Lisa Corva

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The city of your final destination.

Lunedì, 19 ottobre 2009 @16:14

The City of Your Final Destination è il titolo di un libro, intenso e lieve insieme, di Peter Cameron (in italiano tradotto come "Quella sera dorata", Adelphi) e dell’ultimo film di James Ivory, altrettanto intenso e lieve, tratto dal romanzo (film che ho visto in anteprima!). Ho incontrato lo scrittore Peter Cameron a New York: questa è l’intervista che ho scritto per Il Piccolo di Trieste, racconto del nostro incontro.

Finalmente. Finalmente il poetico, romantico, delicato bestseller di Peter Cameron, "Quella sera dorata", è diventato un film. Ed è stato presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Roma: regia di James Ivory, nel cast Charlotte Gainsbourg, Laura Linney e Anthony Hopkins (più Omar Metwally nel ruolo del protagonista, il giovane biografo di origine iraniana). Per adesso, il titolo è ancora quello del libro in originale: "The city of your final destination". Una buona notizia, soprattutto per i fan italiani del romanzo: che, uscito nel 2006, ha avuto più di dieci ristampe. Un piccolo bestseller sentimentale, un passaparola emozionale tra lettori. Io, che ho molto amato i due romanzi di Cameron, sono ancora più emozionata: perché posso parlarne direttamente con lo scrittore, che ho incontrato a casa sua, nel Village, a New York. Non solo, mentre mi prepara un caffè (ottimo, tra l’altro, e in una tazza di finissima porcellana, quasi di scura madreperla), posso anche curiosare tra gli scaffali, tra vecchie prime edizioni di libri, quadri di inizio Novecento, e ovviamente tutte le edizioni internazionali dei suoi romanzi. In bella vista, le copertine Adelphi: oltre a "Quella sera dorata", nel 2007 è uscito "Un giorno questo dolore ti sarà utile", seguito da una raccolta di racconti, "Chi ha paura della matematica". Ambientazioni diverse, e un tratto unico: l’ironica delicatezza con cui Cameron racconta, come mi dirà lui stesso, "lo spaesamento del diventare adulti, del diventare se stessi". Ma torniamo al film. "The city of your final destination", la città della destinazione finale. Di quale città stiamo parlando? Del viaggio in Uruguay, che il giovane protagonista decide d’impulso, per convincere gli eredi dello scrittore di cui si sta occupando a dare l’assenso alla sua biografia?

"In realtà è una frase che mi ha sempre colpito in aereo, quando, poco prima dell’atterraggio, vengono date le istruzioni per i passeggeri in transito o per quelli che sono arrivati alla loro "destinazione finale". L’ho sempre trovata molto poetica. Anche se - o forse proprio perché - la città della destinazione finale è la morte".
Il libro è ambientato in Uruguay. Sono quelli i paesaggi che vedremo nel film?
"No: James Ivory ha scelto, come set, l’Argentina. Tra l’altro, io in Uruguay non sono mai stato. Quando ho cominciato a scrivere il libro, ho pensato: parto. Vado. Poi ho deciso di no. Preferivo l’Uruguay della mia immaginazione".
E’ stato invece sul set del film di Ivory?
"Sì. E spero di poter andare presto sul set di un nuovo film: quello che Roberto Faenza (proprio lui, il regista italiano, quello di "Marianna Ucrìa" e "Sostiene Pereira", tanto per citare i suoi due film più famosi, ndr), dovrebbe girare dal mio secondo romanzo, "Un giorno questo dolore ti sarà utile". Ma sarà, spero, un set decisamente più vicino: il libro è ambientato a Manhattan".
Lei vive a New York da più di vent’anni. E’ questa la città che, forse, è la vera protagonista del secondo romanzo: la storia ironica di un ragazzo che lavora nella galleria d’arte della madre, il suo apprendistato sentimentale… Ma, soprattutto, "Un giorno questo dolore ti sarà utile" è una dichiarazione d’amore per Manhattan?
"Amo New York, certo. Ma non posso fare a meno di sognare altre città".
Non ha mai sognato Trieste?
"Confesso: Trieste è nella mia immaginazione, nei miei sogni, già da molto tempo. Chissà, forse semplicemente mi aspetta. O aspetta che ci ambienti il mio prossimo romanzo".
Potrebbe scriverlo proprio a Trieste, il suo prossimo libro.
"Ho un rapporto talmente privato, interno, con la scrittura, che posso davvero scrivere ovunque. Qui a casa, sul tavolo della cucina. Oppure a un caffè, per esempio da Dean & De Luca (la catena di delicatessen dove, a New York, si va con un libro in mano o con il laptop aperto, quasi come nei vecchi caffè mitteleuropei, ndr). Ma soprattutto nelle "writers’ colony": veri e propri rifugi per scrittori nella campagna americana. Niente Internet, isolamento totale; con la possibilità, la sera, di cenare e chiacchierare con artisti e intellettuali. Ci vado ogni anno: sono la MacDowell e la Yaddo. E lì, anche, che è nato il mio prossimo romanzo".

