratto il mio commensale, nonché consorte, dal panorama (e questo pazienza), ma anche dalla sottoscritta. Ecco quindi altri ristoranti romantici su cui puntare:
1)Venezia. Nella città più romantica (e più invasa da turisti) del mondo, dove cenare? Da Bancogiro e Naranzaria, tra Rialto e il Mercato del Pesce: ma solo nella bella stagione, quando si può stare fuori, con vista sul Canal Grande. Info: www.naranzaria.it/ e www.osteriabancogiro.it/
2)Sulla spiaggia di Portonovo, nel Conero: dove lo chef Moreno Cedroni apre, solo d’estate, Il clandestino. Tavoli romantici sulla spiaggia, sotto le stelle, e il famoso "susci all’italiana". Info: www.morenocedroni.it/clandestino/main.php
3)Copenhagen. Mesi d’attesa per avere un tavolo nel ristorante più gourmet del mondo: Noma, dove René Redzepi è diventato una star (www.noma.dk/). Confesso: mi piacerebbe, tanto per provare i famosi licheni. Oppure Faviken, nel remoto nord della Svezia: è lì, pare, il "nuovo" Noma, dove lo chef Magnus Nilsson, con l’aria da vichingo, serve piatti per vichinghi reloaded. Ci si va d’inverno, quando fuori c’è - 30, e si dorme accanto al ristorante. Che volete di più romantico? Info: www.faviken.com.
4)New York. Lasciate perdere i ristoranti con lista d’attesa. A Manhattan fate un picnic sulla High Line, la "passeggiata" design e sopraelevata, di cui è appena stata inaugurata la seconda parte. E per sentirvi davvero newyorchesi, prendete un take away da Le Pain Quotidien, Dean & Deluca o Whole Foods.

Questo è, più o meno, un articolo che ho scritto per Velvet. Quanto mi piace uscire a cena... E voi, avete delle storie di romantic food o ristorante da raccontare?

13 commenti

Lady Chatterley | Sabato, 5 novembre 2011 @18:07

Io non mi sono mai travestita da odalisca per un pinocchio aspirante sultano. Mi sono travestita da fata turchina con un'amara medicina poco romantica ma efficace. Il romantic food è seguito, dopo la guarigione ed è stato appetitoso.

stefania | Sabato, 5 novembre 2011 @12:31

ancora ricordi romantic food?
sempre in casa, cena a base di specialità orientali, io con un vestito da odalisca, (costume di carnevale di una collega), era inverno e faceva freddo.
Abbiamo giocato molto, la nostra era una relazione "clandestina", io volevo girare la terra, scoprire posti nuovi, fare esperienze, ma non potevamo uscire nel mondo, il nostro mondo era la mia casa..e così di volta in volta la trasformavo, in una città, in una favola, in un sogno, Ho cucinato troppo, mi sono illusa troppo. Questa storia alla fine è stata solo una lunga finzione. ma ci ho creduto

LISA | Giovedì, 3 novembre 2011 @17:14

A TUTTI: che belli però questi ricordi di romantic food! Ancora, ancora...

stefania | Giovedì, 3 novembre 2011 @14:45

pranzetti e cenette, da raccontare fin troppe, ma le più intriganti sono state quelle organizzate in casa.
20 anni fa, ore 13, stanza nel buio più assoluto, candele ovunque, una tavola apparecchiata con pizzi e piatti eleganti, un nenù sfizioso, io con un abito vintage anni 50, lungo, elegante, merlettoso, un cofanetto con dentro un paio di orecchini, fintissimi...noi 2 attori in un bel film, e io ci ho creduto, infatti me lo ricordo ancora..e ne pago le conseguenze