Questo invece è il Buongiorno che ho scelto per City lunedì 19 ottobre:

"Ed eccola, la tua risposta. E’ strano che di notte non brilli di luce fosforescente".
(Boris Pasternak)
Ed eccola, la tua risposta. Eccolo, il tuo sms. Ho aspettato tanto che arrivasse. Che comparisse, sul video del computer. Del mio telefonino. Adesso, mentre leggo e rileggo, mentre quello che hai scritto si incide nel mio cuore, mi sembra che le tue parole prendano luce: la luce è anche quella della mia lunga attesa.

(La frase di Pasternak è tratta da una sua lettera a Marina Cvetaeva – bè, ormai li conoscete, no? Il libro da cui attingo è sempre "Il settimo sogno", Editori Riuniti, epistolario a tre: Pasternak, Rilke, e la Cvetaeva)

Mentre il Buongiorno del 20 ottobre è:

"Francesco ha un magnifico cappotto e molta fiducia nella vita. Io lo stesso cappotto e la stessa fiducia dell’anno scorso".
(Ennio Flaiano)
Questo è il segreto degli oggetti. La sicurezza degli oggetti. Un paio di scarpe, un cappotto, una borsa. Sono nuovi: ci aspettavano. In vetrina, o sugli scaffali di un negozio. E mentre li proviamo, li compriamo, li portiamo a casa, ci crediamo. E crederemo ogni volta, alle loro promesse di felicità.

(La frase di Flaiano è tratta da "Lettere a Lilli e altri segni", Rosellina Archinto Editore)

Infine, il Buongiorno del 21 ottobre:

"Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire".
(Banana Yoshimoto)
Qui, dove cucino e mescolo cibo ed emozioni.

(La frase della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto è tratta dal suo romanzo "Kitchen", Feltrinelli)

12 commenti

Malu63 | Giovedì, 22 ottobre 2009 @14:54

Lila,un abbraccio immenso e spero che tu possa ritrovare dentro di te tutta la forza di sperare che c'è sempre un domani, che tu sei unica fantastica e preziosa, sei Lila ti aspettiamo presto le tue pinks.

Ely | Giovedì, 22 ottobre 2009 @08:59

PER LILA: dolcissima, solare Lila, sempre pronta a regalare un sorriso a tutti, ribadisco che noi tutte ti siamo vicine e ti mando un grande abbraccio, che spero ti scaldi un po'. Appena puoi mandaci notizie, baci

LISA | Giovedì, 22 ottobre 2009 @08:00

Per LILA che vive in poesia: rileggendo il post del 22 ottobre, proprio qui sopra, ho pensato a te. Come un'ortensia, scompigliata ma con una resistenza ammirevole. Torna presto. Per ANNALISA FARMACISTA: oltre allo yoga, adoro le marmellate. Piccolo problema: non sono capace di prepararle e mi piacciono solo quelle fatte in casa. Così tormento tutte le indigene cuciniere che conosco, qui nel mio nuovo altrove, sperando che mi arrivi qualche regalo... e, alla fine, qualcosa arriva! Ora ho appena aperto quella di un amico attore, alle prugne e cardamomo (qui nel mio nuovo altrove anche gli attori fanno marmellate. Io mi sento particolarmente inetta). Ma assaggerei così volentieri la tua di ananas e mele!

Patrizia pinki fiorista | Mercoledì, 21 ottobre 2009 @21:03

dolcissima Lila,tante gardenie profumate e tutti i miei pensieri e le mie preghiere per Te.Ti abbraccio fortissimamente Patri

ierardi.v | Mercoledì, 21 ottobre 2009 @19:21

Amo cucinare ... è la mia passione, soprattutto piatti misti, tipo pasta con le verdure oppure linguine allo scoglio, piatti di legumi con tanta cipolla e un pizzico di peperoncino. Adoro la mia cucina adesso di più ... è così nuova.Ciao Lisa

Simona, la Pasionaria | Mercoledì, 21 ottobre 2009 @18:30

Mi unisco ad Anna e alle altre Pinks nella vicinanza a Lila. Pinks romane, infondetele tanto coraggio a uscire dal buio.

claudia mdg | Mercoledì, 21 ottobre 2009 @15:58

Per Francesca: Lila mi ha parlato tanto di te, di quanto le sei vicina. Mi dispiace tantissimo che stia di nuovo male, dalle un grande abbraccio, un abbraccio anche a te. claudia

poeta | Mercoledì, 21 ottobre 2009 @11:48

vivere tra le nuvole...
www.giuseppecesaropoeta.splinder.com

Annalisa farmacista | Mercoledì, 21 ottobre 2009 @08:50

Vedo che lo yoga dilaga. Bene bene. Io sono un pezzo di legno ma vedo che mi serve per sciogliermi un po'. E poi devo dire che il rilassamento finale è la parte che mi piace di più. Concordo con Banana Yoshimoto: la cucina è il posto che preferisco dove creo e mi rilasso. Quando sono molto nervosa cucino cucino cucino. In particolare una fantastica marmellata di ananas e mele. E poi biscotti, muffin, pizze, ragù, verdure grigliate. Bè non vi è venuta l'acquolina?

viola | Martedì, 20 ottobre 2009 @21:10

Le frasi che scegli mi toccano il cuore.
Grazie.
Ma lo sai che anche per me lo yoga è una passione tanto forte che da tanti anni lo insegno?.
Ciao

LISA | Martedì, 20 ottobre 2009 @15:12

PER ANNALISA FARMACISTA: bello un Romantico Coniugale d'autunno... (Ah: sai che nella mia nuova vita sono decisamente drogata di yoga?).

Annalisa farmacista | Martedì, 20 ottobre 2009 @13:37

Mi riaffaccio per scrivere, mentre per leggere ci sono sempre. Sono stata impegnata con il lavoro ma soprattutto con l'attività fisica che mi sta rendendo quasi una malata dello sport. Mi sono iscritta a yoga, vado a correre, in piscina...insomma vita molto salutare. Questo weekend ci concediamo un romantico coniugale per festeggiare il 5° anno di matrimonio in Umbria. Leggere queste dolci parole mi fa già assaporare i bei momenti.Grazie Lisa come sempre.

Lisa Corva

Mi chiamo Lisa Corva, e questo lo sapete. Sapete anche, se siete qui, che credo nel potere delle parole. E della poesia.

Qui troverete i miei Buongiorno: da trasformare in sms, ricopiare sull’agenda, far viaggiare via web… Talismano, oroscopo, cioccolatino, schegge di luce o di consolazione: usateli come volete. Troverete anche le mie interviste, i miei articoli di moda, i miei colpi di fulmine in giro per il mondo. E, ovviamente, i miei libri.

Mi potete anche trovare (a volte) in Piazza Unità a Trieste: la città dove sono nata, dove non ho mai vissuto, ma che continuo testardamente a considerare mia. Se vi avvicinate abbastanza, mi riconoscerete. Se non altro, dal profumo di rose.