Alga | Mercoledì, 2 novembre 2011 @16:09

Fine estate 2010, la pioggerellina parigina non disturba affatto il nostro spirito romantico che gira in lungo e in largo alla ricerca del ristorante adatto per la nostra seratina romantica…e per l’occasione ci siamo anche vestiti di tutto punto con quel che troviamo nella valigia e un po’ di fantasia. E’ il nostro primo viaggio insieme e siamo emozionati in modo quasi imbarazzante per la meraviglia di questa pienezza sentimentale che ci sta coinvolgendo ogni giorno di più!! Da non credere….e dopo aver scartato decine di locali per i più svariati motivi (più o meno validi)e proprio quando stiamo per perdere la speranza (e la pazienza…)ecco che in fondo ad una scalinata di Montmartre si intravedono le luci di un ristorantino che rimarrà per sempre nel nostro cuore ‘Chez Marie’…che splendore di serata romantica…la prima di una lunga serie…grazie per avermi dato l’occasione di ricordarlo e di raccontarlo.

Luca | Mercoledì, 2 novembre 2011 @12:15

Nina, mi hai ricordato i panzerotti di Luini..mangiati davanti al Duomo di Milano.

ilaria quarteroni | Lunedì, 31 ottobre 2011 @08:17

ah! l'alchimia degli incontri... auguriamoci incontri buoni,per il resto dei nostri giorni.ilariaq

Simone RED | Domenica, 30 ottobre 2011 @21:48

Ciao Lisa, son tornato a riscriverti ma tranquillo non mi perdo mai una tua "puntata"..ahime meno cartacea del solito, ma ti seguo con grande piacere qui sul tuo blog. lessi il tuo estratto di questo libro..poi un giorno arriva una persona che non avresti immaginato con un regalo. Era questo libro che sto "mangiando" con intensi bocconi. ("ho pensato a te", sono amante di Amelie Poulin e non mi ha stupito che la rievocassi anche tu). E' vero che una torta ha sempre gli stessi ingredienti, ma c'è poco da fare..bisogna saper cucinare davvero. Dopo un inizio autunno sospeso (allietato da Banana Yoshimoto _ Hig and Dry e L'abito di piume), questo era il libro incantato e romantico che ci voleva..quella stessa aspra e conciliante sensazione che fa la cannella nei biscotti. alla prossima.

Giusy d\'antan | Domenica, 30 ottobre 2011 @13:29

Bella carrellata, Lisa! Io metto sul piatto un "dejeuner sur l'herbe" ma eravamo tutte vestite, fin troppo e con sciarpe... munita di Camping gaz, stavo cucinando uova strapazzate e nel frattempo parlavo di Mozart e di quanto mi piaceva col mio attuale ottuagenario. Vorrei aggiungere un ristorantino di place de Vosges à Paris sotto la neve, un incanto, la piazza e deliziosi i soufflée e le terrine... peccato che il suddetto si chiamava "Annibal de Coconnas" immigrato italiano del
XVI secolo, personcina non proprio amabile...

Nina | Domenica, 30 ottobre 2011 @10:36

...una pizza fredda nel prato del parco di Monza, una pastasciutta cucinata insieme in un monolocale in affitto o un panzerotto diviso in 2 davanti al Duomo... questo è romanticismo (da studenti squattrinati)! :) basta stare insieme!

una a caso | Sabato, 29 ottobre 2011 @19:11

fa molto U.S.A . noi abbiamo superato quell'età .ma c'è......un pizzico di nostalgia .buona serata

carla | Sabato, 29 ottobre 2011 @17:47

Io il romantic food lo prendo alla larga: giovane ventiduenne innamoratissima di una ragazzo strampalato passa la serata con un cartoccio di pizza d'asporto sopra il ponte della stazione ferroviaria di Greco per vedere arrivare i treni di lontano.
C'è da dire che non c'era nessuna lista d'attesa !, il bello dell'essere senza soldi e innamorati.

una a caso | Sabato, 29 ottobre 2011 @11:45

grazie per aver nominato portonovo e il conero . il posto piu bello del mondo.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.